La cena del 25 novembre a Roma ha unito solidarietà, arte e un progetto enologico che celebra il territorio trentino. Non semplicemente una cena, ma un’occasione per parlare e riflettere su temi importanti in un contesto conviviale e accogliente. Quando il vino diventa un gesto di cura.
Nel cuore del rione Monti, il ristorante Da Robertino ha ospitato una serata dedicata alla Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, con una cena solidale per sostenere concretamente il Telefono Rosa Nazionale. Protagonista del percorso enologico proposto agli ospiti è stata la Cantina La-Vis, storica cooperativa trentina, che ha presentato a Roma il rilancio della sua linea Ritratti, recentemente rinnovata.
Solidarietà e comunità attorno alla tavola
L’iniziativa ha riunito diverse persone davanti a un’ottima cena per riflettere, attraverso un gesto semplice e condiviso come un pasto, sulla necessità di sostenere chi è vittima di violenza. Simpatica la formula proposta: agli ospiti è stata data la possibilità di scegliere tra tre menù: uno di pesce, uno di carne e uno vegetariano, giocando sui possibili abbinamenti.
A fare gli onori di casa è stata Roberta Pepi, ostessa e titolare di Da Robertino, nota per la sua ospitalità e per l’attenzione ai dettagli che caratterizzano il suo locale. «Sedersi a tavola insieme può diventare un abbraccio collettivo – ha dichiarato. – La cura e il rispetto dovrebbero guidare ogni nostra relazione».
Tra gli ospiti della serata Antonella Faieta e Francesca Romani, rispettivamente Presidente nazionale e Vicepresidente di Telefono Rosa, da oltre 30 anni punto di riferimento per donne e minori in difficoltà. Faieta ha spiegato i termini dell’impegno dell’associazione contro la violenza sulle donne e per il supporto alle vittime, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza di genere.

La serata ha rappresentato un’occasione importante per accendere i riflettori su temi che richiedono ascolto, consapevolezza e partecipazione attiva, ricordando come la cultura del rispetto possa essere promossa anche attraverso momenti di condivisione.
La collaborazione con La-Vis, che proseguirà con ulteriori iniziative, rappresenta un esempio virtuoso di come il mondo del vino possa sostenere attivamente progetti di rilevanza sociale.
Il nuovo progetto Ritratti: un percorso tra qualità, arte e territorio
La serata ha offerto l’occasione per approfondire il nuovo corso della Linea Ritratti, presentata ufficialmente dalla cantina lo scorso marzo. Ritratti rappresenta l’evoluzione di un progetto storico nato nel 1988 nell’ambito del Progetto Qualità, iniziativa pionieristica che introdusse in Trentino concetti allora innovativi come la zonazione, la riduzione delle rese e l’adozione di pratiche di cantina orientate alla qualità. Un’impostazione lungimirante che segnò un passaggio cruciale per la viticoltura trentina e che oggi trova nuova vita in questa collezione rinata.
Il rilancio della linea è frutto di un percorso collettivo che coinvolge soci, agronomi ed enologi della cooperativa, impegnati in un dialogo costante con il territorio. «Non si tratta di un semplice restyling – ha spiegato Ezio Dallagiacoma, direttore tecnico ed enologo di Cantina La-Vis – ma dell’evoluzione di uno spirito che appartiene alla cantina da sempre: ascoltare la terra, comprendere i suoi cambiamenti e trasformare le sfide, a partire da quelle climatiche, in opportunità. I nuovi protocolli agronomici vanno in questa direzione, premiando l’eccellenza delle uve e il benessere della pianta».

La linea si compone oggi di sei etichette – Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Pinot Nero, Lagrein e Cabernet Sauvignon – distribuite esclusivamente nel canale Horeca. Per tutte, La-Vis ha scelto di adottare una bordolese distintiva ispirata a quella degli anni Ottanta, in omaggio alle origini del progetto.
L’arte di Margherita Paoletti per raccontare l’anima del vino
A interpretare la rinascita di Ritratti è l’artista trentina Margherita Paoletti, selezionata grazie alla collaborazione tra la cantina e l’Archivio Trentino Documentazione Artisti Contemporanei (ADAC), con il supporto del curatore del Mart di Rovereto e responsabile della Galleria Civica di Trento, Gabriele Lorenzoni.
Le sei etichette riportano dipinti originali, caratterizzati dalla presenza di figure femminili immerse nella natura: immagini che evocano il rapporto equilibrato e profondo tra l’essere umano e l’ambiente. Ogni bottiglia diventa così una piccola opera d’arte, un ponte tra il vino e il patrimonio culturale del territorio. Un modo per raccontare l’identità del territorio delle Colline Avisiane dove vengono selezionate i vigneti per questi vini.
Un percorso che continua
La serata di ieri ha dimostrato come un ristorante, una cantina e un’associazione possano unirsi per dare vita a qualcosa più grande di una semplice cena: un momento di incontro, di dialogo e, soprattutto, di umanità.
Il profumo del cibo, il gusto del buon vino, l’accoglienza calorosa e lo spirito di solidarietà si sono mescolati in un’esperienza che, ne sono sicura, lascerà un ricordo positivo in chi vi ha partecipato.
La cena del 25 novembre non è solo un evento simbolico, ma il primo tassello di un progetto più ampio che Ritratti intende portare avanti: creare connessioni tra vino, arte e solidarietà, valorizzando territorio e comunità. Cantina La-Vis conferma così la sua volontà di coniugare la tutela della biodiversità naturale e sociale con il sostegno a iniziative che promuovono rispetto, sensibilità e cura.








