Dalla professione forense alla viticoltura: Teresa Mincione cambia vita e rilancia il patrimonio enologico dell’Alto Casertano. Con Pallagrello e Casavecchia interpreta il territorio in chiave contemporanea, puntando su eleganza, freschezza e autenticità. Un progetto giovane ma già definito, nato da vigne storiche e scelte precise. Ce ne parla Antonella Amodio.
Una passione che diventa scelta
Pallagrello e Casavecchia incarnano il sogno di Teresa Mincione: due antiche uve autoctone del territorio casertano che oggi coltiva sulle colline caiatine, raccolte come un’eredità preziosa da custodire e tramandare.
La sua è una storia che nasce nel mondo del vino attraverso un percorso personale che dimostra come una passione autentica, coltivata negli anni, possa trasformarsi nella forza capace di cambiare radicalmente vita. Nulla lasciava immaginare, quando ha iniziato ad avvicinarsi al vino, che un giorno ne sarebbe diventata produttrice.
Dalla professione forense alla vigna

Per anni Teresa esercita la professione di avvocato penalista, passando dalle aule giudiziarie ai filari di vite. Parallelamente si diploma sommelier, consegue un master di specializzazione a Roma e orienta i suoi viaggi verso alcune delle più importanti regioni vitivinicole europee.
Per oltre un decennio è collaboratrice e degustatrice della guida Slow Wine, raccontando e valutando il vino degli altri.
L’incontro decisivo
A un certo punto scatta qualcosa: Teresa capisce che il tribunale non è più il suo futuro e decide di dedicarsi completamente al vino. In quel momento l’azienda Terre del Principe, fondata da Manuela Piancastelli e Peppe Mancini (tra i primi a credere nella valorizzazione dei vitigni dell’Alto Casertano), stava per chiudere il proprio percorso.
L’incontro con loro diventa decisivo. Nel 1987 Teresa acquista uno dei vigneti più rappresentativi dell’azienda, Vigna Monticelli, impiantata a Casavecchia, Pallagrello Bianco e Pallagrello Nero: una parcella che conosce bene e di cui ha imparato negli anni a stimare il potenziale, avendone più volte degustato il vino.
I vigneti e il territorio
In poco tempo si ritrova con gli stivali in vigna e, poco dopo, entra nel progetto anche Vigna Bosco Agnese, due ettari dedicati al Pallagrello Bianco.
I vigneti si trovano tra Caiazzo e Castel Campagnano, in un paesaggio collinare che guarda verso i Monti del Matese, a cui si aggiunge un piccolo appezzamento a Pontelatone. Un contesto panoramico che apre lo sguardo sulla bellezza del territorio. Il vento è una presenza costante e i suoli, composti da arenarie e argilla, favoriscono drenaggio e fertilità. Intorno, boschi e siepi naturali contribuiscono alla biodiversità.
È proprio questa dimensione agricola a conquistare Teresa. Vigna Monticelli, di circa 3 ettari, allevata a pergola e con quasi quarant’anni di età, rappresenta uno dei punti cardine del progetto: da qui nascono vini che, secondo Teresa, possiedono un’eleganza naturale e spontanea.
Vitigni e identità
Il lavoro in vigna e in cantina si concentra sui vitigni autoctoni del territorio casertano: Pallagrello Bianco e Nero e Casavecchia. I primi due sono citati nella Vigna del Ventaglio borbonica della Reggia di Caserta; il secondo resta avvolto nel mistero, con origini non del tutto chiarite.
Varietà profondamente legate al territorio, con il Casavecchia che trova una delle sue espressioni più autentiche proprio nel caiatino, dove riesce a dare risultati difficilmente replicabili altrove.
È proprio questo vitigno ad affascinare maggiormente Teresa, che sceglie di proporne una lettura più contemporanea. Spesso interpretato con estrazioni importanti e lunghi passaggi in legno, viene da lei alleggerito per mettere in evidenza eleganza, slancio e identità varietale.
La nascita della cantina
Nel 2021 nasce la cantina Teresa Mincione, che a settembre farà la sua sesta vendemmia. Il primo vino, prodotto in poco più di 1.600 bottiglie, si chiama “Nulla è per caso”: un Casavecchia affinato in anfora, dal profilo snello. Il nome racconta il senso del progetto, fatto di incontri e passaggi che sembrano seguire un disegno preciso.
Dal 2023 Teresa si avvale della consulenza enologica di Vincenzo Mercurio e, fin dall’inizio, della collaborazione agronomica di Vincenzo Coppola.
Filosofia produttiva
La filosofia produttiva è orientata alla tipicità e all’autenticità, con vini che cercano equilibrio, eleganza e dinamismo attraverso un lavoro che punta più a togliere che ad aggiungere.
Nasce così una lettura contemporanea di Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia, vinificati in purezza e raccolti nelle etichette Nulla è per caso, Sabbie al Vento e La Luna e il Ventaglio.
Oggi
La cantina conta 6 ettari vitati per una produzione di circa 10.000 bottiglie. Teresa trascorre gran parte del suo tempo tra le vigne, osservando i suoi vini con uno sguardo nuovo: non più da critica, ma da produttrice.
Un cambio di prospettiva che rende ogni scelta ancora più consapevole e ogni vino parte di un progetto personale.
Terre del Volturno Nulla è per caso 2021 Teresa Mincione
Punteggio: 93/100
Prezzo medio: € 36,00
100% Casavecchia. Anfora.
Granato luminoso. Profumi di sottobosco e frutta rossa. In seconda battuta accenno di macchia mediterranea. Ampio, avvolgente e di buona struttura. La freschezza è la sua nota distintiva che invita alla beva.
Terre del Volturno Sabbie al Vento 2023 Teresa Mincione
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 36,00
100% Pallagrello Nero. Anfora.
Rubino chiaro. Profilo aromatico di frutti neri, leggera spezzatura e note affumicate. Sorso fresco, snello e succoso.
Terre del Volturno La Luna e il Ventaglio 2024 Teresa Mincione
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 36,00
100% Pallagrello Bianco. Anfora.
Giallo paglia luminoso. Profumi di frutta gialla e fiori bianchi. In seconda battuta una nuance di fiori d’arancio. Ampio e salino al sorso, fresco e persistente.






