Pot-PourriRacconti dalle cantine

Conosci il Ruché di Castagnole Monferrato Docg?

Vigneti di Ruché nel Monferrato (Cantine Sant'Agata)

Tra mistero e tradizione, storia del successo del Ruché di Castagnole Monferrato, un rosso piemontese che dal 2010 si fregia della Docg.

Il Ruché di Castagnole Monferrato Docg è un gioiello raro nascosto nelle colline del Monferrato astigiano. Questo vitigno autoctono, coltivato su terreni calcarei e asciutti baciati dal sole, ha iniziato a farsi strada nel cuore degli intenditori dal 1987 (anno di nascita della Doc), conquistando progressivamente una stima che oggi lo eleva a simbolo dell’unicità e della ricchezza del territorio.

Con le sue uve nere pregne di zuccheri e precursori aromatici, il Ruché di Castagnole Monferrato Docg nasce esclusivamente in sette comuni astigiani, dove la tradizione e l’innovazione si incontrano per dare vita a un vino di colore rosso rubino, leggermente aromatico.

Profumi inebrianti

Ogni sorso accompagna in un viaggio sensoriale unico, tra note olfattive di rosa appassita, viola, spezie, e sapori che ricordano more, lamponi e prugne mature, arricchiti da un tocco di pepe nero. È un vino che seduce per la sua morbidezza e equilibrio, rappresentando con orgoglio l’essenza di circa 200 ettari vitati e una produzione annuale di circa un milione di bottiglie.

Indietro nel tempo

La storia del Ruché è avvolta nel mistero, tra leggende che lo legano a conventi benedettini scomparsi e ipotesi di antiche origini monastiche. Tuttavia, è nella storia recente che il Ruché rivela il suo spirito indomabile: grazie alla visione di un parroco e al sostegno della comunità locale, è passato da umile vitigno a protagonista di una rinascita vinicola, guadagnandosi meritatamente la Doc nel 1987 e la Docg nel 2010.

Grappolo di uva Ruché
Grappolo di uva Ruché

Al centro di questa rinascita c’è l’Associazione Produttori Ruché di Castagnole Monferrato Docg, che unisce i produttori sotto una bandiera comune, promuovendo il Ruché e il suo territorio attraverso eventi in Italia e all’estero. Con 15 aziende al suo fianco, l’Associazione si impegna a introdurre il Ruché a un pubblico sempre più vasto, mirando a consolidarne il posto tra i grandi vini del mondo.

Il Ruché di Castagnole Monferrato a tavola

Quanto agli abbinamenti, il Ruché sfida le convenzioni. La sua succulenza, morbidezza e intensità olfattiva lo rendono incredibilmente versatile, capace di accompagnare sia i piatti tradizionali locali sia creazioni culinarie esotiche e piccanti. Questa apertura a combinazioni inedite, dallo zenzero ai piatti a base di tonno, conferma il Ruché come un vino cosmopolita, pronto a conquistare i palati più diversificati.

Quello che abbiamo di fronte non è quindi semplicemente un vino, ma una vera e propria esplorazione sensoriale pronta a svelarsi, un emblema dell’identità di un territorio destinato a divenire una colonna portante dell’economia locale e a risplendere nella scena globale, guadagnandosi un posto d’onore tra i vini più prestigiosi e celebrati al mondo.

 


 

Che ne pensi di questo articolo?