Degustazioni

Sorelle Bronca, dall’Est all’Ovest

Un’azienda nella regione del Prosecco Superiore che non conosce sosta, con uno studio di microzonazione per produrre vini che valorizzassero il territorio secondo le sue diverse espressioni.

Sorelle Bronca nasce nel 1989, a Colbertaldo di Vidor (TV), quando le sorelle Antonella e Ersiliana ereditano campi e passione per la produzione del vino dal papà e dal nonno. Siamo nel Conegliano Valdobbiadene, nella core zone del territorio collinare patrimonio Unesco. Qui si producono circa 350.000 bottiglie tra Prosecco Superiore Docg e Colli di Conegliano bianco e rosso Docg, da 25 ettari di vigneti di proprietà. Proprio questi vigneti hanno ispirato la produzione delle sorelle che oggi è principalmente caratterizzata da tre etichette “Particella”, e poi da “L’Est” e “L’Ovest”, due Prosecco Superiore realizzati rispettivamente con le uve dei vigneti della zona di Conegliano, a est della denominazione, e della zona di Valdobbiadene, per quanto riguarda ovest.

La Glera quindi regna sovrana, con qualche varietà minore per il Prosecco, affiancata da Incrocio Manzoni, Riesling, Pinot Bianco e Sauvignon per i vini bianchi. Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Marzemino per i rossi.

Parola d’ordine per le Sorelle è microzonazione; ideale che prende ulteriormente forma con l’istituzione di un vero e proprio protocollo di vinificazione dedicato ai vini da Particella. Protocollo che diventerà oggetto di studio e di divulgazione scientifica con la sua pubblicazione verso l’inizio del 2024, a firma dell’enologo Federico Giotto e collaboratori.

Il progetto è nato da uno stimolo che le sorelle hanno ricevuto dal mercato. Il mondo chiedeva Cartizze riconoscendolo come la punta di diamante della produzione del Conegliano Valdobbiadene. Impossibilitate a produrlo non possedendone nemmeno una parte si è pensato come poter sopperire a questa mancanza apparente. Così si è individuato l’appezzamento migliore la cui produzione, mantenuta separata da tutto, avrebbe rappresentato il fiore all’occhiello dell’azienda.

La prima Particella nata è la P68, a seguire la P232 e la P181. Tre espressioni di Glera tutte Docg e tutte e tre Rive. In etichetta frontale però riportano solo la lettera P seguita dal numero corrispondente. Una scelta che ha avuto luogo la prima volta quando ancora le Rive non erano state codificate ma già l’azienda sentiva l’esigenza di valorizzare il territorio secondo le sue diverse espressioni.

Certo, va detto che le tre P hanno anche tre dosaggi diversi. Come sappiamo il dosaggio modifica il contenuto zuccherino del vino e ne condiziona il profilo organolettico, ma non è questo il punto. Perché nel caso delle Particella va inteso come un ulteriore mezzo per valorizzare le diversità intrinseche. Ciò che rende realistica e misurabile la differenziazione sono i valori pedoclimatici di ciascuna particella. Composizione del suolo, profondità, contenuto in minerali, sostanza organica, nutrienti e acqua; uniti a esposizione, altitudine, pendenza e temperature.

Alle tre P segue un recentissimo cambio immagine e nome anche per il Brut e l’Extra Dry. I due Prosecco Superiore oggi hanno un nome proprio: rispettivamente L’Est e L’Ovest, per sottolineare la doppia anima della denominazione e anche di Sorelle Bronca che hanno vigneti sai a est che a ovest. Un cambio immagine che non tradisce la natura originale di questo due vini, ma semplicemente aggiunge un tassellino in più alla loro valorizzazione.

Inaspettatamente degno di nota, non perché me lo aspettassi cattivo, forse più perché ne ignoravo l’esistenza, è il SerBele. Colli di Conegliano Riserva Rosso, esiste pure un disciplinare, pure Docg! Se penso a tutte le volte che sono stata sul territorio e non me ne sono mai accorta dovrei vergognarmi. In realtà questi vini sono un po’ tenuti nascosti, e rivelati solo dopo che il principe indiscusso, Prosecco Superiore, ha fatto la sua comparsa. Taglio bordolese, in questo caso è in prevalenza Cabernet Sauvignon e Merlot, con aggiunta di Cabernet Franc e Marzemino come da disciplinare. Riposa 3 anni in cantina per poter diventare riserva, di cui 2 in barrique e 1 in bottiglia. Sosta minima in legno regolamentata pari a 6 mesi. Assaggiato nell’annata 2011, ancora in forma, potente e concentrato, ricco in colore e trama. Riassaggiato super volentieri nella versione 2018; fruttato, piacevolmente vegetale e fresco al palato. Un vino ingannevole che nasconde struttura e forza sotto una veste invitante dal colore brillante e vibrante… una vera scoperta!

PER LEGGERE LE DESCRIZIONI DEI VINI, CON IL PUNTEGGIO E IL PREZZO MEDIO A SCAFFALE, CLICCA SULLE SCHEDE SOTTOSTANTI.

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