EditorialeFirmato DoctorWine

Che Vinitaly sarà?

Difficile dare una risposta, certo è che tutti gli operatori del settore vino sono in attesa di capire come questo mondo reagirà alla difficilissima situazione che stiamo vivendo. E il Vinitaly è un bel banco di prova.

Dire che la situazione è complicata non è altro che un pallido eufemismo per descrivere questo periodo vissuto con una guerra disastrosa e drammatica e la pandemia non ancora alle nostre spalle. Fare analisi in momenti come questi è particolarmente difficile e il mondo del vino non fa eccezione. C’è chi parla di fine della globalizzazione, almeno per come l’abbiamo conosciuta finora, e forse dell’inizio di una nuova era con un diverso ruolo dei Paesi dell’Occidente.

Se consideriamo che la stragrande maggioranza della produzione vitivinicola è appannaggio di stati occidentali, in gran parte europei, e che l’export riguarda principalmente i mercati che fanno parte di quel mondo qualcuno sarebbe tentato di tirare un sospiro di sollievo.

Personalmente non sarei così ottimista, soprattutto per gli sviluppi futuri e difficilmente prevedibili che ne potrebbero scaturire, con maggiori difficoltà negli scambi e nel turismo, con tutto ciò che potrebbe comportare.

Nel frattempo ci sarà il Vinitaly a Verona, dal 10 al 13 di aprile, che vedrà per tutti i motivi appena detti una fatale minore partecipazione di professionisti internazionali ma anche una certa attesa da parte di tutti su come il mondo del vino reagirà e si evolverà. Sarà probabilmente un Vinitaly di transizione, in parte innovativo, come lo è stata la Special Edition dell’ottobre scorso, e in parte più tradizionale, anche se le regole per evitare la diffusione del Covid saranno stringenti, con mascherine ovunque al chiuso, Green Pass e quant’altro.

Noi avremo il nostro stand, Vinitaly Tasting – The DoctorWine Selection, nel padiglione 10 A4 B4, che vedrà un centinaio di fantastici vini che si potranno assaggiare dai dispenser e una decina di seminari condotti dai collaboratori della Guida Essenziale ai Vini d’Italia. Chi vorrà venirci a trovare potrà assaggiare con calma o partecipare prenotandosi a uno dei seminari (molti già al completo purtroppo) e poi andare a trovare i produttori nei loro stand sulla base delle degustazioni effettuate. Un bel risparmio di tempo come minimo.

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