GourmetRistorante Amico

Sajni Fasanotti presenta il suo ristorante

Le aziende vinicole abbracciano i ristoranti. Per la rubrica “Ristorante amico”, un produttore presenta uno dei suoi ristoranti preferiti, che a sua volta propone una ricetta in abbinamento a un suo vino.

Come abbiamo visto, il centro enogastronomico dell’imprenditore Umberto Sajni Fasanotti, sulla provinciale che collega il paese di Mori all’autostrada, ha ben quattro proposte per mangiare, secondo il tempo a disposizione e lo stile preferito da ognuno: un bistrot (che abbiamo presentato il mese scorso) che è anche il punto vendita dei vini aziendali, un ristorante, una griglieria e una terrazza estiva per cocktail e aperitivi.

Veniamo oggi al ristorante delle Tenute Sajni Fasanotti, cui si accede attraversando l’ampia e luminosa esposizione dei vini, che è anche vendita diretta e bistrot. Entrando si apre davanti agli occhi un locale moderno e accogliente, con una parete a vetrate, tavoli e sedie in plexiglas e pavimento chiaro, che contribuiscono a rendere il tutto ancora più luminoso. Vengono proposti piatti semplici ma rivisitati in chiave moderna, con i quali si raccontano i sapori del Trentino e non solo, creati con passione dalla giovane brigata, già esperta e piena di entusiasmo. Guida il team lo chef marocchino Mohamed Barahhou con la pastry chef bralisiana-olandese Simonie de Fatima Vansuit, una commistione di esperienze, idee, cucine che portano a risultati molto interessanti.

Il menù, diverso di giorno in giorno, è pensato per valorizzare il vino, accostato a ogni tipo di pietanza, anche speziata. Poche proposte quotidiane sempre nuove, dove la qualità degli ingredienti e la semplicità dell’esecuzione sono alla base della buona cucina.

La ricetta proposta:

Riso in cagnone con filetti di pesce persico e salsa al curry

Ingredienti per 4 persone

350 g riso, 120 g di burro, scorza di ½ limone biologico, un mazzetto di salvia, 2 acciughe sott’olio, 12 filetti di pesce persico, farina per impanare, 2 uova, sale e pepe

Preparazione:

Portate ad ebollizione l’acqua, normalmente salata, quando bolle unite il riso e lasciate cuocere per 15-17 minuti (leggere sulla confezione il tempo consigliato e assaggiarlo), poi scolatelo ben al dente con una schiumarola.

Nel frattempo, in una padella mettere 80 g burro e le acciughe tritate finemente finché non si disfano, aggiungere 5-6 foglie di salvia, la scorza di limone e una macinata di pepe nero, fino a ottenere quasi una crema. Servirà per ripassare il riso.

Rompere le uova in un recipiente; regolare di sale e sbattete velocemente. Impanare i filetti di pesce persico prima nella farina e poi nelle uova.

In una larga padella antiaderente mettere 40 g di burro con qualche foglia di salvia e far imbiondire sino a quando diventerà di un bel color nocciola, quindi unirvi i filetti di persico impanati e rosolarli da entrambe i lati fino a doratura. Scolarli insieme alle foglie di salvia e metterli da parte.

Saltare il riso bollito nella padella con la crema di burro.

Servire mettendo nel piatto il riso bollito con sopra tre filetti di persico e a fianco una chicchera di salsa al curry.

Il vino in abbinamento:

Trentino Bianco Riserva Conte Alessandro 2018

Paglierino dorato. Al naso, complesso, intenso e persistente, alterna profumi di uva spina e nespola, frutta tropicale e cenni agrumati, con note floreali di ginestra e sbuffi mentolati. In bocca ha bella acidità, sorso pieno e succoso, con ricordi di mela, finale persistente ed elegante.

Zona di produzione: Maso Palt, una frazione posta nel Comune di Mori, sulla sinistra di Besagno, alla medesima altitudine di 330 metri, difesa dal vento e dal freddo grazie al Monte Baldo. L’area è a picco su Mori e sulla Vallagarina e gode della luce e del calore del sole, dall’alba al tramonto. Il terreno è composto da rocce basaltiche, vulcaniti e da altri infiniti depositi minerali che risalgono al tempo dell’attività vulcanica del Monte Baldo.

Vitigni: Chardonnay, Manzoni bianco, Sauvignon. Forma di allevamento a Guyot e pergola trentina, produzione per ettaro 90 quintali.

Vendemmia: manuale svolta nel mese di settembre, a seconda delle varietà.

Vinificazione: lo Chardonnay matura in barrique per 13 mesi, il Manzoni bianco e il Sauvignon fermentano e affinano in acciaio.

Gradazione alcolica: 13,90% vol.

Temperatura di servizio: 10°C.

Abbinamenti consigliati: antipasti leggeri; primi piatti a base di verdure e asparagi, minestroni e zuppe d’orzo; secondi a base di verdure e pesce, sia bollito che alla griglia, formaggi secchi e morbidi, anche mediamente stagionati.

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