DegustazioniIn giro per cantine

Il grande progetto de La Collina dei Ciliegi

Il nuovo Valpolicella Superiore Peratara è solo un tassello di un progetto che include vigne ad alta densità di impianto e forte pendenza, una cantina di vinificazione perfettamente attrezzata, camere e suite a Cà del Moro Wine Retrait, un ristorante di fine dining e altro ancora.

Peratara, tutte le volte che lo scrivo ammetto che lo rileggo almeno dieci volte. E ne faccio lo spelling… P – E – R – A – T – A – R – A. Nove volte su dieci l’ho scritto sbagliato. Non che sia una parola particolarmente difficile, ma a me non entra in testa. Immediato invece mi è il suo significato ogni volta che sento pronunciare questa parola. Peratara è il dialettale veronese per pietraia. Sti sassi a quanto pare alle viti piacciono e portano fortuna, ho in mente qualche altro esempio eclatante dalla Toscana. Peratara vino però non c’entra nulla con la Toscana e i suoi vini. Siamo a Verona e, ancora una volta e ancora con piacere, parliamo di Valpolicella come territorio e di Valpolicella Superiore. Il vino in cui il territorio tanto sta investendo e su cui continua a interrogarsi.

Peratara si inserisce proprio in questo tema caldo del momento, è infatti la nuova etichetta di Valpolicella Superiore de La Collina dei Ciliegi. Un prodotto apparentemente semplice (che vuoi che sia un Valpo Superiore!) ma di semplice non ha proprio nulla, e te pareva, se non la capacità di beva. Intrigante, speziata il giusto, dal gusto maturo quanto basta, setosità davvero elegante… ma non corriamo! Arriveremo anche all’assaggio, partiamo dalle basi, dove siamo e di chi stiamo parlando.

La Collina dei Ciliegi è il progetto agricolo, vitivinicolo e dedicato a ospitalità e ristorazione di alto profilo di un personaggio visionario quanto concreto che sia chiama Massimo Gianolli. Un vero e proprio tributo al territorio della Valpantena (menzione geografica riconosciuta per i vini della Valpolicella, siamo quindi in provincia di Verona) e la Val Squaranto, vallata adiacente, nonché polmone verde, che traccia definitivamente il confine tra zona Classica, Valpantena e “l’altra Valpolicella”.

A questo grande progetto che include vini a denominazione d’origine Valpolicella, un tappeto di vigne (31 ettari vitati) a 600 metri ad alta densità di impianto e forte pendenza per la produzione di una nuova linea di vini, una cantina di vinificazione con cementi, acciai, anfore e legni; vendita di Amarone en primeur; camere e suite a Cà del Moro Wine Retrait, agricampeggio e un ristorante di fine dining; teatro/sala congressi polifunzionale; percorsi di trekking, mountain bike e horse riding; nel 2023 si aggiunge anche un nuovo prodotto.

Un Valpolicella Superiore doc che si chiama Peratara, come richiamo alla vigna di provenienza, che esce per la prima volta nell’annata 2019. Da uve Corvina, Corvinone e Rondinella. Matura in diversi contenitori, dal legno all’anfora e di volumi differenti. Peratara Valpolicella Superiore, che si unisce alla linea di vini rossi a denominazione, è portavoce di un territorio e di uno stile di vino di grande beva ed eleganza. Capace di durare nel tempo e di stupire nella sua evoluzione. Oggi questo vino è in una forma smagliante ma continua a far sognare in termini di longevità.

Si inserisce inoltre perfettamente nel progetto di decodificazione del Valpolicella Superiore portato avanti dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella e dai produttori tutti, diventando a mio avviso un ottimo punto di riferimento.

Magnificamente si abbina, e meno male, anche alla cucina dello chef Giuseppe Lamanna. Chef di cucina del ristorante di Cà del Moro. Consiglio, per chi volesse provare personalmente, la Parmigiana di melanzane. Una ricetta che non ha certo bisogno di presentazioni, fedele nel gusto all’originale viene sapientemente rielaborata dallo chef Lamanna. La propone celata sotto a un manto di salsa di pomodoro, decorata da una salsa di Parmigiano Reggiano 40 mesi Vacche Rosse. Il gioco tra acidità, dolcezza e piccantezza del piatto ben si allineano con le sensazioni di Peratara. Altrettanto crispy, speziate e vegetali il giusto, così come cremose e sapide al palato.

Collina dei Ciliegi nasce nel 2010 e costituisce a tutti gli effetti il sogno realizzato di omaggiare le origini della famiglia Gianolli, che dopo anni di giramondo (mestiere che continua a piacere un sacco) rimette radici in località Erbin. Un luogo che non può facilmente essere raccontato ma di cui bisogna fare esperienza di persona per capirne l’energia vibrante, l’autenticità verace e l’eleganza nei particolari.

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