L’olio evo (extravergine d’oliva) si conferma simbolo della cucina italiana e motore dell’export, nonostante le tensioni sui mercati. A SOL Expo 2026, dal 1° al 3 marzo a Veronafiere, focus su consumi, internazionalizzazione e nuove sfide del settore. Dalla Consumer survey Nomisma ai dati sull’export e alla presenza di 80 top buyer esteri, l’olio evo italiano rafforza il suo ruolo strategico per il Made in Italy.
L’olio extravergine d’oliva è il “bronzo” della tavola italiana
L’olio evo conquista il terzo posto tra i prodotti più rappresentativi della cucina italiana, dopo pasta e pizza e davanti al vino. È quanto emerge dalla nuova Consumer survey Nomisma realizzata per SOL Expo e presentata in anteprima a Verona.
Secondo l’indagine (2.000 interviste), l’olio evo è presente nel 96% dei carrelli della spesa ed è considerato ingrediente irrinunciabile. Un intervistato su due lo indica come simbolo della tavola tricolore, protagonista anche del riconoscimento Unesco alla Cucina italiana.
L’acquisto è guidato soprattutto dall’origine – ritenuta molto importante da oltre la metà dei consumatori – con attenzione a Dop e Igp e crescente interesse per le proprietà salutistiche. L’olio evo è percepito come “superalimento naturale”: l’83% degli intervistati si dichiara più incentivato all’acquisto dopo averne conosciuto i benefici per la salute.
Cresce anche l’interesse per l’oleoturismo (45% degli italiani pronti a valutarlo) e per l’esperienza in ristorazione: per il 49% le informazioni su produttore e abbinamenti influenzano la scelta, mentre per il 34% l’esperienza al ristorante incide sugli acquisti al supermercato.
Export: +21% a volume, frenano i valori
Sul fronte internazionale, l’Osservatorio SOL Expo (dati Istat e Nielsen) evidenzia un quadro articolato.
Tra gennaio e novembre 2025 l’export di olio evo italiano ha superato 1,9 miliardi di euro, in calo del 16% a valore rispetto al 2024 (anno influenzato dai prezzi medi elevati), ma in crescita del 21% a volume, con 272mila tonnellate esportate.
Il mercato extra-Ue (64% del totale) segna +20,3% a volume e -15,2% a valore; l’Ue +23% a volume e -17% a valore. Nella top five dei mercati: Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e Giappone. La Corea del Sud supera il Regno Unito con crescite a tripla cifra e +53,4% a valore.
Pesano invece i dazi negli Usa (-26,6% a valore) e il rallentamento della Francia (-35% a valore, -2,6% a volume).
Mercato interno: prezzi giù, acquisti stabili
A gennaio 2026, nella Gdo italiana, le vendite complessive di olio evo segnano +1,1% a volume ma -16% a valore, complice il calo dei prezzi medi (da 8,8 a 7,12 euro/litro). Le confezioni vendute calano dell’1,4%.
L’olio evo italiano, che rappresenta un terzo del mercato oleario in Gdo, registra un prezzo medio di 10,84 euro/litro contro i 7,12 euro/litro del prodotto comunitario, con una contrazione delle bottiglie del 14%. Il valore delle vendite a gennaio si attesta a 26 milioni di euro, contro i 73 milioni dell’olio comunitario.
Sul fronte produttivo, l’Italia torna su livelli ordinari con 293.908 tonnellate (dato al 18 febbraio 2026). La Puglia guida con oltre 151mila tonnellate, seguita da Calabria (43mila) e Sicilia (41mila): insieme rappresentano l’80% della produzione nazionale.
SOL Expo 2026: business, cultura e internazionalizzazione
Dal 1° al 3 marzo 2026, SOL Expo torna a Veronafiere con oltre 200 aziende da Italia, Slovenia, Spagna e Ungheria e 15 regioni produttrici presenti.
Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente di ITA-Italian Trade Agency Matteo Zoppas e il direttore esecutivo del Consiglio Oleicolo Internazionale Jaime Lillo López.
Il piano di incoming con ITA porterà a Verona 80 top buyer da 25 Paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone, Cina, Germania, Francia e Arabia Saudita, rafforzando la proiezione internazionale dell’olio evo made in Italy.
Ampio spazio a formazione e cultura, con convegni dedicati alle sfide di mercato, alla sostenibilità e al paesaggio olivicolo, oltre a show cooking, degustazioni guidate e masterclass. La Federazione Italiana Cuochi presenterà il “Piatto Unesco”, celebrando l’olio come elemento identitario della cucina italiana.
SOL Expo si conferma così hub strategico per l’intera filiera: un punto di incontro tra produzione, ristorazione, distribuzione e mercati esteri, in un momento chiave per il posizionamento dell’olio extravergine italiano nel mondo.



