Presentato al Senato il volume “Vino & Turismo” di Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini. Il comparto cresce del 9% l’anno in Italia, ma le aziende cercano competenze in lingue, comunicazione, eventi e marketing.
Enoturismo, 20 milioni di visitatori in Italia: servono figure specializzate per sostenere la crescita
L’enoturismo italiano continua a correre, ma la sfida non è più attrarre visitatori: è trovare personale qualificato e rendere le cantine realmente accessibili. È quanto emerge dalla presentazione al Senato del volume “Vino & Turismo. Teoria e pratica dell’enoturismo in cantina”, firmato da Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini e presentato a Palazzo Giustiniani alla presenza del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
Interesse crescente e numeri da record
Secondo i dati illustrati dagli autori, il turismo del vino in Italia coinvolge circa 20.000 cantine aperte al pubblico, di cui tra 8.000 e 10.000 adeguatamente attrezzate per l’accoglienza, e genera oltre 20 milioni di visitatori ogni anno. Un comparto che cresce a un ritmo vicino al 9% annuo e che richiede nuove competenze professionali.
Le competenze più richieste dalle cantine
Le figure più richieste dalle aziende sono quelle con competenze linguistiche, capacità di comunicazione, organizzazione di eventi e marketing management, sia per la gestione dell’esperienza prima della visita sia per le attività successive, come wine club ed e-commerce. Molte imprese, sottolineano gli autori, sono alla ricerca di personale formato o di percorsi di aggiornamento per operatori entrati nel settore da autodidatti.
Sempre più visitatori stranieri
A confermare il crescente peso internazionale del fenomeno sono anche i dati del CESEO, l’Osservatorio nato in sinergia con il Movimento Turismo del Vino: per il 30% delle cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino, gli stranieri rappresentano oltre la metà dei visitatori. Un risultato che sposta l’attenzione dalla promozione all’accessibilità, sia fisica sia digitale.
Dall’accoglienza alla sostenibilità
«La vera sfida non è più attrarre visitatori, ma metterli in condizione di entrare realmente in contatto con le aziende», ha spiegato Donatella Cinelli Colombini, evidenziando come l’enoturismo sia diventato uno strumento strategico per la valorizzazione dei territori e per la diversificazione del reddito delle imprese vitivinicole. Il modello di accoglienza sta inoltre evolvendo: la visita in cantina supera la semplice degustazione per trasformarsi in un’esperienza legata al benessere, alla sostenibilità e al contatto con il territorio.
Il ruolo strategico dell’enoturismo
Nel corso della presentazione, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha definito l’enoturismo una leva fondamentale per ampliare l’offerta turistica italiana, mentre il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ribadito il legame sempre più stretto tra turismo e agroalimentare come elementi distintivi del Made in Italy.




