DegustazioniIn giro per cantine

Picolit, rarità friulana

Storicamente vino della grande nobiltà europea, il Picolit è considerato “vino da meditazione” di gran prestigio, una vera rarità friulana.

Metti una sera a cena quattro compagni di liceo, una bavarese ai lamponi e un Picolit che molti conoscono ma pochissimi hanno bevuto, e la magia si compie. Il protagonista diventa lui: un vitigno scorbutico, poco redditizio con grossi problemi di aborto floreale, che ne determina gioie e dolori. I pochi acini per grappolo lasciati in pianta a lungo per creare una rarità, dolce ma non troppo, grazie alla sua verticalità rinfrescante e al suo incedere austero ed avvincente. 

Il Colli Orientali del Friuli Picolit Docg 2017 Livio Felluga con la sua scatola

Un vero peccato trovarne pochi interessanti, ancora peggiore il rischio di perdere questo vitigno che ricorda tanto la sua terra e i suoi abitanti, schivi, di poche parole ma di grande fascino. 

Quello che abbiamo bevuto è dell’azienda Livio Felluga, che anche diversi anni dopo la scomparsa del patriarca, continua a proporre grandi vini, ben riconoscibili per la classica e famosa etichetta con la carta geografica. Un’antica mappa della zona collinare del Friuli proposta in etichetta fin dal 1956. Un’etichetta che simbolizza così lo stretto legame dell’azienda con il suo territorio, i Colli Orientali del Friuli.

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