DegustazioniIn giro per cantine

Fedra, il vino da collezione di Tommaso Inghirami

Fattoria di Grignano, presentazione Fedra 2019 - vino rosso toscano

Tommaso Inghirami, proprietario della Fattoria di Grignano nella Rufina, lancia il progetto Fedra, il suo primo vino da collezione legato all’arte e al territorio.

«Come per tanti anni abbiamo cucito camicie, oggi cuciamo anche vini che hanno la stoffa che ci piace». Così Tommaso Inghirami sintetizza il suo ingresso nel mondo del vino con la Fattoria di Grignano, 600 ettari il quel di Pontassieve, che la sua famiglia – nota per aver fondato, nel dopoguerra, l’azienda leader nella produzione di camicie Ingram – aveva acquistato già negli anni ’70. 

Quello di Tommaso è però un percorso piuttosto raro nell’ambiente del vino, tanto più quello toscano, dove è forte la transizione generazionale. Tommaso, infatti, è stato il primo della sua famiglia ad aver deciso di dedicarsi a tempo pieno alla produzione vinicola, dopo aver lasciato il proprio impiego alla Ferrero. Il suo percorso si è avviato sin da subito nel solco di alcune idee commerciali innovative, come con il Singersangio, etichetta accattivante di Sangiovese vinificato in acciaio destinato a un pubblico giovane. Adesso è la volta del progetto artistico Fedra, recentemente presentato a Milano in un’ala di proprietà della famiglia dello storico Palazzo Acerbi (celebre, tra le altre, per la palla di cannone incastonata nella facciata, sparata durante le Cinque Giornate di Milano).

Internazionali in Rufina

Nato in un territorio ben delineato dal punto di vista enologico qual è il Chianti Rufina, il nuovo vino intende enfatizzarne le peculiarità, distaccandosi dalla tradizione più stringente. Fedra è infatti un blend di Merlot e Cabernet Sauvignon, due uve storicamente presenti nella Rufina dove, tuttavia, a farla da padrone è sempre il Sangiovese, che qui si distingue per la grande freschezza e la longevità.

«Quando sono arrivato a Grignano, avevo il desiderio di cambiare tutto, motivato anche dal dinamismo che ho sempre respirato alla Ferrero» racconta Tommaso. «Poi però mi sono reso conto che mi trovavo in una realtà che esiste da 500 anni, in un territorio unico, una campagna ancora in gran parte vergine, qual è la Rufina. Nella tenuta, ciascun vigneto ha un’esposizione unica e una storia a sé che, grazie al casiere nato proprio a Grignano 85 anni fa, ho potuto ricostruire alla perfezione. La cosa più interessante di cui mi sono reso conto è che c’erano delle vigne che potevano essere maggiormente valorizzate se vinificate da sole, perché avevano la stoffa per dare grandi vini. È così che, dopo la mia prima vendemmia del 2018, con il team aziendale abbiamo iniziato a pensare a un nuovo progetto». 

Fedra, il vino dell’avo

Quel progetto oggi prende il nome di Fedra ed è iniziato nel gennaio del 2019 selezionando gli appezzamenti più vocati di Merlot e Cabernet Sauvignon, i due ettari delle vigne Vallebona e Pratello. A latere dell’aspetto enologico, tuttavia, il progetto si distingue in particolare per un altro elemento: quello narrativo che intende legare territorio, storia e radici familiari. Lo stesso nome Fedra è, infatti, un omaggio all’antenato di Tommaso, suo omonimo, letterato e umanista italiano, vissuto tra il 1470 e il 1516. Professore di retorica all’Accademia Romana e abile comunicatore, il letterato si distinse a tal punto nell’inscenare una tragedia greca, la Fedra, che da allora questo divenne il suo nomignolo.

Toscana Rosso Fedra 2019 Fattoria di Grignano nella cassetta di legno
Toscana Rosso Fedra 2019 Fattoria di Grignano nella cassetta di legno con la serigrafia firmata e numerata di Franco Alessandrini, riprodotta anche in etichetta


Arte, tradizione e territorio

Nel dedicare al proprio avo il suo primo vino “da collezione”, il giovane Tommaso ha voluto anche ricreare il legame che esisteva tra il letterato e l’arte. Ha commissionato quindi a Franco Alessandrini la realizzazione di un disegno che accompagnasse l’uscita dell’annata 2019. L’artista è stato scelto per la sua conterraneità – entrambi sono originari di San Sepolcro, come lo fu Piero della Francesca, artista di “rottura” e riferimento dello stesso Alessandrini – e per la poliedricità della sua produzione, che spazia dai dipinti alla scultura fino alle grandi installazioni. «La storia del vino Fedra – racconta Tommaso Inghirami – non poteva che iniziare con Franco Alessandrini, artista che in sé racchiude più anime, tradizioni e culture, tutte però legate a forti radici biturgensi (nativi di Sansepolcro). Inoltre, lo trovo un interprete davvero avanguardista nel nostro tempo». 

Peculiarità di Alessandrini, che dal 1967 si divide tra Toscana e Stati Uniti, è proprio la sua capacità di sfuggire a qualsiasi “etichettatura”, esprimendo una poetica personale, definita dalla critica d’arte americana Barbara Nauer “Vibrasive”, per la capacità di offrire una visione dinamica e mutevole dei suoi soggetti. Da qui, la capacità dell’artista di “raffigurare” anche la musica, come quella emanata dall’opera creata per Fedra, che raffigura dei musicisti jazz in pieno fermento artistico. 

L’opera non solo andrà a vestire l’etichetta della bottiglia, ma verrà inserita sotto forma di serigrafia firmata e numerata anche all’interno della confezione in cui verranno messi in vendita i vini. 

Il vino Toscana Rosso Fedra 2019

Figlio di un’annata piuttosto regolare, non troppo calda e con importanti escursioni termiche, il Fedra 2019 è ottenuto da un blend di uve Merlot e Cabernet Sauvignon, raccolte a mano da piante di circa 20 anni. I mosti sono vinificati separatamente in acciaio e maturano poi in barrique per 18 mesi, prima di affinare ulteriori 24 mesi in bottiglia.

Ne sono state prodotte poco più di 1200 bottiglie, considerate da collezione. In totale 40 casse da 3 bottiglie ciascuna oltre a 100 magnum in confezione singola al costo rispettivo di 500 e 450 euro.

PER LEGGERE LE DESCRIZIONI DEI VINI, CON IL PUNTEGGIO E IL PREZZO MEDIO A SCAFFALE, CLICCA SULLE SCHEDE SOTTOSTANTI.

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