Più identità, maggiore integrazione con il territorio e un ruolo complementare rispetto al Prosecco. Il Consorzio Vini Colli di Conegliano Docg presenta la strategia per il rilancio della denominazione, puntando su turismo, Incroci Manzoni e valorizzazione delle produzioni storiche in un anno simbolico per Conegliano Città Italiana del Vino.
Un progetto per rafforzare una Docg di nicchia
I Colli di Conegliano Docg rilanciano la propria identità e chiamano a raccolta istituzioni, produttori e territorio. È questo il messaggio emerso dall’incontro promosso dal Consorzio a Tenuta Belvedere, dove la presidente Isabella Collalto de Croÿ, alla guida dell’ente dallo scorso dicembre, ha illustrato le linee strategiche che accompagneranno la denominazione nei prossimi anni.
L’obiettivo non è competere con le grandi denominazioni venete sul piano dei volumi, ma valorizzare una Docg che fa della propria storia, delle produzioni di collina e dell’identità territoriale i principali elementi distintivi.
Fare squadra per crescere

Il concetto chiave è quello della collaborazione. «I Colli di Conegliano sono una denominazione che ha tutte le carte per emergere, ma il suo futuro dipende dalla nostra capacità di lavorare insieme, – ha affermato Isabella Collalto de Croÿ. – Come Consorzio vogliamo essere un punto di riferimento aperto e inclusivo, capace di coinvolgere soci, istituzioni e territorio in un progetto condiviso di valorizzazione».
All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, il presidente del Comitato Nazionale Vini Michele Zanardo, numerosi sindaci della denominazione e rappresentanti del sistema bancario locale. Hanno inoltre inviato un messaggio di sostegno il presidente della Regione Veneto e il presidente del Consiglio regionale.
Turismo, Incroci Manzoni e sinergia con il Prosecco
Il piano di rilancio si sviluppa lungo alcune direttrici precise: rafforzare la notorietà della Docg, valorizzare il territorio come sistema integrato tra vino e turismo, coinvolgere le nuove generazioni e consolidare la collaborazione con le denominazioni vicine, a partire dal Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.
Tra i temi centrali anche la valorizzazione degli Incroci Manzoni, patrimonio nato dalla ricerca del professor Luigi Manzoni alla Scuola Enologica di Conegliano, che il Consorzio intende rafforzare sia sotto il profilo normativo sia nel posizionamento sul mercato. In programma inoltre la partecipazione alle principali manifestazioni di settore, da Vinitaly agli eventi di Conegliano Città Italiana del Vino 2026.
Una denominazione che guarda alle proprie radici
Con 24 aziende associate e il riconoscimento “erga omnes” ottenuto nel 2025, il Consorzio rappresenta una delle denominazioni più piccole del Veneto, ma anche una delle più identitarie. I Colli di Conegliano comprendono vini bianchi, rossi e passiti che raccontano la storia vitivinicola del territorio precedente all’affermazione del Prosecco, con produzioni come il Refrontolo Passito, il Torchiato di Fregona e i vini a base di Incrocio Manzoni, considerati tra le espressioni più originali dell’enologia veneta.



