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Il vino è cultura, parola del Chianti Classico

Chianti Classico Collection 2026, il calice del Gallo Nero

Con il claim Wine is culture, il consorzio del Chianti Classico ha firmato la 33ª edizione della Chianti Classico Collection, alla Stazione Leopolda di Firenze. Il discorso del presidente Giovanni Manetti spiega questo rapporto tra Chianti Classico e cultura e racconta le tappe del successo di un territorio.

Chianti Classico Collection 2026 , ingresso della Leopolda con la Statua di Bacco
Chianti Classico Collection 2026 , ingresso della Leopolda con la statua di Bacco simbolo del rapporto tra vino e cultura

Il concetto “Il vino è cultura”, reso simbolicamente evidente dal grande Bacco alto tre metri che ha accolto i visitatori alla Leopolda nella due giorni del Gallo Nero, ha trovato eco nelle parole del Presidente del Consorzio Chianti Classico Giovanni Manetti.

In un contesto di entusiasmo, partecipazione e visione culturale del vino, infatti, si inserisce il discorso di Manetti, che ha tracciato il significato e le prospettive di un evento che rappresenta non solo un momento di degustazione, ma la sintesi di un anno di lavoro in vigna e in cantina e l’espressione di un territorio che fa della propria identità culturale il suo tratto distintivo.

Il discorso del Presidente Giovanni Manetti

Chianti Classico Collection 2026, il presidente Giovanni Manetti
Chianti Classico Collection 2026, il presidente Giovanni Manetti

«Cultura è una parola che deriva dal verbo latino colere, coltivare la terra, trasposto in senso metaforico alla coltivazione dello spirito. Vino è cultura perché è grazie al vino se si salvaguardano le risorse naturali e la bellezza del paesaggio. Il vino contribuisce anche alla valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico dei territori di produzione. Inoltre il vino è cultura perché permette il confronto fra comunità e l’incontro fra le persone: vino è socialità e convivialità.

Chianti Classico, sintesi di storia e bellezza

Nel Chianti Classico questo rapporto stretto fra vino e cultura trova la sua massima realizzazione essendo un luogo di rara bellezza, ben modellato e conservato dai viticoltori custodi e cerniera fra le due capitali Siena, regina del Medioevo, e Firenze, culla del Rinascimento. Il vino che produciamo da secoli è il frutto di conoscenze tramandate nel tempo con sapienza e passione e da sempre vera bandiera dell’Italia nel mondo.

Un momento complesso per il settore

La Chianti Classico Collection rappresenta ogni anno l’occasione per fare il punto sullo stato di salute della denominazione. Oggi navighiamo in acque agitate: il perdurare dei conflitti, gli attacchi salutisti che criminalizzano il consumo di vino, la diminuzione del potere di acquisto dei consumatori delineano uno scenario ricco di criticità e incertezze.

Il peso strategico del Nord America

Nonostante questo contesto, il Chianti Classico gode di buona salute, come dimostrano i numeri: aumento delle vendite di oltre l’1% in volume e del 2,6% in valore rispetto al 2024. Crescono le vendite negli Stati Uniti, storico primo mercato della denominazione, con una quota che passa dal 36 al 37%, nonostante dazi saliti al 15%. Un risultato altamente significativo, considerando che le vendite di vino italiano negli USA sono diminuite di oltre il 10% e che solo tre denominazioni registrano un segno positivo, fra cui il Chianti Classico. Un segno tangibile dell’attaccamento del consumatore americano, che non ha rinunciato al nostro vino.
Rimanendo in Nord America, va segnalato anche il forte incremento in Canada, dove il Gallo Nero passa dal 10 al 12% delle vendite totali. Stati Uniti e Canada insieme rappresentano il 49% del mercato: una bottiglia su due attraversa l’Atlantico.

Qualità, investimenti e lavoro di squadra

Mi piace pensare che queste ottime performance del Chianti Classico sul mercato siano il risultato dei grandi sforzi e investimenti fatti da tutti i viticoltori per innalzare costantemente la qualità dei propri vini, sempre più apprezzati anche dalle nuove generazioni, e anche dalle riforme introdotte e dal grande lavoro del Consorzio sul fronte marketing e comunicazione, con eventi e attività in presenza ogni anno sui mercati chiave.

Guardare avanti con determinazione

Non dobbiamo però accontentarci. Il momento è difficile e non è ammesso alcun rilassamento. Dobbiamo mantenere la barra dritta nella direzione della qualità e dell’autenticità, continuando a lavorare insieme in modo coeso e con passione. Sono sicuro che il futuro del Chianti Classico sarà sempre più ricco di successi.

Viva il Chianti Classico!»

I numeri di una manifestazione riuscita

Sono stati 223 i produttori soci del Consorzio Vino Chianti Classico presenti nel 2026, a conferma della capacità della manifestazione di rappresentare, anno dopo anno, tutte le sfumature della denominazione.

Straordinaria anche la partecipazione della stampa, con quasi 400 giornalisti accreditati da 23 Paesi, e degli operatori di settore: 1.500 professionisti italiani, affiancati da una significativa presenza di buyer e trade dal Nord e dal Nord Europa, nell’ambito di una strategia di consolidamento sui mercati maturi.

Grande successo anche per l’apertura al pubblico, con 500 appassionati provenienti da tutta Italia, protagonisti della più grande degustazione al mondo dedicata al Chianti Classico.

 

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