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Col d’Orcia, The Glorious Five

Col d'Orcia - The Glourios Five Poggio al Vento

Cinque annate con il 5 finale, dal 1975 al 2015, raccontano mezzo secolo di Brunello di Montalcino Col d’Orcia. Francesco Marone Cinzano e il figlio Santiago le hanno riunite in una serie di degustazioni tra Milano e Roma. Tra Riserve e Poggio al Vento, sorprendono la tenuta del 1975 e la perfezione del Poggio al Vento 1995, cui Daniele Cernilli assegna 100/100.

La Tenuta Col d’Orcia e i suoi artefici, Francesco Marone Cinzano e suo figlio Santiago, hanno organizzato una serie di degustazioni dedicate a cinque annate del loro Brunello di Montalcino, tre Riserva e sue Poggio al Vento. Tutte con il numero 5 alla fine, dal che il nome. 

I “gloriosi cinque” sono perciò stati le Riserve di 1975, 1985 e 2005, e il Poggio al Vento, Riserva anch’esso ma “single vineyard”, del 1995 e del 2015. In più un’apertura con il Lot 1 del 2020, uno straordinario Brunello sperimentale fortemente voluto da Santiago e che rappresenta il top qualitativo dell’azienda. Prodotto in meno di 2000 bottiglie e da uve scelte anno per anno da quello che viene ritenuto il miglior vigneto della vasta tenuta (80 ettari solo di Sangiovese da Brunello). La scelta può cambiare a seconda degli andamenti stagionali. 

Ma i protagonisti erano indubbiamente i “glorious five”. Ve li racconto. 

Le Riserve 1975 e 1985

Iniziamo con il ’75 Riserva, annata ottima all’epoca, che veniva dopo tre vendemmie non troppo felici, il ’72, il ’73 e il ’74. Aveva tenuto in modo sorprendente. Colore vivo e non troppo mattonato, profumi ovviamente terziari ma con un ricordo di frutto in sottofondo. In bocca una splendida acidità a dargli una silhouette agile ed elegante, con tannini appena accennati e perfettamente integrati, Voto: 99. 

Più imponente l’85 Riserva, frutto di un’annata caldissima per quei tempi, ma con una nevicata e una successiva gelata in gennaio (chi c’era se la ricorderà) che aveva evitato alle viti di soffrire la siccità. Colore carico ma già granato, profumi eterei ed evoluti, sapore caldo, pieno, con tannini più consistenti e corpo di ottima struttura. Voto: 94. 

Poggio al Vento 1995 e Riserva 2005

Spettacolare il Poggio al Vento ’95, frutto di un’annata tardiva con una raccolta in pieno ottobre. Colore ricco e intenso, naso di grande complessità, con elementi di frutto evidenti, varietali, sfaccettati. Sapore teso e pieno, di ottimo corpo e molto equilibrato. Tannini vellutati sostenuti da un’acidità rinfrescante che lo rendeva irresistibile. Voto: 100. La perfezione per un Brunello. 

Torniamo nella normalità con la Riserva 2005, più semplice, anche se di ottimo livello. Profumi fruttati, molto piacevoli, sapore teso, equilibrato, con tannini giovanili ma non aggressivi e corpo di medio spessore. Voto: 92. 

Il 2015 e mezzo secolo di Brunello

Si torna su con il Poggio al Vento Riserva 2015, frutto di un’annata formidabile, calda, con perfette maturazioni del Sangiovese. Colore rubino luminoso, profumi fruttati e in parte eterei e speziati, sapore pieno, corpo di ottimo spessore che riesce a ipnotizzare i tannini rendendo il vino magari ancora giovanile, ma già molto equilibrato. Voto. 97. 

Una degustazione che ci ha portato a ricordare mezzo secolo di evoluzione del Brunello di Montalcino di Col d’Orcia e che è stata effettuata a Milano, all’enoteca Malfassi, e a Roma, da Pipero e al Trimani Wine Bar, con un prevedibile ed evidente successo.

PRODUTTORI

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