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Santa Lucia a Maccarese, l’oasi che non c’era

Fuori dal mondo urbanizzato, a due passi dal litorale romano, Santa Lucia è il giusto compromesso tra convivialità e intimità dove – provare per credere – non occorre aspettare l’estate per venire.

Un luogo incantato, un’oasi vera e propria dove staccare la spina e immergersi anima e corpo tra natura, relax e buon cibo. Un resort curato in ogni minimo dettaglio che ti avviluppa all’istante rimettendoti in pace col mondo. Dove siamo? A Maccarese, nell’agro romano, dove l’aria profuma di mare e rosmarino ma a pochi chilometri dalla Capitale.

Di proprietà di Raffaello Coletta, che ha sognato a lungo di creare questo “rifugio”, con caparbietà è riuscito nell’impresa. Il Santa Lucia, dove il “Santa” sta per la pazienza che ci è voluta per andare avanti e “Lucia” viene dal nome della nonna di Raffaello che era proprio di questa zona,  è parte dell’azienda agricola biologica Tenuta Terre dell’Agro a un tiro di schioppo dal centro città e dall’aeroporto di Fiumicino ma totalmente immerso nella natura.

L’attenzione dell’azienda agricola verso l’ambiente ha guidato l’intero progetto di recupero del Santa Lucia, eseguito secondo i principi della bioarchitettura e curato dall’architetto Sara Lollini. Tutto è immerso, avvolto e contiguo alla natura circostante. Il bellissimo giardino della struttura è un’armonia di cespugli aromatici, ciuffi di erba della pampa, ulivi e palme. Otto le stanze per soggiornare, sedici le sdraio dagli alti cuscini bianchi intorno alla piscina lineare di acqua salata. La tranquillità è una certezza. Le suite al piano terra hanno verande affacciate sul giardino e sulla seconda piscina, anche questa di colore blu scuro, dove poter fare colazione in intimità ma all’aperto, i colori neutri delle stoffe marocchine, i vasi di terracotta, le lampade di paglia intrecciata, le venature ampie dei mobili in legno fatti da un ebanista artigiano, proprio tutto è studiato per dare un senso di armonia e pace.

La cucina è rifornita dall’orto aziendale di sei ettari dove le verdure vengono coltivate completamente in biologico e che si possono anche acquistare come “bio box” da avere a casa. L’olio è di produzione propria dai tre ettari di uliveto vicino Rieti. Il miele, il gin, il mirto, gli amari e il limoncello vengono fatti in casa così come le confetture per la colazione. La tradizione laziale viene portata in tavola con lo stile e la semplice eleganza che caratterizza ogni cosa qui al Santa Lucia. Anche la panificazione è affidata alle cucine e il pane e le focacce sono fragranti e buonissime.

A tavola è possibile scegliere, oltre che alla carta, anche tre menù degustazione rispettivamente da tre o cinque portate e quello interamente dedicato all’Orto. Noi abbiamo assaggiato il menù più breve e dopo un delicato aperitivo con un Gin Tonic homemade siamo passati all’entrée di benvenuto: una Zeppola con lardo e miele per poi passare alla selezione di crudi di carne: Carpaccio con maionese alle erbe e ricotta infornata, eccezionale; la Tartare con aioli alle melanzane affumicate e chips di topinambur (tutto rigorosamente dell’orto ovviamente). Il Fungo porcino nero dei Monti Cimini su crema di patate, soffice e spumosa, polvere di aglio nero e nocciole tostate, un vero tripudio di gusto tutto laziale. Il primo piatto è stato il Bottone ripieno di zucca liquida mantecata al burro con chips di cavolo nero dell’orto e topinambur. Per poi passare al piatto più buono della serata: il Pollo alla cacciatora con il suo fondo accompagnato da maionese al rosmarino, crumble di olive e scarola. Amaro, equilibrato, di sostanza. Chiudiamo con la Mousse ai tre cioccolati, frolla al pistacchio, caramello all’arancia da sballo. Dolce ma non troppo accompagnato dall’amaro fatto in casa. Con il caffè arriva anche la piccola pasticceria: Baci di dama al cioccolato bianco, frollino con crema alla nocciola e nocciola salata. Che dire? Impossibile non desiderare già di tornare per condividere questa scoperta con gli amici.

In poche parole il Santa Lucia è il giusto compromesso tra convivialità e intimità. Da un lato il tavolo sociale per (da sedici posti) per regalarsi momenti di condivisione, dall’altro gli eleganti e originali bracieri interrati all’aperto, circondati da comode sedute e un’infinità di erbe aromatiche dove trascorrere una serata a bordo piscina per una romantica cena.

A solo mezz’ora di strada da Roma, vicino al mare ma lontanissimi dalla bolgia del traffico e dalla movida assordante, qui ci si coccola e si ritrova la quiete dell’anima.

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