Un ristorante dai piatti solidi e gustosi in un quartiere periferico di Roma. Un punto d’attrazione in una zona che non ha molti punti di riferimento, ma un pubblico pronto a goderselo. Ce ne parla Iolanda Maggio.
Il Gatto Insaccato si trova a Selva Nera, una zona della periferia nord-ovest della Capitale, appena fuori il grande raccordo anulare. Il nome dice molto, ma non tutto. Perché dietro l’ironia del gioco di parole, c’è una dichiarazione d’intenti seria, costruita attorno a una materia prima (gli insaccati appunto) trattata con rispetto e, soprattutto, con competenza.
Classici taglieri in abbondanza

Siamo in un quadrante di Roma dove la ristorazione spesso gioca una partita di prossimità, più che di destinazione. La matrice è quella della norcineria: salumi, formaggi, selezioni. È da qui che prende forma un progetto che si allarga al bistrot. Il bancone, reale o ideale, resta il centro del focus. I taglieri sono un passaggio obbligato: prosciutti affettati con cura, selezioni che guardano anche oltre i confini regionali, formaggi scelti con attenzione, olive e qualche carciofo sott’olio. Molto classico e tutto super abbondante.
Primi piatti della tradizione romana e poi la carne

La cucina si muove su un doppio binario ben gestito. Non c’è un menù scritto, lo raccontano i camerieri. E neanche una carta dei vini, si sceglie dagli scaffali abbastanza forniti. Da una parte i grandi classici romani (carbonara, amatriciana, cacio e pepe, gricia) eseguiti con mano sicura, senza “alleggerimenti” fuori luogo. Qualche piccola variazione di stagione come la gricia con i carciofi. Dall’altra, una proposta più ampia che trova il suo clou nella carne. Tagli selezionati, frollature, cotture precise, attenzione alla qualità della materia prima. Tagliate, bistecche, salsicce, arrosticini…Tutto rigorosamente alla griglia.
Convivialità spontanea

L’ambiente è caldo, accogliente, con richiami evidenti alla bottega. Un salottino al centro, bottiglie di vino alle pareti. Niente di formale, tutto molto curato ma alla mano. È un luogo che funziona per una cena tra amici, un aperitivo rinforzato o per un pasto più tranquillo, con una convivialità spontanea che non scivola mai nel disordine. I ragazzi in sala gentilissimi e sorridenti, di quelli che chiamano tutti “cara” o “caro” (per rendere l’idea).
Un ristorante semplice e solido, dai prezzi onesti
Il valore aggiunto di Il Gatto Insaccato sta anche nel contesto. In una zona che non offre molti riferimenti questo funge un po’ da punto di attrazione. Il Gatto Insaccato non è un ristorante “di tendenza” ma è semplice e solido: un indirizzo costruito su prodotto e tecnica. E oggi, a Roma, non è affatto poco. Prezzo? Dipende dalla fame e dal vino, ma onesto.






