Otto ettari appena, divisi tra Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet, che danno vita a uno dei vini più celebrati del mondo. Un viaggio attraverso dieci interpretazioni di un Grand Cru leggendario. Per noi Vinogodi.
Il vigneto della perfezione
Montrachet è un vigneto di appena otto ettari coltivato esclusivamente a Chardonnay. L’esposizione tra sud e sud-est, la lieve pendenza, il sottosuolo ricco di calcare e il perfetto drenaggio hanno creato le condizioni ideali per la nascita di quello che molti considerano il più grande vino bianco del mondo, salvo rarissime ecccezioni.
La frammentazione fondiaria è estrema: alcuni proprietari possiedono soltanto pochi filari e producono quantità minime, talvolta quasi simboliche. In annate particolarmente difficili è persino accaduto che più proprietari unissero le uve per ottenere una sola pièce, la tradizionale botte borgognona da 228 litri.
Le prime testimonianze storiche del vigneto risalgono al XIII secolo e sono legate ai monaci cistercensi. Il nome Montrachet deriverebbe da “Mont Chauve”, monte calvo, a indicare un luogo arido e privo di vegetazione.
Puligny e Chassagne, due anime dello stesso mito
Il confine comunale divide esattamente a metà il Grand Cru. Per tradizione, i vini provenienti dalla parte di Puligny-Montrachet sono etichettati come “Montrachet”, mentre quelli della parte di Chassagne-Montrachet riportano la denominazione “Le Montrachet”.
Più che per una caratteristica dominante, Montrachet si distingue per la capacità di riunire contemporaneamente potenza, profondità, eleganza, equilibrio e complessità. È proprio questa sintesi quasi perfetta a renderlo un riferimento assoluto per tutti gli appassionati di grandi vini bianchi.
Sui prezzi non mi soffermo: alcuni ancora “umani” altri inarrivabili. Bisogna industriarsi, per berli, ad averli acquistati in periodo non speculativo e consorziandosi fra amici appassionati. Alcune bottiglie restano ancora relativamente accessibili, altre hanno ormai raggiunto quotazioni riservate ai collezionisti.
Dieci grandi Montrachet in degustazione
Montrachet Grand Cru 2017 Louis Latour
Punteggio: 96/100
Prezzo medio: € 700
Sono 11 generazioni che i Latour hanno a che fare con il vino. Grandi négociant e anche eleveur, hanno parcelle vocate in tutta la Borgogna. Questo Montrachet è un’interpretazione elegante e raffinata del Grand Cru.
Colore giallo dorato chiaro. Profumi inebrianti di fiori di campo, crosta di pane e arachidi tostate. Al palato è fresco, fine e di notevole scorrevolezza, con equilibrio impeccabile e lunga persistenza. Impressionante bevibilità per un Montrachet dal costo ancora “umano”.
Montrachet Grand Cru 2015 Lucien Le Moine
Punteggio: 96/100
Prezzo medio: € 1.000
Il nome dell’azienda viene dal soprannome che i compagni del proprietario gli diedero dopo la sua esperienza nel chiostro cistercense: “Le Moine” (il monaco). Lucien era invece il nome che gli avevano dato i monaci.
Giallo oro intenso. Al naso offre un corredo variegato di frutta gialla matura, spezie e scorza di cedro. In bocca è ampio, strutturato e profondo, con una tessitura ricca sostenuta da una notevole precisione gustativa.
Montrachet Grand Cru 2015 Jacques Prieur
Punteggio: 96/100
Prezzo medio: € 900
Stile del produttore notoriamente “di sostanza”. Non delude, con questa versione potente e generosa.
Colore oro deciso. Profumi esotici intensi, come mango, frutto della passione, ma anche melone e pesca gialla con sfumature di erbe officinali. Sorso morbido, avvolgente e opulento, sostenuto da grande materia.
Montrachet Grand Cru 2012 Etienne Sauzet
Punteggio: 97/100
Prezzo medio: € 1.100
Da viti di oltre 65 anni, è la quintessenza dell’eleganza del Montrachet, stile che contraddistingue da sempre, stilisticamente, questo produttore.
Oro pallido con riflessi verdognoli. Bouquet raffinato ed esplosivo di fiori, erbe essiccate, mineralità e terra bagnata. Al palato è una carezza sensuale, elegante, armonioso e lunghissimo, tra le espressioni più raffinate della denominazione.
Le Montrachet Grand Cru 2005 Fontaine-Gagnard
Punteggio: 96/100
Prezzo medio: € 1.000
Altro Montrachet votato alla finezza ed equilibrio dei componenti. Un Montrachet deve sempre tendere alla perfezione dei componenti sensoriali, non allo squilibrio quantitativo di uno di essi.
Ancora luminoso e sorprendentemente giovane nel colore. Profumi delicati e complessi, glicine, lavanda e leggere note fungine. Bocca equilibrata e articolata, dalla consistenza non banale, con una piacevole chiusura balsamica.
Montrachet Grand Cru 2007 Domaine Ramonet
![]()
Punteggio: 98/100
Prezzo medio: € 3.800
Giallo intenso di grande trasparenza e brillantezza. Straordinaria complessità aromatica – tipica del produttore – tra fiori, scorza di pompelmo rosa, una speziatura preziosa di cannella e pepe bianco e note balsamiche intense. In bocca combina energia, tensione e profondità mantenendo un’eleganza esemplare.
Montrachet Grand Cru 2005 Comtes Lafon
![]()
![]()
Punteggio: 99/100
Prezzo medio: € 3.500
Il Montrachet di Comte Lafon è uno dei riferimenti assoluti (assieme a quello del Domaine de la Romanée Conti) per gli amanti dei grandi bianchi strutturati. Ottenuto da uve vendemmiate al limite temporale massimo per una maturazione piena.
Oro intenso che già prelude a densità sensoriale inusitata. I profumi rimandano all’oriente con note di gelatine di frutta gialla esotica, papaja, susina gialla matura, melone. Sensazionale la nota speziata subito di contorno per poi progredire da protagonista. Sorso ampio, glicerico e potente come raramente un bianco, dotato di forza estrattiva ma sostenuto da una perfetta freschezza.
Montrachet Grand Cru 1997 Domaine Ramonet
Punteggio: 96/100 Ormai un pezzo mitico più che mitologico in annata ispirata e dalle caratteristiche davvero impressionanti. 0
Prezzo medio: € 3.500
Quando l’evoluzione del tempo si manifesta con eleganza.
Colore dorato intenso non cedevole. Naso ormai terziarizzato verso note affumicate, finferli, spezie orientali. La confettura di arancia lo rende ancora più affascinante. La bocca ormai è un tripudio di morbidezze ed avanzata tranquillità strutturale.
Montrachet Grand Cru 2001 Domaine de la Romanée-Conti
![]()
![]()
Punteggio: 99/100
Prezzo medio: € 10.000
Un vino ormai mitico più che mitologico in annata ispirata e dalle caratteristiche davvero impressionanti.
Colore oro intenso e splendente, quasi foriero di gigantismo organolettico. Spettro olfattivo intenso e concentrato con profumi balsamici e fruttati in primo piano, poi miele d’acacia, crosta di pane, lieviti e leggere, vezzose sfumature di botrite. Il sorso è monumentale per ampiezza e capacità avvolgente, senza rinunciare all’equilibrio.
Montrachet Grand Cru 2004 Domaine Leflaive
![]()
![]()
Punteggio: 100/100
Prezzo medio: € 15.000
Secondo il mio personale parere, il capolavoro di Madame Leflaive è il più grande vino bianco mondiale. Prodotto non tutti gli anni a causa dei quantitativi meno che confidenziali. Indipendentemente dal costo impegnativo, è uno dei vini più rari del pianeta: ne arrivano importate in Italia solo poche bottiglie. Si narra che, in alcune annate, la botte venga prodotta su misura (il Domaine possiede una sua tonnellerie) perché non si arriva ai 228 litri della botte canonica…
Giallo dorato brillante e luminosissimo, di consistenza cromatica straordinaria. Il bouquet è caleidoscopico, tra note balsamiche, minerali, fruttate e speziate. La bocca è di straordinaria complessità e profondità, in una delle espressioni più rare e ricercate dell’intero panorama enologico mondiale.















