Vediamo oggi la seconda tappa del press tour dedicato alle aziende Le Monde, a Prata di Pordenone, e La Ponca, a Scriò, nel comune di Dolegna del Collio. Stessa proprietà, stessa filosofia produttiva. Ce ne parla Francesco Scalettaris.
Il secondo volto del gruppo si trova, come detto, a Scriò, una frazione di Dolegna del Collio. Qui nasce l’azienda La Ponca, che prende il nome dal termine friulano che indica lo strato geologico detto flysch, di origine eocenica. È un territorio severo, fatto di un alternarsi di strati di marne friabili e arenarie compatte, dove le radici delle viti si insinuano tra le fessure e dove i vigneti, che si trovano a 230–250 metri di altitudine, sono costantemente battuti dalla bora, che ne preserva la sanità delle uve e accentua freschezza e verticalità nei vini.

Andrea Pittana, agronomo, descrive il suo lavoro come quello di un tecnico del suono: eliminare il rumore di fondo, ridurre gli interventi, lasciare che il terroir si esprima da solo. È proprio con questa filosofia che Alex Maccan ha scelto con coraggio di acquistare l’azienda e i suoi 12 ettari di vigneti a Scriò, in una delle due zone più vocate del Collio insieme a Oslavia, da sempre quest’ultima chiusa agli investimenti “esterni”. Una decisione che lo ha portato a confrontarsi con un territorio esigente, dove nulla è immediato e i risultati si ottengono solo con impegno e determinazione, anche considerando le pendenze e quindi l’eroicità necessaria per condurre i vigneti.
La produzione si concentra quasi solo sui bianchi, con un’unica eccezione: lo Schioppettino, rosso autoctono perfettamente coerente con la zona di origine storica di Prepotto, nella Doc Friuli Colli Orientali, a pochi passi in linea d’aria.
La degustazione

La degustazione dei vini de La Ponca ha restituito un quadro coerente e di grande personalità, con i bianchi del Collio Doc a delineare un ventaglio stilistico nitido e lo Schioppettino a confermare la vocazione rossa di questo angolo di Friuli.
La Ribolla Gialla 2022 è essenziale e verticale, dal sorso teso e salino, quasi scheletrico nello stile. Più ricca e avvolgente la Malvasia 2022, che unisce frutta matura e suggestioni marine a una bocca cremosa. Il Friulano 2022 si impone come vino identitario: inizialmente introverso al naso, poi si apre generosamente, come lo Chardonnay 2022 che mostra ricchezza, complessità e un legno perfettamente integrato. Il vertice tra i bianchi è probabilmente il Sauvignon 2022, elegantissimo. Chiude la batteria l’Igt Venezia Giulia Schioppettino 2020, unico rosso aziendale, che convince per tipicità e finezza. Quest’ultimo, pur prodotto all’interno della denominazione Collio, non può essere etichettato come Doc perché lo Schioppettino non è un’uva ammessa dal disciplinare.
Un insieme di vini che, pur diversi nello stile, condividono precisione, tensione e una chiara impronta territoriale.
Le radici storiche del Collio

Durante il nostro tour, Pittana ci ha tenuto anche a raccontare alcuni cenni storici sulla costituzione della Doc. Il Collio e i Colli Orientali hanno una base geologica comune, ricca di carbonati di calcio, ma la storia ha inciso percorsi diversi, segnati dal corso del fiume Judrio, già confine di Stato per decenni. Nel Collio la cultura enologica ha risentito infatti dell’influenza austriaca, mentre nei Colli Orientali ha prevalso quella italiana.
Già nel 1821 il Granduca d’Austria decise di destinare i migliori appezzamenti alle varietà internazionali, imprimendo una svolta che si consolidò qualche decennio più tardi. Nel 1891, durante il congresso enologico austriaco di Gorizia, in epoca post-fillosserica, furono infatti presentati dati che dimostravano la superiorità qualitativa di vitigni come Chardonnay e Sauvignon, confermando quindi quella direzione. Dopo la Prima guerra mondiale si diffuse anche il Tocai, che completò e arricchì il quadro varietale del Collio.

Negli anni Sessanta arrivò poi un altro passaggio fondamentale: il Collio fu tra le prime denominazioni italiane a dotarsi di un disciplinare. La Doc infatti nacque nel 1968 e definiva il vino Collio Bianco come vino da un’unica vigna, frutto della coplantazione di Ribolla, Malvasia e Friulano, un vero uvaggio. Di quei vigneti misti ne restavano però pochissimi ettari e fu così che negli anni Novanta il disciplinare cambiò: il Collio Bianco si svincolava dal vigneto unico e apriva a tutte le varietà bianche autorizzate dal disciplinare. Quel vino, complice anche la celebre – e decisamente controversa – campagna fotografica di Oliviero Toscani, ebbe grande risonanza mediatica, ma perse identità e valore: spesso finiva infatti per accogliere l’invenduto delle cantine, determinando così uno scenario qualitativo frammentato.
Secondo Pittana, l’unica strada oggi per restituire carattere al Collio Bianco è quindi tornare a legarlo alla vigna, con Ribolla, Malvasia e Friulano coltivati insieme nei suoli migliori, in un equilibrio che non può essere riprodotto altrove. Una strada che l’agronomo vorrebbe perseguire in un futuro prossimo con La Ponca.
Due visioni, un filo comune
Le Monde e La Ponca sono due interpretazioni diverse della stessa ambizione. La prima esprime la concretezza veneta, la crescita rapida, l’apertura ai mercati internazionali e un’identità costruita attorno al Pinot Bianco. La seconda riflette la tradizione austro-friulana, la ricerca di essenzialità, la volontà di lasciare che sia soprattutto la geologia a dettare le regole. A tal proposito va riconosciuto il merito all’enologo, capace di interpretare in modo distinto le due realtà produttive e di dimostrare che il terroir deve sempre prevalere sulla mano e sulle preferenze personali di chi il vino lo fa.
Diverse nello stile e nella filosofia, le due aziende sono unite da un filo conduttore: i suoli calcarei, che danno coerenza e forza al progetto, e la convinzione di Alex Maccan che il vino debba raccontare con autenticità la voce del territorio.
Collio Ribolla Gialla 2022 La Ponca
Punteggio: 88/100
Prezzo medio in enoteca: € 25
100% Ribolla Gialla. Fermentazione 40% in legno e 60% in acciaio, affinamento in vasche dedicate. Giallo paglierino luminoso. Naso floreale e agrumato, con note di margherita, lime e timo fresco. Bocca snella, citrica e molto sapida, finale corto ma pulito, essenziale nello stile.
Collio Malvasia 2022 La Ponca
Punteggio: 92/100
Prezzo medio in enoteca: € 25
100% Malvasia Istriana. Matura in botte grande. Giallo paglia carico. Al naso ricco ventaglio di frutta matura: caco, arancia, pera Williams, con sfumature marine di risacca e conchiglie. Bocca cremosa e avvolgente, con macedonia di agrumi, caramella gommosa alla frutta e lieve tocco legnoso di tabacco dolce. Acidità ben bilanciata e finale sapido e persistente.
Collio Friulano 2022 La Ponca
Punteggio: 94/100
Prezzo medio in enoteca: € 25
100% Friulano. Vinificazione tradizionale in acciaio, poi legno grande. Paglierino brillante. Naso inizialmente chiuso, poi note di brezza marina, agrumi freschi e un tocco di tostatura leggera. Palato pieno e verticale, con finale lunghissimo e sapidissimo, dominato dalla scorza d’arancia. Elegante e teso, esprime con forza l’identità del vitigno e del territorio.
Collio Chardonnay 2022 La Ponca
Punteggio: 94/100
Prezzo medio in enoteca: € 25
100% Chardonnay. Giallo dorato luminoso. Profumi complessi di tè nero, ananas, crema pasticcera e cenni floreali. In bocca è corposo e ricco, con ritorni di frutta esotica e un finale boisé ben integrato. Ottimo equilibrio tra freschezza, sapidità e struttura.
Collio Sauvignon 2022 La Ponca
Punteggio: 95/100
Prezzo medio in enoteca: € 25
100% Sauvignon. Legno e acciaio. Giallo chiaro luminoso. Naso fine ed espressivo: salvia, mentuccia, pesca bianca, frutto della passione e uva fragola. Bocca fresca, esotica e minerale, con acidità viva e lunga persistenza aromatica, legno ben gestito.
Venezia Giulia Schioppettino 2020 La Ponca
Punteggio: 95/100
Prezzo medio in enoteca: € 35
100% Schioppettino. Fermentazione in acciaio, affinamento di 12 mesi in barrique. Rosso rubino profondo. Naso fresco e speziato di pepe nero, frutti rossi maturi e violetta. Bocca elegante, con tannino morbido e ben integrato, freschezza vivace e lunga persistenza aromatica.



