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Bottega Vini ha aperto a Cortina

Bottega Vini Cortina, sala

Antica Bottega del Vino, l’iconico locale del vino veronese di proprietà delle Famiglie Storiche dell’Amarone, ha inaugurato lo scorso 30 dicembre la sede ampezzana in vista delle Olimpiadi invernali. È Bottega Vini e, no, non sarà un pop-up. Ce ne parla Flavia Rendina.

“Se la montagna non va alla bottega, la bottega va alla montagna. Ti aspettiamo a Cortina!”. L’avevano annunciato lo scorso 2 dicembre con questo claim celato nel menù della presentazione ufficiale, e lo hanno fatto: lo scorso 30 dicembre, con un rush finale nei lavori di ristrutturazione, è stata inaugurata la succursale del locale del vino più iconico di Verona, nella cittadina di montagna Cortina d’Ampezzo, prossima sede dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026

Bottega Vini Cortina, tavolo
«In tanti ce l’hanno chiesto, ma la risposta è no:
non sarà un pop-up per le Olimpiadi invernali, ma un progetto a lungo termine» ha tenuto a sottolineare Sabrina Tedeschi, presidente di Antica Bottega del Vino, di proprietà del gruppo delle Famiglie Storiche dell’Amarone. «Abbiamo investito a Cortina perché volevamo portare la cultura il vino anche in questo luogo cult di villeggiatura» ha aggiunto Pierangelo Tommasi, alla guida della Associazione. Esclusa l’ipotesi di Milano, la scelta è caduta sul “salotto alpino d’Italia”, vetrina ritenuta più internazionale e più rappresentativa del gruppo, rilevando un locale in precedenza occupato da un negozio di arredamenti, nel pieno centro di Cortina.

La storia della Bottega

Bottega Vini Cortina bottiglie
Un investimento audace di cui il gruppo delle Famiglie Storiche dell’Amarone, nato nel 2009, ha saputo cogliere al volo le potenzialità, facendosi trovare ancora una volta coeso e determinato. Era passato appena un anno dalla sua formazione, infatti, quando nel 2010 avevano deciso di acquistare
l’Antica Bottega del Vino, la cui attività era improvvisamente cessata a luglio, lasciando un vuoto incolmabile sulla scena veronese. «Anche se eravamo nati da poco, siamo risultati subito molto allineati nella nostra idea di salvaguardare quello che è prima di tutto un luogo di cultura per il nostro territorio» racconta Sabrina Tedeschi. 

Il locale, infatti, esisteva dal ‘500 e nel 1890 aveva assunto l’attuale nome con i Fratelli Sterzi, diventando un punto di riferimento per la scena culturale di fine Ottocento. Nel 1957 era stato acquistato dalla famiglia Rizzo-Grigolo, fino al 1987 quando lo rilevarono Severino Barzan e il socio Giovanni Pascucci.
Con l’arrivo delle Famiglie Storiche, il locale aveva riaperto rapidamente apportando qualche miglioria, poi nel 2014 è arrivato Luca Nicolis, che ha portato entusiasmo e creatività nel ristorante. «Luca è un vulcanico professionista che ha saputo creare un grande team – racconta Tedeschi –, con lui la Bottega è cresciuta in modo esponenziale negli anni. È grazie a questo successo e al rapporto di stima che si è creato tra noi Famiglie Storiche e la famiglia della Bottega, diventata ormai quasi l’undicesima del gruppo, che abbiamo deciso di investire ulteriormente insieme».

Il nuovo locale ampezzano

Trecento metri quadri per circa 100 coperti totali; apertura sette giorni su sette per trecentosessantacinque giorni all’anno: questi i numeri, impressionanti, di Antica Bottega del Vino di Cortina. Un grande spazio in Corso Italia, progettato dallo studio Menardi Ruggeri Nassivera Architects, che ha pensato di coinvolgere solo artigiani del territorio, in particolare per le lavorazioni del legno, recuperando pezzi di antiquariato di pregio, tra cui una Stube austriaca di fine ‘800 e un banco proveniente da una vecchia sacrestia di fine ‘700. «Non sarà un’altra Bottega Vini, ma sarà la Bottega Vini di Cortina: avrà lo stesso fascino, la stessa attenzione alla qualità e lo stesso carattere» sottolinea Luca Nicolis. 

Nuove migliaia di bottiglie si sommeranno alle oltre 21mila di Verona e le referenze saranno, oltre alle 4.100 della città scaligera, altre 1.500, con l’obiettivo di mantenere alta la qualità di una carta del vino già celebrata tra le 96 migliori al mondo e premiata per il ventunesimo anno consecutivo con il Grand Award di Wine Spectator.

Anche il menù rispetterà appieno lo stile dell’Antica Bottega del Vino di Verona: dedicato alla tradizione locale, includerà sia i piatti storici scaligeri, come l’insalata di gallina in agrodolce e il brasato all’Amarone, veri must dell’insegna, sia specialità ampezzane, come il formaggio Mont d’Or fuso con tartufo nero, i Casunzei della dolce vita all’Ampezzana o l’Agnello d’Alpago. 

Un team di valore

Chef Giulio Alberto Debeni, Luca Nicoli, Sabrina Tedeschi, Pierangelo Tommasi, head sommelier Pietro Campara
Da sinistra, Chef Giulio Alberto Debeni, Luca Nicoli, Sabrina Tedeschi, Pierangelo Tommasi, head sommelier Pietro Campara


Se si è capitati almeno una volta in Bottega del Vino a Verona, non si può non aver notato il
livello di professionalità, accoglienza e dedizione che permea il locale, e che lo staff riesce a mantenere inalterato anche nei momenti di massimo affollamento. «Bottega esiste perché le famiglie storiche ci hanno creduto, ma esiste anche perché i ragazzi che vi lavorano sono un gruppo davvero appassionato» afferma Luca Nicolis, presentando il team che guiderà l’insegna ampezzana. 

Le due figure apicali che accompagneranno il progetto saranno, in cucina, lo chef Giulio Alberto Debeni, che ha alle spalle numerose esperienze nazionali e internazionali oltre a un lungo affiancamento con lo chef Luca Dalla Via in Bottega Verona, mentre la cantina sarà affidata all’head sommelier Pietro Campara. «Sono due professionisti che lavorano da tanti anni con noi a Verona – spiega il direttore -. Hanno avuto l’entusiasmo di proporsi e noi abbiamo scelto di affidare a loro la guida della nuova avventura ampezzana». 

Bottega Vini Cortina, servizio vino
Ma tutta la squadra è stata pensata per rappresentare lo stile e l’identità dell’Antica Bottega del Vino.
«Il team è composto da persone che nel proprio tempo libero amano viaggiare, visitare luoghi – aggiunge Sabrina Tedeschi –, perché il racconto del vino deve essere non solo tecnico, ma includere storie ed esperienze personali. Ed è quello che vogliamo fare in Bottega Vini: emozionare gli appassionati che entrano qui e, soprattutto, farli sorridere, perché è un momento che il sorriso vale più di qualsiasi altra cosa». E, memori dell’esperienza veronese, siamo certi che il sorriso non mancherà nemmeno sulle Dolomiti Ampezzane.

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