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Chardonnay, Sauvignon e Pinot Grigio

Se diamo un'occhiata ai vini bianchi diffusi a livello mondiale, scopriamo che l'Italia è conosciuta per il Pinot Grigio, con buona pace dei nostri vitigni autoctoni.

Considero i lettori di DoctorWine esperti e consapevoli, perciò vorrei proporre loro una chiave di lettura sui vini bianchi a livello internazionale, uscendo per una volta dal mondo italianocentrico fatto di territori e di vitigni “autoctoni”. La domanda è “che cosa succede sui mercati internazionali per quanto riguarda i vini bianchi?”.

Succede più o meno questo. Il bianco di livello medio-alto più diffuso è lo Chardonnay, maturato in legno, anche per periodi non lunghissimi, meno di un anno, e che proviene soprattutto da California, Australia, Sud Africa e solo dopo Francia. L’Italia quasi non c’entra e così anche altre nazioni europee. Certo che ci sono vini italiani del genere, ma non hanno alcun impatto su questa tipologia in termini quantitativi.

Ce ne hanno leggermente di più, ma neanche tanto, sul mondo dei Sauvignon, seconda varietà presa in considerazione fra i consumatori mondiali. In questo caso vini profumati, senza legno, e provenienti soprattutto dalla Nuova Zelanda. Poi, certo, ci sono i Sancerre, i Pouilly Fumé, poi alcuni Graves ed Entre Deux Mers di Bordeaux, qualche italiano nel Nord Est, qualche cileno, qualche austriaco. Niente in confronto al successo planetario neozelandese, di Marlborough soprattutto.

Terza varietà: il Pinot Grigio. Una tipologia di origine borgognona e alsaziana, che si è diffusa poi in Germania, e infine in Italia, nel Nord Est italiano, attualmente con la denominazione Pinot Grigio Delle Venezie che ha letteralmente monopolizzato la situazione con oltre il 40% del vino prodotto. Perché sembrerà strano a molti, ma il Pinot Grigio ormai è considerato il vino bianco italiano per antonomasia. Niente legno, non troppi profumi, buona acidità e deliziosa e semplice bevibilità. Questa è la “ricetta” e in questo campo noi italiani siamo vincenti. A qualcuno questo racconto potrà sembrare discutibile, banale, poco rispettoso delle varietà autoctone o del territorio. Però le cose stanno così, che piaccia o meno.

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