È morto ieri 29 ottobre, a 83 anni, Marvin R. Shanken, protagonista dell’editoria enologica americana. Acquistata Wine Spectator nel 1979, la trasformò in una rivista di riferimento internazionale. Il suo lavoro ha contribuito ad avvicinare milioni di lettori al vino, influenzando il modo di raccontarlo, sceglierlo e consumarlo.
È morto il 29 ottobre 2026, a 83 anni, Marvin R. Shanken, fondatore di M. Shanken Communications, direttore ed editore di Wine Spectator. La notizia è stata annunciata dalle testate del gruppo. Con lui scompare uno dei protagonisti della comunicazione del vino degli ultimi decenni, capace di costruire attorno a una rivista un sistema di informazione, degustazioni ed eventi rivolto a un pubblico internazionale.
Da una newsletter a Wine Spectator
Il suo percorso nell’editoria era cominciato nel 1972 con l’acquisto di Impact, una newsletter dedicata al settore delle bevande alcoliche. Sette anni dopo rilevò The Wine Spectator, il giornale fondato nel 1976 da Bob Morrisey a San Diego e distribuito gratuitamente nelle enoteche.
La pubblicazione attraversava difficoltà economiche e rischiava di chiudere. Shanken ne intuì le possibilità e la trasformò progressivamente in un magazine capace di raggiungere milioni di appassionati. Al centro del progetto c’era il lettore: una persona da informare e accompagnare nella conoscenza del vino, attraverso un linguaggio accessibile e contenuti utili anche nelle scelte d’acquisto.
Un’influenza oltre le pagine
La forza di Wine Spectator si è sviluppata anche attraverso iniziative che hanno messo in relazione produttori, ristoratori e consumatori. I Restaurant Awards, dedicati alle carte dei vini dei ristoranti, e il Wine Experience, appuntamento di incontro e degustazione con importanti aziende del settore, hanno esteso il raggio d’azione della testata ben oltre la carta stampata.
È anche attraverso questo lavoro che il vino ha conquistato uno spazio più ampio nell’informazione e nella cultura del consumo americana. Shanken aveva compreso quanto fosse importante raccontare le bottiglie insieme alle persone e ai luoghi da cui nascono, costruendo un rapporto continuativo con chi le acquista.
L’editore e l’impegno nella formazione
Il gruppo si allargò ad altre pubblicazioni: nel 1992 nacque Cigar Aficionado, espressione della sua passione per i sigari, mentre al portafoglio si aggiunsero testate professionali e riviste dedicate ai distillati, tra cui Whisky Advocate.
Alla crescita editoriale Shanken affiancò l’impegno nella formazione. Nel 1983 istituì la Wine Spectator Scholarship Foundation, sostenuta anche dai proventi del Wine Experience. Secondo il ricordo pubblicato dal gruppo, l’iniziativa ha raccolto oltre 40 milioni di dollari per borse di studio e contributi destinati a chi intraprende una carriera nel vino e nell’ospitalità.
Il ricordo del settore
Tra i primi tributi, quello della Wine & Spirits Wholesalers of America. Il presidente e amministratore delegato Francis Creighton ne ha ricordato il contributo a un’informazione indipendente sul settore e la capacità di rendere milioni di consumatori più curiosi, informati e sicuri delle proprie scelte.
Shanken lascia la moglie Hazel, tre figlie e quattro nipoti. La sua scomparsa arriva nell’anno in cui Wine Spectator celebra il cinquantesimo anniversario: una ricorrenza che restituisce la misura del percorso di una testata e dell’editore che ne ha determinato lo sviluppo internazionale.



