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L’Enoteca Ferrara ha chiuso

Enoteca Ferrara

Ha chiuso (ma la promessa è riaprire altrove) la storica Enoteca Ferrara delle sorelle Paolillo, locale di ottima cucina e vini strepitosi a Roma. Le cause? La trasformazione di Trastevere, tra movida e overtourism. Ce ne parla Daniele Cernilli.

Trentotto anni fa, a Roma, e più precisamente a Trastevere, in via dell’Arco di San Calisto, due ragazze di origine napoletana, Lina e Maria (Meri) Paolillo, aprirono un minuscolo ristorante: l’Enoteca Ferrara. Il nome derivava da un locale di New York, del quale Lina si era innamorata. Poi era una giovane e appassionata sommelier e iniziò a selezionare vini che allora quasi nessuno conosceva. Maria si mise ai fornelli, da autodidatta, e iniziò una storia che si è appena conclusa. 

Qualche anno dopo, alla fine degli anni Novanta, si spostarono in Piazza Trilussa, all’angolo con via del Moro, sempre a Trastevere, rilevando un locale ben più ampio che per anni fu una delle più famose discoteche romane, il Dorian Grey, che aveva chiuso da poco. Il menù divenne più ricco, con una vera brigata di cucina. La lista dei vini crebbe fino a diventare un vero punto di riferimento per gli appassionati. Tra l’altro con una versione grafica davvero unica. 

Ora la storia di quell’esperienza davvero formidabile è finita. Lina e Maria continueranno altrove, come hanno già dichiarato. A me mancherà quel posto dove ho passato tante serate con amici, dove Antonio Albanese girò il suo famoso sketch in cui interpretava un sussiegoso e comico sommelier, dove mi perdevo leggendo dei vini della cantina su quella meravigliosa carta. 

Qui sotto pubblichiamo il saluto di Lina e Maria. Non ci resta che fare a loro il nostro più sentito “in bocca al lupo” per il futuro.

“Una storia lunghissima con milioni e milioni di soddisfazioni e riconoscimenti, insomma una storia meravigliosa che ci ha visto affaticate, sconsolate (Covid), alle prese con mille piccoli problemi quotidiani, ma soprattutto grate, grate alla vita che ci ha permesso di esprimerci come nella nostra natura, senza tradirla mai facendo spesso scelte anticommerciali. Grate a tutti quei clienti che attraverso un complimento o una gratificazione hanno reso giustizia alla fatica.

Grate a tutto il mondo del vino che attraverso i suoi protagonisti ci hanno sempre coinvolte in esperienze spesso uniche e ci hanno permesso, con la loro altissima qualità, di proporre una carta dei vini da tutti stimata.

Un ringraziamento speciale a tutti i nostri fornitori diventati amici, la vera eccellenza italiana che la Chef Maria ha cercato sempre di esaltare e rispettare rendendoli dei veri complici nei piatti realizzati.

Con noi hanno condiviso la nostra filosofia tantissimi collaboratori senza i quali nulla sarebbe stato possibile, pertanto, un ringraziamento speciale va a tutti loro.

Abbiamo vissuto il quartiere Trastevere attraverso 38 anni condividendo ogni sua mutazione ed ora che viviamo la sua ennesima trasformazione ci sentiamo fuori posto e non volendo mai adattare la nostra proposta abbiamo deciso di lasciar posto a chi sa farlo e che è in sintonia umana e commerciale con lo storico quartiere che abbiamo profondamente amato ma che adesso non riconosciamo.

Il futuro, nonostante l’età, ci vede piene di entusiasmo e con la complicità del nostro storico staff sapremo esserci altrove.

Stay tuned”.

Lina e Maria Paolillo
Enoteca Ferrara

3 commenti

Maurizio 15 Settembre 2025 at 13:19

Penso che le due sorelle, a cui va tutto il mio plauso, abbiano fatto bene a non cedere all’ennesima trasformazione….e non credo srà l’ultima visto chi amministra. Personalmente ho grande stima per chi lascia una strada per percorrerne un’altra, forse più imperviak pericolosa …ma certo piú intrigante e che alla lunga potrebbe dare soddisfazioni indicibili. In bocca al lupo. ✌️

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Mario Angelo 16 Settembre 2025 at 18:00

Non posso dare consigli a nessuno. Ma una cantina personale non richiede locazioni costose, nè posizioni in vista.
spese fisse il più possibile limitate, coperti confidenziali, pochi piatti, vino a rotazione.
Il mio modello? Dominique Lestanc, La Merenda, Nizza.
Buona camicia a tutt*

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daniele cernilli 19 Settembre 2025 at 18:30

Ma che c’entra questo commento?

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