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I vini aristocratici

I vini Aristocratici, 1734 Le Dejeuner d'Huitres di Jean Francois de Troy

Dalle grandi dinastie del vino italiano ai nomi che hanno segnato la storia dell’enologia nazionale. La carta pensata da Daniele Cernilli per il Ristorante Cafè Romano dell’Hotel d’Inghilterra trasforma il concetto di ospitalità aristocratica in un percorso tra etichette nobili, tradizione e prestigio.

Il gruppo Starhotels, il più grande player italiano del settore alberghiero, mi ha affidato la realizzazione di una serie di liste dei vini per i ristoranti degli hotel che gestisce direttamente. Il più famoso e storico è il Ristorante Cafè Romano dell’Hotel d’Inghilterra, nel cuore di Roma. Ho pensato quindi ai vini aristocratici.

La filosofia dell’albergo, tra i più antichi della città, che ha ospitato nobili e teste coronate fin dagli inizi del Novecento, è quella di offrire un’accoglienza “aristocratica”. Un po’ nella tradizione dell’hotel, che è stato completamente ristrutturato, e che non vuole essere soltanto confortevole e lussuoso, ma anche in qualche modo tradizionale, fedele a un’eleganza classica e senza tempo. 

Una carta vini dal sangue blu 

Perciò ho pensato che anche la lista dei vini dovesse essere ispirata a un principio simile. Oltretutto, nel nostro Paese, di cantine di proprietà di famiglie aristocratiche ce ne sono molte e in tutte le principali regioni vitivinicole. 

Detto fatto, ho provato a stilare una lista caratterizzata proprio dal fatto che tutti i vini dovevano essere prodotti da cantine “aristocratiche”. 

Le dinastie del vino italiano 

Le Déjeuner d'huîtres di Jean-François de Troy, 1734
Le Déjeuner d’huîtres di Jean-François de Troy, 1734

C’era l’imbarazzo della scelta. I nomi sono quelli degli Antinori, dei Frescobaldi, dei Guerrieri Gonzaga, degli Incisa della Rocchetta, dei Marone Cinzano, dei Tasca d’Almerita, dei Planeta, dei Cataldi Madonna. Ancora, dei Corsini, dei Ruspoli, dei Boncompagni Ludovisi, dei Pallavicini. 

Insomma, una carta che comprenderà etichette in buona parte leggendarie, che rappresentano davvero delle punte di diamante della vitienologia italiana, accanto a vini più accessibili nel prezzo ma non meno rappresentativi. 

L’aristocrazia del calice 

La lista è quasi pronta e non mi risulta che ne esistano altre di simili nella ristorazione e nell’hotellerie internazionali. Mi è sembrata un’idea originale, perfettamente in sintonia con lo stile e la storia di questo splendido albergo romano e del suo ristorante. 

Nell’immagine di apertura, un particolare di “Le Déjeuner d’huîtres” di Jean-François de Troy, del 1734.

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