Anche in inverno, Enoteca Meucci convince per la sua doppia anima ben riuscita. Al piano superiore il ristorante propone una cucina di base tradizionale con variazioni personali accattivanti e porzioni decisamente abbondanti. Sotto, l’enoteca è un paradiso per chi ama scegliere: Toscana protagonista, ma anche tanto Piemonte e resto d’Italia, nonché ottime proposte dall’estero. Ce ne parla Stefania Vinciguerra.
Ci sono locali che diventano irresistibili in estate, tra dehors, calici all’aperto e tramonti “facili”. Ma i posti davvero solidi li capisci meglio d’inverno, quando non c’è l’aiuto del paesaggio e tutto si gioca su accoglienza, sostanza e qualità. La mia recente visita all’Enoteca Meucci, alle pendici di Cortona, è stata proprio così: freddo fuori, voglia di calore e di una cena capace di rimettere in ordine la giornata.
Enoteca Meucci nasce con una doppia anima dichiarata – enoteca e vendita vini insieme a un ristorante – in un casolare toscano. Tutto grazie a un progetto ben chiaro di Mauro Meucci e sua moglie Laura.
La cucina: tradizione come base, guizzo personale come firma

Il ristorante lavora su una linea molto precisa: piatti che partono dalla tradizione toscana, quindi leggibili, rassicuranti, territoriali, ma che poi trovano quasi sempre una variazione personale, un dettaglio che li rende più contemporanei e soprattutto più interessanti. È quel tipo di “interpretazione” che funziona perché non forza la mano: non stravolge, ma rende più attuale.
E poi c’è un dettaglio che in inverno conta più di mille parole: le porzioni sono abbondanti, generose sul serio. Un’abbondanza che non diventa mai sguaiata, ma che dà soddisfazione e comfort: l’idea di uscire da tavola felici, sazi e con la sensazione di aver mangiato davvero.
La cucina è guidata dallo chef Massimo Romano, con menù legati alla stagionalità e attenzione anche alla pasta fatta in casa. In sala c’è Elisa, la figlia dei titolari, garbata e preparata.
L’enoteca: la Toscana al centro, ma lo sguardo è ampio
E qui si arriva al cuore del progetto. Perché Enoteca Meucci non è “un ristorante con qualche bottiglia”, ma un luogo dove il vino ha una presenza concreta, strutturale.
La scelta è vasta e soprattutto profonda, con annate che permettono di ragionare davvero, e con un occhio di riguardo per i grandi vini senza però perdere la curiosità per piccole chicche meno scontate. La Toscana è naturalmente protagonista – e ci mancherebbe, siamo a Cortona – ma la selezione non si chiude in regione: c’è molto altro, direi tutto quello che un appassionato si aspetta.
E poi ci sono le aperture internazionali: la Francia abbonda, tra Champagne pregiati e grandi rossi, e si trovano incursioni interessanti anche nel resto del mondo, con scelte che raccontano una visione: far convivere bottiglie importanti e scoperte, “grandi nomi” e piaceri trasversali.
Perché funziona
Enoteca Meucci riesce in una cosa non scontata: tenere insieme due anime senza farne un compromesso. Da un lato una cucina che conforta, con un’impronta tradizionale e un tocco personale; dall’altro un’enoteca dove si può scegliere con calma, e soprattutto con la sensazione che il vino non sia un accessorio, ma un’identità.
In un territorio dove spesso l’esperienza si affida al fascino del luogo, qui si gioca invece sulla sostanza.
Se cercate un indirizzo vicino Cortona dove mangiare bene e bere ancora meglio, con un’atmosfera accogliente anche quando fuori fa freddo, Enoteca Meucci è una sosta sicura: generosa nei piatti, seria nella proposta enologica e capace di parlare tanto agli appassionati quanto a chi vuole semplicemente concedersi una bella serata.






