DegustazioniIn giro per cantine

Cabreo Mytho, un vino controcorrente

Presentato il nuovo nato di casa Folonari: un Sangiovese in purezza, Igt Toscana, dai vigneti di Montefioralle, a Greve in Chianti.

Era marzo, la giornata ventosa non primaverile; aleggiava una “promessa di pioggia” mentre ci avvicinavamo a Montefioralle, meraviglioso borgo chiantigiano. La meta era la Tenuta del Cabreo di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute per il debutto di un nuovo vino avvolto nel mistero. Appuntamento al Relais di charme Pietra del Cabreo, che insieme al Relais Borgo del Cabreo sono le due ospitalità delle tenute.

Luogo suggestivo, camere estremamente curate nei minimi dettagli, spazi comuni ampi e confortevoli, alcune stanze con il giardino privato: un posto ideale per rilassarsi all’interno del Chianti Classico; da menzione la meravigliosa colazione della mattina. Piccolo trasferimento alla tenuta di Nozzole per scoprire la novità.

Si chiama Cabreo Mytho, Sangiovese in purezza dai vigneti di Zano della Tenuta del Cabreo, l’annata è la 2019. La sorpresa? Non è una Gran Selezione di Chianti Classico ma un Igt Toscana nel novero dei Flaccianello, Cepparello, Fontalloro nati negli anni ‘80 e creatori del fenomeno Supertuscan declinato con solo Sangiovese. Una scelta controcorrente – slegare il Sangiovese dal territorio – in un momento dove tutti cercano il cru, con le UGA approvate nel Chianti Classico e via discorrendo.

Per noi anziani il nome Mytho era già stato usato dall’azienda nel 2001 e 2002 per una super selezione di Cabreo Il Borgo le cui etichette erano state disegnate da Igor Mitoraj (da cui il nome). Ma questi sono solo ricordi. Il Mytho odierno è tutt’altro. Il titolare Giovanni Folonari ci ha spiegato che la scelta controcorrente è dettata da questioni tecniche e per avere una maggiore libertà “di movimento” rispetto al disciplinare del Chianti Classico. Ci ha raccontato l’enologo consulente Roberto Potentini che per questo vino sono state adottate alcune lavorazioni innovative (per l’azienda) come la strozzatura del rachide che ha portato la vendemmia ad ottobre, la pigiatura con i piedi (letteralmente) per far sì che non ci sia mai contatto con il metallo, estremizzando così il concetto di integrità della buccia. Quindi fermentazione con follature direttamente in tonneau privati di un fondo (sic!), la maturazione però è nei classici tonneau di Allier. Le bottiglie sono circa 4.000 per questa prima annata.

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