Nel cuore di Maruggio, affacciata sullo Ionio, Masseria Le Fabriche firma un Primitivo di Manduria di nuova generazione: MarrubiuM Riserva Del Bono. Con la regia enologica di Mattia Vezzola e la visione del proprietario Rinaldo Del Bono, nasce un vino rosso preciso e misurato, capace di raccontare la Puglia contemporanea con eleganza, profondità e autenticità territoriale. Ce ne parla Iolanda Maggio.
Nel territorio di Maruggio (Taranto), dove la brezza dello Ionio incontra i muretti a secco, sorge Masseria Le Fabriche, antica dimora rurale immersa tra uliveti secolari e vigneti che guardano il mare. Qui nasce MarrubiuM Riserva Del Bono, un vino che interpreta il Primitivo con un registro di precisione e misura, senza rinunciare alla riconoscibilità territoriale.
Alla guida enologica c’è Mattia Vezzola, uno dei protagonisti più autorevoli della viticoltura italiana, che in Puglia ha voluto portare un’idea di rigore tecnico e sensibilità estetica. Il nome MarrubiuM omaggia il marrubio (Marrubium vulgare), pianta officinale della macchia mediterranea, un richiamo alla purezza e alla forza della terra di Maruggio.
Il progetto e la visione

Vezzola spiega così la filosofia che ha guidato la nascita del progetto: “La ricerca dell’armonia è il vero lavoro del viticoltore. La viticoltura non è un hobby. L’obiettivo è quello di reinventare, ridisegnare la silhouette del Primitivo e dell’Aglianico. Traslando le parole di Coco Chanel, volevo creare un vino che mi rappresentasse e che si facesse amare. I tannini devono essere come un maglione di cashmere: tenere caldo ma restare leggeri, sinuosi e vellutati.”
E aggiunge: “Gli elementi non devono essere in competizione ma complementari. Il valore del vino non è la qualità – che è un prerequisito – ma la longevità. La genetica. E poi l’epigenetica.”
Se ci pensiamo infatti, i grandi vini nascono lì dove anche il paesaggio è parte del vigneto. Dove i filari abbracciano le chiese, le case, seguendo le linee naturali del terreno in cui sorgono. È in questo contesto che prende forma un vino che, nelle parole dello stesso Vezzola, “è un Primitivo fatto bene, ma non un altro Primitivo: questo è un Primitivo che vuole ingaggiare una rivoluzione culturale in Puglia”.
Una dichiarazione d’intenti che sposta l’asse dal mero esercizio enologico a un progetto di identità e visione.
Il proprietario Del Bono e la rinascita della Masseria
Alla base del progetto c’è la figura di Rinaldo Del Bono, imprenditore milanese con una profonda passione per il Sud Italia e per la viticoltura d’eccellenza. Del Bono ha scelto di investire nella rinascita di Masseria Le Fabriche per restituirle la sua vocazione agricola e culturale, unendo la qualità produttiva al rispetto del paesaggio.
Appassionato velista, porta nel vino la stessa filosofia che applica in mare: per un bravo timoniere, mantenere la barra dritta significa avere l’idea chiara in testa e la sua è quella di creare un vino che farà parlare di sé, capace di rappresentare la Puglia contemporanea con eleganza e visione.

Sotto la sua guida, la Masseria è diventata un laboratorio di armonia tra tradizione e sostenibilità, dove il vino non è solo un prodotto, ma un linguaggio culturale.
Entro l’anno riapriranno le porte anche del relais all’interno della Masseria seicentesca.
Il territorio e la filosofia produttiva
La tenuta si estende su 120 ettari, di cui circa 25 a vigneto, circondati da 80 ettari di ulivi secolari e 15 di macchia mediterranea. I suoli calcareo-argillosi, uniti all’influenza del mare e al costante vento di tramontana, offrono condizioni perfette per una maturazione lenta e completa delle uve. L’impostazione agronomica – affidata a Pierluigi Donna – privilegia la longevità della vite e la biodiversità. Vengono utilizzate selezioni massali da viti madri ultracentenarie, in collaborazione con il vivaista francese Pierre-Marie Guillaume, per preservare il materiale genetico originario del territorio.
Con queste premesse si porta avanti una viticoltura di osservazione, non di forzatura, dove l’equilibrio si ricerca nel vigneto prima ancora che in cantina.
Il MarrubiuM Riserva Del Bono 2022, prima annata in commercio, è un Primitivo che sorprende per finezza e misura. Lontano dagli eccessi di concentrazione, capace di esprimere l’eleganza del Sud attraverso leggerezza e profondità. Un vino che, più che rappresentare una varietà, interpreta un pensiero.
Primitivo di Manduria MarrubiuM Riserva Del Bono 2022 Masseria Le Fabriche
Punteggio: 94/100
Prezzo medio in enoteca: € 70
Annata non facile, con pochi grappoli, altissime temperature e poca piovosità.
85% Primitivo, 15% Aglianico. Un incontro studiato per coniugare la morbidezza e il calore del primo con la tensione e la struttura del secondo. Matura 12 mesi in barrique di rovere francese (nuove e di secondo passaggio).
Colore rosso rubino intenso e luminoso. Al naso è intenso e complesso, con ciliegia matura, amarena, prugna, viola, pepe nero, accenni di tabacco e di erbe di macchia mediterranea. Avvolgente, potente ma teso al palato, con tannini fitti ma vellutati che incarnano perfettamente la visione di Vezzola: “come un maglione di cashmere, tiene al caldo ma con leggerezza”. Lungo, pulito e salino il finale.
La produzione è limitata a 12.500 bottiglie e 200 magnum numerate.








