EditorialeFirmato DoctorWine

Sinestesia

Non è una parolona astrusa, indica semplicemente l’associazione espressiva tra due parole pertinenti a due diverse sfere sensoriali, come per esempio un freddo silenzio o un profumo avvolgente. Molto utile nella comunicazione del vino.

Come sapete sono un po’ fissato sulla comunicazione che riguarda il vino e sul linguaggio soprattutto. Questo perché resto convinto che è proprio su questi temi che noi tutti che ci occupiamo di questo mondo ancora non abbiamo le idee chiare. Temi come l’autoreferenzialità, l’eccesso di termini gergali (quello che con qualche amico chiamiamo il “vinese”) e un certo atteggiamento respingente nei confronti di chi vorrebbe avvicinarsi ai temi enoici magari con un po’ d’ingenuità da neofita, cosa che si tende a non perdonare, c’erano un tempo e ci sono ancora, almeno in certi ambiti.

Una delle cose che quando faccio seminari o conferenze sul vino vedo che funziona piuttosto bene è ciò che è legato alla sinestesia, che non è un parolone difficile, e significa cercare similitudini fra ciò che diversi sensi ci fanno capire. Per essere più semplici pensate ai colori o ai suoni “caldi” o “freddi”, che mettono insieme sensazioni tattili, il caldo e il freddo appunto, con altre visive o uditive. Pensate a ciò che è “rotondo” o “verticale” e provate, come peraltro si fa in termini di degustazione, a trasportare concetti essenzialmente visivi a elementi di gusto e per certi versi anche tattili. Come i profumi “avvolgenti”, peraltro.

Tutte queste cose non sono altro che aspetti “sinestetici”, che aiutano a capire a patto che siano usati e spiegati bene durante una lezione in un corso o una degustazione guidata. E sono spiegabili, possono coinvolgere persone meno esperte di chi parla proprio per il loro valore comunicativo, coinvolgente e perciò persino didattico. A tutti piace capire di che diavolo sta parlando chi ci parla o prova a istruirci in una data materia, e più semplicemente ciò avviene più l’informazione viene compresa da chi ascolta. Ecco, questo è un tema da approfondire secondo me, e va esattamente in direzione opposta rispetto a chi pensasse di raccontare solo le proprie sensazioni personali, senza porsi il problema di chi ascolta e vorrebbe capire.

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