90 anni di storia per Cupertinum, la cantina sociale di Copertino. Concentrata non solo sulla produzione vinicola, ma anche sulla promozione sociale, culturale e turistica. Ce ne parla Annalucia Galeone.
Cupertinum, la cantina sociale di Copertino, la più antica cooperativa della provincia di Lecce, compie 90 anni. Dal 1935 la storia della cantina è contrassegnata dalla crescita. Affrancato lo stereotipo di cantina del sud destinata a fare più quantità che qualità, Cupertinum ha intrapreso un nuovo percorso. La mission è coniugare la produzione con la promozione sociale, culturale e turistica. Una sfida che sta dando molte soddisfazioni.

Oggi la cantina è più di un’area produttiva, è un luogo per promuovere l’esperienza educativa in collaborazione tra realtà sociali e di valorizzazione del territorio, in sinergia tra pubblico e privato. A Cupertinum la declinazione sociale è più di una denominazione: è una vocazione. I primi soci erano 36 piccoli viticoltori, oggi se ne contano 350 con quattrocento ettari coltivati in totale e una produzione che sfiora il milione di bottiglie, la maggior parte destinata al Nord Europa.
Aggregazione sociale lo spirito iniziale

“L’obiettivo dei nostri fondatori era di valorizzare la cooperazione e di occuparsi direttamente della vinificazione delle proprie uve e del commercio dei vini – racconta il Presidente Francesco Trono -. Era un’iniziale forma di aggregazione, ci teniamo a tramandare lo spirito dei nostri avi prestando particolare attenzione alla socialità e allo stare insieme con iniziative culturali e sociali rivolte soprattutto ai più giovani”.
Dieci anni fa, nell’area circostante la cantina è stata impiantata una piccola vigna con alberelli di Negroamaro, lì si organizzano le giornate dedicate all’agri-cultura con visite scolastiche e i corsi sull’apicultura e la cultura sull’olio e l’oliva. La vendemmia e il “capucanale” sono ormai appuntamenti fissi con i bambini e i ragazzi dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Lecce.
I ragazzi sono i protagonisti, si occupano in prima persona della vendemmia del vigneto, possono scoprire con le mani i grappoli e gli acini dell’uva e sentirne profumo. La parte più divertente è la fase della pigiatura a piedi nudi nei tini e l’assaggio del succo d’uva. Le cene al buio organizzate dagli atleti della squadra di calcio non vedenti per autofinanziarsi le trasferte sono un’esperienza indimenticabile, da fare almeno una volta nella vita. Durante la cena gli ospiti vengono serviti dai camerieri ciechi, ovvero gli stessi giocatori. “Le cene al buio sono uno strumento per far comprendere alle persone vedenti cosa significa vivere con la disabilità visiva”, conclude il presidente.
Il vigneto “fortificato” sul castello Angioino di Copertino

L’impegno di Cupertinum nell’attività di rivalutazione dell’areale si è perfezionata con la realizzazione del “Vigneto sul castello”. Nel cuore del comune, sui bastioni del castello Angioino di Copertino si trova l’unico vigneto fortificato al mondo.
Si tratta di un progetto che non ha eguali né in Italia né all’estero e ha ottenuto il sostegno della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Lecce, Brindisi e Taranto e la Direzione del Castello di Copertino. Il vigneto è stato impiantato nel 2014, consta in viti di Negroamaro Cannellino, una varietà antica precoce riscoperta da Antonio Calò, il presidente dall’Accademia italiana della vite e del vino.
Per oltre quarant’anni Severino Garofano, il pioniere dei vini del Salento è stato l’enologo di Cupertinum. Il Copertino Rosso Riserva, il vino di punta di Cupertinum, rimane uno dei suoi capolavori oltre al Patriglione di Taurino e il Graticciaia di Vallone. Dal 2010 il testimone è passato all’enologo Giuseppe Pizzolante che punta a fare sempre meglio. All’ultimo Vinitaly sono state presentare le new entry: l’Aldieri Primitivo Salento Igt e il Poggiani Negroamaro Salento Igt.



