Dall’esperienza della famiglia Walch nasce Moncalisse, nuovo progetto dedicato esclusivamente al Trento Doc, il primo di una famiglia altoatesina in Trentino. Una cantina spettacolare sulle colline di Civezzano e due prime etichette di grande livello segnano l’esordio di una realtà destinata a diventare protagonista della spumantistica trentina.
Una cantina simbolo tra architettura e territorio

L’assaggio, in anteprima, dei primi due Trento Doc rigorosamente prodotti in Trentino da un’azienda storicamente radicata in Alto Adige è decisamente portentoso. Stesso elogio per la spettacolare cantina costruita dalla famiglia Walch a Torchio di Civezzano, sulla collina a sud del Monte Calisio, la montagna chiamata anche Argentario, che separa la Valle dell’Adige, Trento e la Valsugana.
Impresa vinicola strategica, affidata a Carolina e Julia, le due giovani figlie di Werner ed Elena Walch. Non a caso il nome della maison è Moncalisse, gioco fonetico che suggella il legame con la specificità del territorio.
Cantina fascinosa nell’architettura, tra razionalità postmoderna, il bianco in sinergia con il rosso del porfido (la Valle di Cembra è alle spalle) e una spinta dinamica sinuosa, per certi versi sovrastrutturale.
Il cuore produttivo sotto il Monte Calisio

L’inaugurazione ha spalancato l’accesso alla struttura in un tripudio scenografico. Sagoma rotondeggiante all’esterno, con un terrazzo destinato anche a bistrò ed enoturismo. Scendendo una scalinata in perfetta sintonia con la sinuosità dell’edificio si arriva nel cuore operativo: sale di stoccaggio, ambienti per l’affinamento sui lieviti e aree di lavorazione.
Colpisce soprattutto la profondissima fraglia in cemento rosso granato, destinata a futuri eventi enoici, una scheggia sghemba che richiama le suggestive falde argentifere ancora inesplorate del Monte Calisio. La vinificazione delle uve avviene rigorosamente per gravità, come in una simbolica miniera d’argento, naturalmente climatizzata.
Un team enologico composto da Stefano Bolognani, valente spumantista trentino, con la supervisione di Odilon de Varine, rinomato chef de cave champenois.

Cantina tra le più spettacolari realizzate finora, probabilmente la più affascinante del Trentino, con quasi 10 mila metri cubi di volume, perfettamente inserita nel progetto architettonico firmato da Nadia Moroder e David Stuflesser di Ortisei, concepito per gestire al meglio le vendemmie dei 12 ettari di vigneto circostanti.
Le prime bollicine Moncalisse
Il convivio inaugurale, con le sfiziosità del ristorante Miil di Cermes e una suggestiva chiusura affidata alle danzatrici, ha ospitato l’anteprima delle prime due versioni di Moncalisse Trento Doc. Appena 5 mila bottiglie di metodo classico che hanno immediatamente dimostrato l’alto valore delle bollicine nate sul Mons Argentarius.
Un Extra Brut Blanc de Blancs Riserva 2017 ottenuto, come campeggia in etichetta, da viti storiche recuperate in filari precedenti il riordino fondiario. Viti custodi anche di incisioni rupestri, segni millenari che le due sorelle Walch intendono rilanciare nel dialogo tra tempo e terra, reinterpretandoli in chiave contemporanea.
L’assaggio è corroborante: grande spinta aromatica, bella tonalità dorata e un sorso leggiadro, pregno di energia, con un timbro vinoso di fondo sostenuto da una raffinata speziatura, accompagnata da richiami alla scorza di limone e da una notevole scorrevolezza al palato.
Un progetto con ambizioni importanti

Il progetto enoico delle Walch, che guarda a una produzione futura di 100 mila bottiglie, propone anche un Trento Doc Moncalisse Millesimato Extra Brut Riserva 2019, fermentato in parte in acciaio e in parte in piccole botti di rovere.
Due etichette simbolo di una denominazione che non teme confini e che confermano, ancora una volta, l’eccellente stato di forma del Trento Doc.



