DegustazioniIn giro per cantine

L’avventura spumeggiante di Claudia e Giulia Benazzoli

Trentodoc Riserva Fulvio Pas Dosè Benazzoli, degustazione

Le sorelle Benazzoli “tornano a casa” con il loro nuovo Trentodoc, metodo classico 100% Chardonnay. Un’avventura spumeggiante voluta da papà e a lui dedicata.

Claudia e Giulia Benazzoli fisicamente le spalle grandi non le hanno, sono entrambe ben proporzionate. Figuratamente parlando però negli anni non si sono risparmiate in nulla. Del resto, chi è immune? Le sfide che la vita sottopone quotidianamente ne hanno forgiato il carattere, arricchendole in consapevolezza e forza. 

Le sorelle Claudia e Giulia Benazzoli
Le sorelle Claudia e Giulia Benazzoli


Quando lavori in viticoltura le sfide di certo non mancano, e non rimandare a domani quello che puoi fare oggi spesso e volentieri fa un’enorme differenza. Era questa una delle frasi preferite di
papà Fulvio Benazzoli, prematuramente scomparso nel 2021 lasciando le sue due figlie prive forse di un faro, ma pienissime di insegnamenti e soprattutto (orgogliosamente) senza paura. La paura è tua nemica, non averne ha permesso loro di andare avanti e scoprire cosa il futuro aveva in serbo per loro. Etica lavorativa, responsabilità e un pizzico di audacia sono ciò che, ai miei occhi, le identifica. 

Dopo essersi affermate come produttrici donne (vi sembrerà tutto già detto e già sentito… ma è un mondo di uomini e finché questo non cambia continuerete a sentirlo) nella produzione dei vini del lago di Garda. Diventano grandi ampliando i confini e producendo anche i vini della Valpolicella

L’avventura trentina

Trentine di nascita e fino al midollo non si sono accontentate e sono andate a cercare una nuova sfida, quella di produrre un metodo classico nella loro regione di origine. Sfida immediatamente accolta anche da papà Fulvio che in realtà pare le avesse precedute. Al solo accenno da parte delle “piccole donne” di voler produrre un metodo classico, le ha immediatamente instradate sul vigneto giusto. Già l’aveva individuato e già sapeva cosa farci. 

Ha così avuto inizio l’avventura con le bollicine, tipologia di vino questa che più di tanti altri ti insegna il valore del tempo. Si diventa pazienti, nel corso dell’attesa snervante di quelle bottiglie coricate all’interno della quali succedono cose che non puoi sapere. Vanno semplicemente lasciate in pace. E allora te le dimentichi per un po’, complice il destino che ti dà ben altro a cui pensare e quasi ti fa passare la voglia di dedicarti a quel progetto nuovo, che era nato in tre e di cui ancora non conosci il sapore. 

Benazzoli Trentodoc Riserva Fulvio Pas Dosè
Quel sapore però Giulia e Claudia l’hanno finalmente scoperto; un giorno per caso o forse per noia o forse per senso del dovere, quando decisero di
stapparne finalmente la prima bottiglia. In un attimo quel sorso, così nudo ancora, spoglio di tutto ma non del tempo e mai e poi mai dei ricordi, si è rivelato alle sorelle fin troppo famigliare riportandole lì dove tutto ha avuto inizio. Avevano prodotto un Trentodoc Riserva che sapeva di montagna, anzi, parole loro, sapeva di Trentino. 

Un vino descrittivo ed evocativo 

Dopo il mio assaggio lo confermo: sa di quella fatica che si prova durante le camminate della domenica mattina, a passi piccoli e costanti con lo zaino in spalla. Papà Fulvio gliele faceva fare da sempre. Sa della soddisfazione di aver raggiunto la vetta non senza aver superato ostacoli, anche quelli la cui pendenza li faceva sembrare insormontabili. Il Trentodoc Riserva Fulvio 2019 dosaggio zero sa di vittoria, di due sorelle, giovani donne che credono nei loro valori e, non so bene come facciano, li sanno trasmettere anche al vino. 

Ho assaggiato il loro nuovo vino, in tiratura limitatissima a 2500 bottiglie. Ne ho apprezzato il gusto, ovviamente, ma quello che mi sono portata a casa è stato molto di più. 

In bocca al lupo a Claudia e Giulia per questa nuova avventura spumeggiante. Con l’augurio che possano tornare a casa tutte le volte che vogliono, a patto che poi facciano sempre ritorno perché il mondo del vino veronese ha bisogno di loro. 

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