DegustazioniIn giro per cantine

I 10 anni di Costa Arente

Costa Arente vigneti

Costa Arente festeggia 10 vendemmie. Un percorso fatto di crescita e presa di consapevolezza. Dieci anni in cui l’identità aziendale ha preso forma e la tecnologia ha assunto un ruolo sempre più importante nel tutelare origine e originalità. Ce ne parla Sissi Baratella.

Certificata SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), Costa Arente conduce la coltivazione della vite nel rispetto della biodiversità, con filari inerbiti e protocolli sia in campagna che in cantina meno invasivi possibile. 

La storia e il team

Costa Arente villa
Era il 2015 quando Costa Arente con i suoi 42 ettari, di cui 18 vitati a bacca rossa, entra a far parte del mondo di
Genagricola e poi quindi delle Tenute del Leone Alato. A capo di un team giovane e motivato c’è Giovanni Casati, enologo e direttore tecnico, a sua volta supervisionato dalla consulenza di Riccardo Cotarella

Costa Arente si trova in Valpantena, sottozona della Valpolicella a nord di Verona. Valpantena e Classico sono le due sottozone ammesse in Valpolicella. La Valpantena, lo dice anche il nome, corrisponde anche a una delle 11 vallate che caratterizzano la Valpolicella. Tutte disposte da nord a sud, più o meno parallelamente tra loro. Polmone verde della Valpolicella, non è una vallata lunghissima ma ricca in biodiversità e realtà produttive.

Tre pilastri aziendali

Costa Arente team Masterclass

A delinearli è stato Igor Boccardo, AD Leone Alato, prima su tutti la Coerenza, stilistica e produttiva; uno stile e una produzione in funzione l’uno dell’altra. Poi il Territorio, tra ciò che offre e ciò che rende possibile. Infine la Tradizione, con il vino prodotto nel rispetto della cultura del luogo. 

Nei dieci anni dall’acquisizione l’azienda è cresciuta nella direzione del rispetto di questi tre principi, di pari passo all’avanzare della tecnologia e del suo sapiente impiego. 

La Valpantena

Costa Arente panorama
Se per la sottozona Classico le menzioni in etichetta non mancano (e rappresentano ben 3.656,06 ettari su 8.613,73 tot della denominazione), quando si parla di Valpantena è più difficile vederla citata (
solo 244,48 ettari in totale). Eppure la sua importanza come zona è fuori da ogni dubbio. 

Tra i polmoni verdi della denominazione, qui i vigneti salgono facilmente fino a 300-350 metri s.l.m. Godono di esposizioni differenti, di sbalzi termini tra il giorno e la notte e della ventilazione costante proveniente da nord. A ridosso dei boschi della sovrastante Lessinia, la vallata è di media larghezza raggiungendo la città di Verona nel giro di 8 km. 

La sua identità nel calice non è facile da identificare, sicuramente è sfaccettata. Sfrutta le sensazioni balsamiche che in questa zona emergono più facilmente, unite a quella eleganza e verticalità garantite da suoli magri e bianchi. Per concludere arriva il metodo che talvolta riempie, impreziosisce, rifinisce e dona riconoscibilità. 

L’Amarone che vorrei

Costa Arente cantina

Dopo una verticale di Amarone della Valpolicella Valpantena, dal 2016 al 2020, possiamo affermare che la direzione è quella giusta. Le nuove annate presentate in anteprima hanno davvero dato una scossa alla produzione, riuscendo pur sempre a rimanere fedeli a un’idea di vino territoriale. 

Se dovessi dare un titolo all’Amarone Costa Arente 2020 quello sarebbe l’”Amarone che vorrei”. Riconoscibile, rimane un vino importante eppure così contemporaneo alla beva

Il salto dalla 2019 alla 2020 e dalla 2018 alla 2019 per Amarone Riserva è una vera e propria dichiarazione di intenti. Parola d’ordine: frutto. Sempre presente, dai sentori puliti e netti, per poi lasciare spazio alla complessità delle note balsamiche e di quelle più legate alla tostatura. Equilibrio tra alcol, acidità e qualche zucchero residuo che sono certa darà soddisfazione in affinamento in bottiglia. Poi c’è la Riserva. 

Un gioco di ruoli quello tra Amarone e Amarone Riserva davvero ben riuscito dove il primo cede il passo al secondo; più forte, impattante e stupefacente. Una vera Riserva insomma, un vino indipendente nettamente superiore in struttura, alcol, persistenza e impatto rispetto all’Amarone. Entrambi vini figli di progetti che nascono in vigna, prendono forma in fruttaio e cantina, destinati ad essere celebrati dalla bottiglia al calice.  

Amarone della Valpolicella Valpantena Riserva 2019 Costa Arente

Amarone della Valpolicella Valpantena Riserva 2019 Costa Arente

Faccino DoctorWinePunteggio: 96/100
Prezzo medio: € 90,00

Corvina, Corvinone e Rondinella appassite. Matura 3 anni in tonneau, 1 anno in botte di Slavonia.
Rubino intenso. Naso con note che vanno dal petalo di rosa alla foglia di tabacco. Sempre più materico regala sensazioni di torba e caffè, poi sopraggiunge la frutta nera surmatura. Il palato è balsamico, salato. Con un finale persistente, pulito e una tensione potente. 

Amarone della Valpolicella Valpantena 2020 Costa Arente

Amarone della Valpolicella Valpantena 2020 Costa Arente

Punteggio: 94/100
Prezzo medio: € 50,00

Corvina, Corvinone e Rondinella appassite. Matura 2 anni in tonneau, 1 anno in botte di Slavonia.
Rubino con bordo leggermente granato. Naso concentrato tra la frutta rossa e la spezia dolce. Qualche nota di miele di acacia. Al palato è a tratti piccanti, vibrante e sapido. L’acidità persistente rende l’esperienza gustativa tridimensionale. 

PRODUTTORI

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