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Le guide dei vini trentasei anni dopo

C’è chi pensa che ormai siano inutili e chi invece le compra anno dopo anno e non potrebbe farne a meno. Come tutte le cose in questa società così frammentaria, sono prodotti di nicchia e non più nazional popolari, ma hanno un loro peso nella conoscenza del mondo del vino di qualità.

Credo di essere stato uno dei maggiori responsabili di questo mondo visto che la prima guida che ho curato è uscita nel novembre del 1987, e quindi ben trentasei anni fa. All’epoca era una vera rivoluzione comunicativa. Prima di allora c’erano stato i Cataloghi Bolaffi di Veronelli e insieme a quella guida uscì la pubblicazione Le Cantine di Veronelli che preannunciava quella che poi è divenuta la Guida Oro della Veronelli Editore.

Nel nostro piccolo, quello di Gambero Rosso e di Arcigola appena nati, fare una guida dei vini partendo da zero, sperimentando i sistemi di assaggio coperto, organizzando gruppi di degustatori in varie regioni italiane, premiando i vini migliori con i “tre bicchieri” che ho la responsabilità di avere inventato, fu una vera avventura. In un paio d’anni, anche per merito di vendite speciali particolarmente brillanti (ne ricordo una di 80.000 copie alla Sigma Tau, azienda farmaceutica, che le regalò per Natale a moltissimi medici italiani), la guida divenne conosciutissima, tanto che iniziammo a tradurla prima in tedesco e poi in inglese.

Nel bene e nel male è stato un sistema efficace che ha completamente cambiato il modo di raccontare i vini. Dopo ventiquattro edizioni e un rapido passaggio in Bibenda nel 2011, ho pensato di fondare DoctorWine, prima come sito, poi come guida, la Guida Essenziale ai Vini d’Italia. Prima edizione nel 2014, edita da Mondadori come pure l’anno successivo, poi da soli. Con quella che stiamo preparando ora arriveremo alla decima edizione.

Una guida in italiano e in inglese, cartacea, antica se volete, ma che quest’anno è andata esaurita. Circa diecimila copie stampate e forse un paio di centinaia rimaste, il che significa che ha ancora un suo spazio in un mondo digitale, dove influencer e blogger pullulano. Certo, non ha l’efficacia di quella di tanti anni fa, che arrivò a sfiorare le centomila copie, ma evidentemente funziona ancora come esempio di inchiesta annuale sul mondo dei vini di qualità e ha ancora un suo spazio.

Molte persone non immediatamente native digitali amano ancora consultare un libro cartaceo e credo che questo andrà avanti ancora per anni. Però chiedersi che senso abbia dopo quasi quattro decenni e provare a fare il punto della situazione dei migliori vini italiani penso che sia opportuno. L’interpretazione che ne diamo, e cioè che si tratti di un’indagine annuale sul tema e che accanto a descrizioni organolettiche e punteggi ci siano anche molte notizie e persino piccoli racconti, come fossero veri cammei, su cantine e produttori, credo che sia la risposta che cerchiamo di dare. E sembra che tutto sommato funzioni ancora.

Poi proviamo a declinare tutto questo materiale, che diventa un data base molto ricco, in altre pubblicazioni più specifiche. Alla fine del mese a Napoli, a Roma e a Milano presenteremo “I vini per l’estate” che vuole essere un focus su quelle tipologie ricavato dal lavoro che facciamo per la Guida Essenziale, nella quale, proprio perché Essenziale, non trovano posto parecchi vini a loro modo interessanti e non troppo costosi. Proviamo a parlarne in questa pubblicazione, presentandone alcuni nelle manifestazioni che dedichiamo loro. Speriamo di vedervi in molti.

Il link per registrarsi agli eventi è: https://shop.doctorwine.it/prodotti/eventi

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