DegustazioniIn giro per cantine

Brunello di Montalcino Giovanni Neri

Ricordiamo la presentazione del nuovo cru di Casanova di Neri: il Brunello Giovanni Neri 2018 dedicato al fondatore dell’azienda.

Una forte raffica di vento ci accoglie a Casanova di Neri, il cielo è terso e le poche nuvole corrono velocemente verso il tramonto e l’Amiata. Ad accoglierci la nuova generazione aziendale: Marianna, fresca della laurea magistrale negli Stati Uniti, Giovanni, erede tecnico di Giacomo, e Gianlorenzo, front man aziendale. Giacomo Neri e la moglie Enrichetta aspettano all’interno, sono intenti a parlare con alcuni colleghi italiani ed esteri.

La serata si svolge piacevolmente tra cibi di ottima qualità perfettamente abbinati ai vini presenti, frutto della creatività di Roberto Rossi, chef del ristorante Silene. L’occasione per questo incontro, formale ma gioioso, è la nascita di un nuovo prodotto aziendale: il Brunello 2018 Giovanni Neri. La dedica è al papà di Giacomo che fondò l’azienda viticola Casanova di Neri agli inizi degli anni ‘70 con il primo Brunello dell’annata 1978.

Il progetto della linea Giovanni Neri si basa su un vigneto acquistato nel 2017. La zona è quella di Sesta sul versante sud-est di Montalcino a circa 400 metri di altitudine con esposizione Sud, quindi sopra la sterrata che unisce Castelnuovo dell’Abate con S. Angelo in Colle, i terreni sono misti con una base di galestro frammisto a tufo ed argille. In linea d’aria siamo vicini al vigneto del Brunello Tenuta Nuova ma la situazione ambientale è diversa, come mostra la flora molto più nordica di quella mediterranea del Tenuta Nuova.

La fermentazione avviene in tino di legno aperto, per poi iniziare l’invecchiamento in tonneau per 24 mesi e finirlo in botti da 50 ettolitri. Un percorso personale e innovativo per l’azienda. Il risultato è molto interessante e riesce ad esaltare le differenze tra le tre selezioni di Brunello aziendali: Giovanni Neri, Tenuta Nuova e Cerretalto. Complice l’annata 2018 questa nuova selezione risulta estremamente elegante con un’acidità intensa e rinfrescante e una qualità tannica di grande rigore e affascinante. Olfatto intenso e fresco con alcune riverberi balsamici e di flora nordica, mentre la progressione è elegante e composta con un finale austero e persistente.

Durante la serata sono stati offerti alcuni Brunello aziendali di varie annate. Mi ha colpito moltissimo il 1979, un vino che fa riflettere molto; ancora vivo alla gustativa che basa la sua piacevolezza sull’acidità e la linearità gustativa, incredibile anche il colore ancora vivo, brillante ed intenso. Compatto anche l’olfatto con ancora un leggero frutto rosso, e poi la terziarizzazione comunque contenuta. Quando uscì nel 1984 non era tra i top 5 e la sua tenuta e brillantezza ci affascina, ma le condizioni climatiche di quei tempi sono ormai irripetibili.

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