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Ristorante a Piombino tra stelle e pianeti. Un luogo dalla bellezza struggente, la sala e la veranda per un’accoglienza luminosa, personale competente e simpatico.

Capita qualche volta di parlare della posizione prima ancora delle proposte gastronomiche di un ristorante. Al Vespero di Piombino capita addirittura di affrontare subito il tema della sostenibilità, concetto tanto sbandierato quanto spesso disatteso nella realtà. Qui invece il messaggio di rispetto per l’ambiente è esplicito: ci si siede in un’ampia terrazza affacciata sul porticciolo e sul canale di Piombino sotto un’ampia pergola fotovoltaica i cui moduli regolano il flusso d’aria e la luce diretta, proteggono dalla pioggia e soprattutto producono energia elettrica pulita. Lo spettacolo che si gode dalla terrazza è all’altezza dei migliori scenari delle costiere italiane e diventa struggente al tramonto come suggerisce il nome stesso del locale. Gli interni non sono da meno: in un’ampia sala ariosa le pareti si trasformano in enoteca, con le bottiglie della nutrita carta dei vini in mostra, in biblioteca, in ambiente sonoro con possibilità di scegliere la musica preferita, in affaccio sulla cucina a vista, dotata delle migliori attrezzature tecnologiche.

Insomma i quattro soci non hanno avuto incertezze quando hanno deciso quali avrebbero dovuto essere lo stile e la funzionalità del loro luogo di lavoro e la piacevolezza dell’accoglienza da offrire ai clienti nei 40 coperti disponibili. Parliamo di Francesco Assirelli, Veronica Recchia, Martina Raspolli ed Elisabetta De Micheli. Francesco è il coordinatore e uomo di accoglienza: proviene dalla scuola alberghiera con esperienze prima locali a La Rocchetta di Piombino, poi più impegnative come Pinchiorri e Gambero Rosso. È lui a costruire la squadra con Veronica, chef dalla mano precisa e felice, Martina ai lieviti e pasticceria, Elisabetta cuoca e assistente di Veronica.

ullo stile del ristorante Francesco è molto chiaro: la qualità del prodotto viene prima di ogni altra considerazione e qui si parla sostanzialmente di pescato e di verdure. Il pesce è esclusivamente di cattura e il mare dintorno, tra golfo di Follonica, canale di Piombino, baia di Baratti, isola d’Elba, consente di fruire di un’ampia varietà di fondali, di correnti marine, di ridossi dai venti, tali da consentire sempre catture di qualità. Le verdure, destinate anche a un menu vegetariano, selezionate con rigore da Veronica provengono dalla fertile terra di Venturina e sono coltivate da un amico di famiglia. Francesco studia i gusti del cliente e i suoi desideri del momento, quindi, accanto alla carta, propone un menu espresso su misura con l’utilizzo del pesce e delle verdure scelte in più preparazioni diverse. Veronica lo realizza con mano esperta e tocco sicuro esaltando tutti i sapori. Non c’è spazio per spume e riccioli di salse, ma è l’equilibrio dei sapori che conta. La primavera di mare è un piatto didascalico in proposito: scampi, calamaretti, frutti di mare appena scottati e serviti in un letto di verdurine fresche e croccanti, germogli saporiti in una armonia di profumi e sapori di mare delicatissimi e golosi. Un’alternativa valida per colui che per propria religione voglia rinunciare al grande vassoio di crudo proposto da Francesco senza peraltro rinunciare ai sapori marini.

Il carrello del pesce è altrettanto accattivante. Nel nostro caso non abbiamo trovato né orata né branzino, segno evidente della rinuncia all’allevamento. Facevano bella mostra di sé, invece, un cappone dal colore rosso smagliante, una cernia di media pezzatura, due aragoste vive: Francesco propone di preparare un primo con una parte del pesce scelto e il resto da presentare nella cottura preferita dal cliente.

Per i vegetariani il menu prevede un burger con verdure alla griglia e salsa verde, una calamarata alle melanzane, burrata affumicata e basilico o le melanzane alla parmigiana con spuma di burrata, ma Veronica è in grado di proporre freschissime verdure del giorno in altre fantasiose preparazioni.

ivertente oltre che ghiotto anche il dessert, come nel caso di Pistacchio e Cioccolato presentato sotto forma di “paleta” rivestita di cacao bianco e granella o del semifreddo alla ricotta, cioccolato e pere.

Carta dei vini di buono spessore, con i classici della zona di Suvereto e Val di Cornia e molte etichette originali dal nord e dal sud, con possibilità di abbinare un giusto rosso con il pesce.

Un quadro complessivo molto accattivante, con la bellezza struggente del luogo, l’accoglienza luminosa della veranda e della sala, la competenza e la simpatia del personale ad un prezzo non certo popolare ma assolutamente ragionevole se comparato con quanto il Vespero offre. L’unico problema che resta da risolvere è l’accesso stradale, il cui percorso non è ben chiaro. Il navigatore porta ad infilarsi in un vicolo dove è poi difficile destreggiarsi. Francesco dovrà al più presto dotarsi di un sito all’altezza della situazione nel quale sia indicato il percorso per i parcheggi disponibili, che sono ampi e di non difficile accesso.

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