Samaroli è un nome di culto nel mondo dei distillati: selezioni rare, stile riconoscibile e un approccio “emotivo” alla qualità. In un pranzo milanese Livia Belardelli ha conosciuto la sua visione attraverso Daniele Liberati, Global Brand Manager. In degustazione: due whisky e tre rum, tra eleganza, torbatura, sorprese e botti “parlanti”.
Milano, Osteria delle Coppelle, interno giorno. Sei commensali, cinque bottiglie sul tavolo. Etichette magnetiche che sembrano opere d’arte più che semplici involucri. Il font dal sapore antico che sussurra un nome – Samaroli – e già evoca un viaggio. Una storia che parte dalle brume della Scozia, tra botti silenziose elevate dal tempo, e prosegue verso sud, veleggiando corsara, fino alle acque calde e luminose dei Caraibi.
Una storia che attraversa oceani, annate, tradizioni, e oggi prende vita in un pranzo milanese. Capitano della ciurma è Daniele Liberati, Global Brand Manager di Samaroli che ci racconta la vision “artistica” e “perfettamente imperfetta” del brand.
Un caso unico nel mondo dei distillati
In un mercato dei distillati sempre più polarizzato tra grandi produzioni e micro-imbottigliamenti di nicchia, Samaroli continua a rappresentare un caso unico: un marchio italiano capace di influenzare la cultura del whisky e del rum grazie a una filosofia che privilegia la scelta maniacale dei barili e la volontà di proporre solo ciò che emoziona davvero i suoi selezionatori.
Coerenza stilistica, selezione emotiva e ricerca continua ne sono i capisaldi fin dalla sua nascita, nel 1968, quando Silvano Samaroli fonda la sua azienda, diventando un pioniere nel mondo dei distillati da cereali. Una rivoluzione per l’epoca, quando il whisky era soprattutto un blend standardizzato e il rum un alcol da miscelazione, non certo da meditazione. Ed è probabilmente questa fedeltà assoluta a un’idea di gusto — mai piegata alle mode, mai sedotta dalle richieste del mercato — unita a una visione anticonvenzionale e a una sensibilità profondamente creativa, ad aver fatto di Silvano Samaroli un vero direttore d’orchestra del distillato. Capace di dare voce al singolo strumento, quando la botte meritava di emergere da sola, o di armonizzare più barili in un blend diventando melodia: coerente, unica, capace di arrivare dritta all’anima.
Una continuità rara
Oggi Samaroli è un marchio artigianale di riferimento nel mondo dei whisky e dei rum da collezione. Dopo la fusione con Casa Bleve, il testimone è passato ad Antonio Bleve, attuale Master Blender, che avendo lavorato a stretto contatto con Samaroli per lungo tempo, ne continua e custodisce la visione originaria: selezione maniacale, palato come bussola, emozione come criterio finale. Una continuità rara, che tiene vivo lo spirito del fondatore pur dialogando con il presente.
I whisky in degustazione:
Speyside Single Malt Scotch Whisky – Distilled in 2014
From Glenallachie Distillery – Prezzo indicativo: € 175
Si parte con un whisky dai toni lievemente aranciati, pieno e oleoso nel bicchiere. Una consistenza, racconta Daniele, mantenuta grazie alla decisione di non filtrare a freddo. Una pratica usata solitamente per eliminare velature ma qui, ormai mi è chiaro, una leggera opalescenza non è difetto. Diventa un dettaglio artigianale, sfumatura che aggiunge profondità. Poi arrivano le note di frutta, fico e prugna, accenni di cioccolato e spezie. All’assaggio è caldo e voluttuoso, con un sottile finale di cereali tostati, cacao e ritorni infiniti di frutta secca.
Forse mi piace perché è un whisky che “strizza l’occhio al vino”, maturato in botti di Barolo. Orzo e uva, le Highlands come le Langhe, dove le distillerie fioriscono come vigne, una ad ogni curva, ciascuna espressione del proprio terroir.
Islay Single Malt Scotch Whisky Distilled In 2018
From Caol Ila Distillery – Prezzo indicativo: € 175
Un’isola nell’isola per un whisky dai toni più aranciati e profumi evidenti di torbatura, fumo, agrumi canditi e sensazioni balsamiche. Lo stampo isolano è anche quello dei contenitori in cui riposa, appartenuti al vino Madeira e alla sua origine portoghese. Note di malto e legno di cedro accompagnano in bocca una guizzante spalla acido-sapida e un finale affumicato di lunga persistenza.
I rum in degustazione:
SPQR Blended Rum
Prezzo indicativo: € 120
Colore ambra e uno stile versatile ed equilibrato – ecumenico – nasce con l’idea di conquistare palati diversi. Il nome rimanda alla Roma imperiale ma al contempo è acronimo di Selected Primium Quality Rum. Note eteree e smaltate, crystal ball (quell’odore plasticoso che fa subito infanzia, almeno la mia), spezie e torrefazione. In bocca il finale è morbido con note di frutta secca, cioccolato e caffè
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Barbados Raphsody Blended Rum 2016
Prezzo indicativo: € 185
Elegante più che muscolare, dal colore ambra luminoso. Qualcuno lo definirebbe vagamente ruffiano ma in realtà è equilibrio ed eleganza. Frutta secca, agrumi canditi, spezie dolci, fiori e accenni di pasticceria. A seguire sensazioni boisé e note speziate mai eccessive che ne esprimono un profilo raffinato di grande precisione e, come già detto, di sottilissimo equilibrio.
Martinica Single Origin Rum 2017 Single Cask
Prezzo indicativo: € 145
Destabilizzante è sicuramente il primo aggettivo partorito dalla mia mente dopo il primo sorso. Un rum originale, che può non piacere ma non lascia indifferenti. Abbandonata la levità del precedente qui i profumi si rotolano tra terra e humus. Note verdi e vegetali, polvere di zenzero e di coriandolo, bastoncino di liquirizia e nuance nette di legno e corteccia. Un po’ come un famoso spremiagrumi, nasce più per stimolare conversazioni che per il mero piacere di berlo.
Alla fine resta la sensazione che Samaroli non imbottigli solo distillati, ma frammenti di tempo: botti che hanno viaggiato, sostato, respirato, aspettato il momento giusto per parlare. Degustazione dopo degustazione emerge un filo rosso preciso — selezione, identità, coerenza — e anche il coraggio di non piacere a tutti. Perché questi whisky e questi rum non inseguono la moda, né addomesticano il carattere: lo portano integro nel bicchiere, con tutte le sue asperità e le sue sfumature. E mentre il pranzo si chiude e le bottiglie tornano mute, rimane addosso una certezza: in questo mondo di rumore e velocità, Samaroli continua a sussurrare. E proprio per questo si fa ascoltare.





