Il vino è sotto attacco: accusato di tutto, tra calo dei consumi, critiche mediatiche e scarsa rappresentanza. Eppure il settore resiste, tra difficoltà e frammentazione, continuando a lavorare e a sostenere un intero indotto. Serve più chiarezza e magari una voce forte per difenderlo.
Il processo mediatico
Dicono che il vino faccia venire il cancro, che costi troppo, che venga comunicato in modo retorico e ridicolo. Dicono anche che è prodotto in modo non chiaro, non sostenibile, che le denominazioni di origine sono pagliacciate. Persino turbative di mercato, rendite di posizione da parte di produttori che hanno il solo merito di avere vigne in zone a Doc o a Docg.
Poi ancora, che consente speculazioni da parte di ristoratori e di enotecari che ne sestuplicano il prezzo di acquisto.
I giovani non lo sopportano più, la crisi dei consumi è palpabile e le manifestazioni a lui dedicate sempre meno frequentate.
Un disastro, insomma.
La realtà dei fatti
Fatto sta che nonostante tutto, nonostante mercati difficili, trasporti complicati, dazi vari, guerre, attacchi mediatici, il mondo del vino esiste ancora e tutto sommato, con grandi difficoltà è vero, moltissimi produttori vanno avanti.
Partecipano a fiere, a eventi, vanno a incontrare clienti e venditori, lavorando più di prima.
Riescono a restare a galla. E con loro tutto l’indotto che li circonda, compresi coloro che, come noi, ne scrivono.
Un momento complicato (ma non solo per il vino)
Non è facile, non è un buon momento, e non solo per il mondo del vino, evidentemente. Dire una cosa del genere è persino banale.
Certo, se si facesse più chiarezza, se si evitassero luoghi comuni, attacchi eccessivi, come se tutto fosse colpa del vino, sarebbe meglio.
Ma forse è chiedere troppo.
Il capro espiatorio perfetto
Il vino sembra essere uno dei capri espiatori ideali per qualcuno.
Comunica poco e male, fa pochissima pubblicità su stampa e televisioni, parlarne male non crea problemi con le concessionarie e con gli editori.
Il settore è parcellizzato, le organizzazioni che rappresentano il comparto sono molte e spesso piccole.
Un settore senza voce
Non esiste nei fatti chi riesca a essere una controparte efficace nei confronti della politica, tanto per fare un esempio.
Aspettando il Vinitaly che si terrà a Verona dal 12 al 15 aprile, queste considerazioni mi sembrano adatte per cominciare a fare il punto della situazione.
Che ne dite?





4 commenti
Uno degli aspetti che citi va sottolineato. Poiché il vino comunica poco attraverso i media in generale, non trova difensori in questi settori. D’altra parte non sono sicuramente i settori adatti per raccontarlo. Qualcosa però nel racconto va cambiato. L’ho già detto varie volte . Il racconto del vino intimorisce chi non ha il tempo o la voglia di diventare un esperto. Molti vogliono semplicemente bere il vino, senza che qualcuno faccia notare che con quel cibo non va bene, che la temperatura non va bene ecc ecc.
Credo che a tutti coloro che lavorano nel settore abbiano ricevuto richieste di consigli per cene per non fare brutta figura.
L ‘ho già detto molte volte. Il vino è un piacere, i gusti delle persone sono diversi e ognuno deve sentirsi libero di seguire le proprie inclinazioni. Inoltre il mondo è cambiato, il modo di mangiare è cambiato, i giovani specialmente evitano cibi pesanti sono più informati su una corretta alimentazione .
Quindi più leggerezza nel racconto, gradazioni più basse, bio, e coraggio. Vini rossi anche con pesce e freschi d’estate. Più attenzione a vini che conservino la fragranza delle uve da cui provengono e non del legno. E soprattutto smetterla di far sentire un idiota chi non ha fatto un corso da sommelier.
Altrimenti all’apericena un bel gin tonic e via. E cercare di far capire a chi parla di danni da alcool questi sono molto più gravi nei paesi che non sono abituali consumatori di vino, ma compensano con superalcolici
Il vino nella storia è sempre stato un alimento indispensabile nella dieta quotidiana ed addirittura sacro. Infatti fa parte delle religioni, specialmente quella cristiana, dove viene addirittura trasformato in sangue di Dio. Come è successo che sia stato demonizzato più delle droghe? Anche il governo ha cominciato a depenalizzare le droghe ed inasprire i controlli e le sanzioni sul consumo di vino ed intanto le persone giovani consumano bevande alternative piene di zuccheri e si nota un aumento esponenziale di picchi glicemici. Negli ospedali hanno notato questo fenomeno e ne sono allarmati. A che gioco si gioca?
Come sempre chisro e coincisi I sono stati evidenziati le varie problematiche del settore con tanti spunti di riflessione
Daniele, leggo il tuo articolo senza dubbio interessante perché parla delle nostre difficoltà del settore e dell’indotto. all’inizio dell’articolo scrivi che i produttori presenziano ai B2b, alle manifestazioni, alle fiere ed a tutto che potrebbe aiutare a vendere qualche bottiglia finendo la frase “lavorando piu’ di prima” che puo’ essere letta come vendendo di piu’ o facendosi un mazzo piu’ di prima, la seconda e’ quelle valida.
Parli del Vinitaly, ma chi se lo puo’ permettere ? solo chi fattura milioni di Euro, spendere il minimo sindacale di almeno diecimila Euro, per gli altri non ha ritorno e non ha senso – solo per rifarsi della spesa bisogna fatturarne settanta mila!
sono finiti gli anni dove allo stand eravamo in 5, rientrando in azienda con blocchi note fitti di biglietti and anche diversi ordini, tra il 2015 e 2019 (ultimo Vinitaly) aprivo in tutta la fiera quello che ad inizi 2000 bastava per una mattinata.
un signor della RRFF con cui ho confidenza mi diceva che se nel 2024 c’era preoccupazione, nel 2025 c’era rassegnazione.
non e’ il caso qui di esporre i numeri che a me arrivano da siti, commercianti e mediatori dei prezzi del vino sfuso perche’ i numeri fanno rabbrividire e questo totta tutti dal vino da tavola ai Barolo e Brunello.
la domanda che molti colleghi con cui ho amicizia si fanno e’ ma ci conviene continuare ?
diciamo che abbiamo una vendemmi di troppo per disfarsi delle scorte.
non parliamo dei media , TV e stampa, dove del vino non se ne parla piu’ o viene demonizzato come cancerogeno od altre simile frottole.
Serena Pasqua a te e Doctor Wine,
Erik