La Cantina Sociale di Venosa, la più antica realtà cooperativa del Vulture, negli ultimi anni ha espresso uno spirito dinamico e moderno, sviluppando progetti e sperimentazioni che l’hanno portata all’avanguardia nel suo territorio. Ce ne parla Annalucia Galeone.
La Cantina Sociale di Venosa, nel cuore del Parco naturale regionale del Vulture, è una realtà dinamica e proiettata verso il futuro, negli ultimi 5 anni ha registrato un incremento di fatturato pari al 169%. Il trend è in controtendenza rispetto al mercato internazionale del vino in crisi con un calo dei consumi e delle vendite. Solo fortuna? No, le motivazioni sono diverse, in primis la cantina sociale ha sviluppato un forte senso comunitario e identitario, l’appartenenza è sia motivo di orgoglio che leva di crescita.
Il Vulture è un vulcano spento da ormai 130 mila anni, nel corso del tempo ha modellato il paesaggio circostante: ha creato il lago Piccolo e il lago Grande di Monticchio alimentati da acque sotterranee, ha influenzato il ciclo delle acque, creando sorgenti minerali e ha reso il terreno particolarmente fertile. Il sottosuolo è ricco di ceneri vulcaniche, minerali e tufo bianco, la vegetazione è rigogliosa: i boschi di querce, faggio, olmo, ontano nero, abeti si estendono a perdita d’occhio e si alternano a scorci mozzafiato interrotti dai campi coltivati a ulivo e vite.
Vulture “Città” Italiana del Vino 2026

Nel 2026 sarà il Vulture La “Città” Italiana del Vino (trattandosi di un territorio, le virgolette sono d’obbligo). L’importante riconoscimento dell’Associazione Nazionale Città del Vino giunge forse nel momento più opportuno, ha premiato la rete di 14 comuni con capofila Ripacandida, seguono Rionero in Vulture, Melfi, Barile, Venosa, Ginestra, Rapolla, Genzano di Lucania, Atella, Acerenza, Palazzo San Gervasio, Lavello, Forenza e Maschito. Il fil rouge che lega tutti i comuni è la condivisione della storia millenaria dell’Aglianico del Vulture, uno dei grandi rossi del Sud Italia.
Un tempo in Basilicata la superficie vitata dedicata all’Aglianico si estendeva per 15 mila ettari, ad oggi se ne contano 1.500 di cui 800 (sparsi tra i comuni di Venosa, Maschito, Lavello e Ripacandida) fanno capo alla cantina sociale di Venosa.
Una realtà antica
La realtà cooperativa è la più antica e la più grande della Lucania, fondata nel 1957 da 27 soci attualmente se ne annoverano circa 300. Sono in costante aumento i giovani under 40 che scelgono di tornare alle origini, lavorare la terra e abbandonare il posto fisso nell’industria automobilistica. L’azienda complessivamente produce 2 milioni di bottiglie con un potenziale di 5 milioni.
“La Terra non è un’eredità ricevuta dai nostri padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli – ama citare il Presidente Francesco Perillo -. Durante la pandemia non siamo stati fermi, abbiamo anzi attivato tante iniziative per ammodernare e rendere più efficiente il lavoro in vigna, aumentare la sicurezza sul lavoro, migliorare la logistica e sviluppare l’accoglienza. Sono inoltre previste nuove assunzioni di addetti all’accoglienza dei wine lover”.
Investimenti cospicui per ampliare la cantina

Con un investimento di 3,4 milioni di euro, di cui 1,25 milioni di euro finanziati con fondi del Pnrr, la cantina verrà ampliata. La nuova area congiungerà la vecchia struttura sorta nel 1965 con quella realizzata nel post terremoto nel 1980.
È stata concepita su due livelli, di cui uno interrato. Avrà un’area accoglienza di 320 mq, un punto vendita, una grande sala degustazione, la cucina, i servizi e 4 colonnine di ricarica per le auto elettriche. Al piano interrato è prevista una sala convegni da 250 posti con bottaia a vista e sulla copertura una terrazza eventi di 500 mq in materiali riciclabili ecosostenibili e travi di legno.
Enoturismo a 360°

La cantina punta a creare una connessione sempre più salda e autentica con il Vulture. L’idea di enoturismo che si vuol incoraggiare integra la visita alle cantine con l’esplorazione dei dintorni, la scoperta delle tradizioni e delle eccellenze gastronomiche. Venosa è tra l’altro uno tra i Borghi Più Belli d’Italia, la cittadina diede i natali al poeta romano Orazio e al madrigalista Carlo Gesualdo.
Passeggiando tra i vicoli ci si immerge in un’atmosfera sospesa nel tempo tra resti d’epoca romana, quartieri medievali, chiese, eleganti dimore e fontane angioine. Sono tappe da non perdere il Castello angioino e l’Incompiuta, un’abbazia del XII secolo mai completata. Si chiamerà “La via delle fontane” il percorso che condurrà alla scoperta dei segreti storici e naturalistici delle antiche fontane da cui sgorga acqua sorgiva potabile.
Un ruolo cruciale gioca la tecnologia nell’ottimizzazione dei processi agricoli. La cantina ha investito sulla mappatura satellitare. In contrada Iatta 150 ettari vengono monitorati dal satellite Sentinel 2, è possibile così avere una fotografia dell’intero ciclo produttivo e prevedere condizioni di stress idrico o individuare i rischi di malattie patogene.
lass=”yoast-text-mark” />>La sperimentazione continua sotto il mare: 120 bottiglie di Aglianico del Vulture Carato Venusio 2017 affinano nel fondale di Portofino per 6 mesi a 50 metri di profondità. Il test è partito nel 2022 con l’annata 2013 dello stesso vino con 52 bottiglie.






