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Vini sott’acqua: La Frassina e la sfida della Laguna di Caorle

La Frassina degustazione tramonto

A -2 metri sul livello del mare, tra acqua salata e bonifiche storiche, La Frassina produce vini identitari e sapidi. Una viticoltura controcorrente che trova equilibrio tra difficoltà ambientali e precisione tecnica.

Facile fare vini in altitudine. Più complesso riuscirci sotto il livello del mare. E non parliamo dell’affinamento in fondo al mare, tanto di moda in questo periodo, ma di produzione vera e propria.

In un momento in cui il cambiamento climatico spinge molti produttori verso quote più elevate per scampare all’eccessivo caldo estivo e a inverni non abbastanza freddi, esistono realtà che lavorano nella maniera opposta. È il caso de La Frassina, azienda immersa nella Laguna di Caorle (Venezia), a soli 4 km dal mare e a 2 metri sotto il livello del mare. 

La Frassina e la famiglia Pasti

La Frassina, Filippo e Lucia Pasti
La Frassina, Filippo e Lucia Pasti


Ad accogliermi, in una giornata di nebbia, è Filippo Pasti, 29 anni. La storia aziendale inizia nel 1939, quando il bisnonno, partito da Verona, acquistò 500 ettari di laguna avviando un’imponente opera di
bonifica per iniziare poi la coltivazione delle terre emerse. Ancora oggi la pompa idrovora originale è in funzione e viene attivata dopo ogni pioggia.

Come in ogni buona realtà agricola che si rispetti, le colture sono sempre state diversificate. La vite è presente fin dall’inizio, ma è nel 2005 che zia Lucia decide di orientare la produzione verso il vino di qualità, con un progetto chiaro: solo uve aziendali e imbottigliamento in loco, nella cantina che sorge al centro dei 500 ettari.

La Frassina è socia FIVI e certificata SQNPI. Sostenibilità, lotta integrata e rispetto del territorio sono i cardini aziendali. I terreni a seminativo restano affidati a Carlo Pasti, padre di Filippo e fratello di Lucia. 

I vigneti e le difficoltà

La Frassina, vigneto
I 13 ettari vitati sono divisi tra varietà a bacca bianca e rossa. Glera, Chardonnay, Tai Friulano, Merlot, Cabernet Sauvignon e Refosco dal Peduncolo Rosso, per un totale di circa 27.000 bottiglie all’anno. 

I sistemi di allevamento sono sylvoz e cordone speronato rialzato; la vendemmia è meccanizzata per garantire uniformità ed efficienza, mentre la potatura resta manuale.

In cantina si utilizzano acciaio e legno, con scelte tecniche mirate anche per i tappi. I vini sono prevalentemente fermi, fatta eccezione per una Glera rifermentata in bottiglia sui lieviti, dedicata a nonna Lia, 96enne e membro di riferimento per la famiglia.

Le difficoltà sono evidenti. La prima, banalmente, è l’acqua alta! Ad ogni pioggia, non potendo defluire naturalmente, l’acqua in eccesso deve essere rimossa con la pompa idrovora.

La seconda è paradossale: la siccità. Circondata da acqua salata, in azienda non esistono pozzi né è possibile l’irrigazione a goccia, rendendo necessario – nei periodi critici di grave siccità – l’apporto idrico alle piante tramite cisterne.

Territorio e identità

La Frassina, nicescoloL’azienda sorge in uno dei territori maggiormente turistici di Italia. In Veneto arrivano più di 60 milioni di visitatori all’anno. Tra le principali attrazioni senza dubbio Venezia, il Lago di Garda, le Dolomiti e le città d’arte. La cultura enogastronomica si sta affermando sempre di più.

La Frassina intercetta questo flusso con un’attività enoturistica strutturata: visite dal lunedì al sabato, due appuntamenti fissi al giorno. Il 50% della produzione infatti è venduto direttamente in azienda, il restante tramite distribuzione nazionale con Proposta Vini.

I vini

I vini prodotti sono semplici ed essenziali, ma mai banali. Il filo conduttore è il territorio con la sua vena sapida e una tensione piacevolmente astringente che ne facilita la beva. 

Lucia Pasti si definisce custode del territorio e della sua biodiversità, evidente anche nella fauna della laguna, habitat di numerose specie di uccelli. La Laguna Veneta è infatti zona di svernamento fondamentale per diverse specie, tra cui garzette, aironi bianchi e cenerini solo per citare i più comuni. 

Accanto alle denominazioni IGT, DOC e DOCG, è in progetto un metodo classico da Chardonnay per il quale ci aggiorneremo nel giro di un paio di anni. Per il momento segnalo la piacevolezza della Glera sui lieviti, la complessità del Lison DOCG, un vino davvero identitario e sorprendente. Per i rossi il Merlot, anche nella sua versione più semplice o, per gli amanti dei rosati, anche in versione corallo da parziale macerazione. 

Una realtà familiare coerente, capace di trasformare condizioni estreme in cifra stilistica. Vini del mare, riconoscibili e con un rapporto qualità-prezzo molto competitivo.

Lison 2023 La FrassinaLison 2023

Qualità PrezzoPunteggio: 91/100
Prezzo medio: € 10,50

100% Tai Friulano. Acciaio per 6 mesi. Giallo paglierino scarico. Al naso è teso, con profumi puliti e precisi di fiori bianchi e di petali di rosa. Non mancano aspetti più vegetali e freschi. Al palato è polposo, succulento dai sentori di nespola e albicocca integrati alla sua innata salinità. Ottima persistenza. Beva appagante. 

Trevenezie Bianco Frizzante Lia 2023 La FrassinaTrevenezie Bianco Frizzante Lia 2023

Qualità PrezzoPunteggio: 88/100
Prezzo medio: € 9,80

100% Glera col fondo. Acciaio. Torbido con riflessi verdolini, perlage leggiadro e sottile. Al naso comunica sensazioni di sapidità. Floreale, fa emergere in un secondo momento la pera e la pesca bianca. Nervoso al palato è piacevolmente teso e si conferma salato.

Venezia Merlot 2022 La FrassinaVenezia Merlot 2022

Qualità PrezzoPunteggio: 88/100
Prezzo medio: € 9,50

100% Merlot. Acciaio. Rubino brillante. Al naso arrivano note di mirtillo e di fieno. Il tannino si fa naturalmente sentire al palato. Leggermente balsamico con un finale salato e qualche richiamo alla frutta di rovo. 

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