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Rapporto Valoritalia 2026: vino italiano in frenata

presentazione annual report 2026 valoritalia

Vino italiano in frenata: imbottigliamenti a -5,4% nel 2026. Le piccole denominazioni soffrono di più. Dopo il calo del 2,1% registrato nel 2025, i primi cinque mesi dell’anno confermano la crisi dei consumi. Tengono Doc e Docg, crescono spumanti e bianchi, mentre i rossi perdono oltre il 13%.

Il vino italiano continua a rallentare. Dopo la flessione del 2,1% registrata negli imbottigliamenti nel 2025, i primi cinque mesi del 2026 segnano un ulteriore calo del 5,4%, confermando una fase di difficoltà che coinvolge gran parte della filiera. È il dato più significativo emerso dall’Annual Report 2026 di Valoritalia, presentato oggi a Roma.

A preoccupare non è soltanto la contrazione dei volumi, ma il carattere strutturale del fenomeno. Secondo il direttore generale di Valoritalia, Giuseppe Liberatore, tutti gli indicatori analizzati – dai campioni inviati ai laboratori ai quantitativi imbottigliati – indicano che non si tratta di una flessione temporanea e che non sono visibili segnali di una rapida inversione di tendenza.

Doc e Docg tengono, crollano gli Igt

L’analisi mostra inoltre un settore che viaggia a velocità diverse, evidenziando un un mercato sempre più polarizzato. Nel 2025 hanno tenuto i vini Doc e Docg, cresciuti in media dell’1%, mentre gli Igt hanno perso l’11%. Continuano a crescere spumanti (+1,7%), rosati (+5,7%) e bianchi fermi (+6,3%), mentre i rossi accusano una contrazione superiore al 13%.

La forza delle denominazioni più grandi

Dai dati emerge come le denominazioni di maggiori dimensioni e i Consorzi più strutturati riescano a reagire meglio alle turbolenze del mercato. Le micro-denominazioni, invece, risultano più esposte alle oscillazioni della domanda e alle difficoltà congiunturali. Una fotografia che riapre il dibattito sulla necessità di aggregazioni e di strumenti differenziati per sostenere i territori più fragili.

Il nodo della sovrapproduzione

Per Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, il settore deve affrontare senza rinvii il tema della sovracapacità produttiva. “La contrazione dei consumi si manifesta ormai da decenni a livello globale”, ha osservato, sottolineando la necessità di politiche differenziate per imprese e territori e di una più equa distribuzione dei margini lungo la filiera.

La sostenibilità come leva competitiva

Sul fronte delle prospettive, la sostenibilità si conferma una delle poche leve di crescita riconosciute sia dai consumatori sia dagli operatori. Secondo la ricerca Nomisma-Wine Monitor presentata durante l’evento, due italiani su tre considerano importante la sostenibilità anche nella scelta delle destinazioni enoturistiche. Un segnale che conferma il crescente peso dei temi ambientali e sociali nelle scelte di consumo.

Tecnologia e dati per governare il cambiamento

Per rispondere più rapidamente alle evoluzioni del mercato, Valoritalia punta sulla digitalizzazione. La piattaforma Tessa, sviluppata con Microsoft ed Eos, consente di elaborare in tempo reale milioni di dati provenienti dai processi di certificazione, offrendo a Consorzi e imprese strumenti più efficaci per programmare l’offerta e anticipare le criticità del mercato.

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