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#lamossaperfetta, la Bonarda fa sistema

Oltrepò Pavese Bonarda Mossa Perfetta

Nell’Oltrepò Pavese quattordici aziende del Distretto del Vino di Qualità rilanciano la Bonarda con un progetto collettivo, riservato a produttori a filiera chiusa e regolato da parametri più severi della Doc.

Un progetto, non un’etichetta

#lamossaperfetta nasce da un’idea precisa: togliere la Bonarda Frizzante dell’Oltrepò Pavese dalla zona grigia del vino “facile” e a basso prezzo e restituirle identità, dignità territoriale e riconoscibilità. Da qui la scelta di un gruppo di produttori di fare sistema e riportare ordine: definire uno stile, fissare regole più stringenti, costruire un racconto coerente.

Non un vino, ma un’idea di vino.
Non un marchio, ma una piattaforma associativa.

Fare sistema: l’associazione

Il progetto è promosso da un gruppo di aziende riunite nel Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese. Non è un dettaglio organizzativo: è una presa di posizione. Oggi i produttori coinvolti sono quattordici, uniti dall’idea che la Bonarda, per essere credibile, deve smettere di essere frammentata e iniziare a parlare con una voce riconoscibile. Può rafforzare l’immagine complessiva dell’Oltrepò Pavese, inoltre, proprio se viene proposta come patrimonio collettivo.

Le aziende restano autonome, ma si riconoscono in un perimetro comune. L’obiettivo non è uniformare, ma dare una direzione.

Produttori Bonarda Oltrepò Pavese
La filiera chiusa come requisito imprescindibile

Non è un progetto aperto a qualsiasi imbottigliatore. Una delle condizioni essenziali per aderire è essere produttori a filiera chiusa: vignaioli che coltivano le proprie uve, vinificano in casa e imbottigliano direttamente. Nessuna scorciatoia.

È una scelta identitaria prima che tecnica. Significa responsabilità totale sul prodotto e legame reale con il territorio. In altre parole, la Bonarda che ne esce non è solo “fatta in Oltrepò”: è pensata, coltivata, trasformata e firmata integralmente lì. 

Regole più severe per ridare valore alla Bonarda

Il progetto si fonda su un regolamento produttivo più restrittivo rispetto al disciplinare della Bonarda dell’Oltrepò Pavese Doc. Croatina al 100%, uve di collina, rese più basse, rifermentazione naturale, limiti più restrittivi su zuccheri e solfiti.

Tradotto nel bicchiere: meno concessioni alla dolcezza facile, più precisione sul frutto, carattere frizzante naturale, maggiore equilibrio. Una Bonarda che torna a essere vino da tavola nel senso originario, non bevanda occasionale.

Qualità verificata, non solo dichiarata

Non basta aderire al progetto. I vini vengono verificati anche da un laboratorio esterno, il B.LAB di Alba, con analisi e degustazione. È un passaggio che rafforza la credibilità dell’iniziativa: le regole non sono dichiarative, ma applicate, per dimostrare che quella Bonarda corrisponde davvero al canone organolettico fissato dai produttori

Un racconto corale per un vino identitario

#lamossaperfetta vive anche online, tra video e schede dei produttori. Per raccontare il progetto, i volti, le aziende, le diverse interpretazioni della Bonarda. La logica è chiara: mostrare le differenze senza perdere il filo comune. Ogni azienda racconta la propria Bonarda, ma dentro un’identità riconoscibile.

È qui che #lamossaperfetta funziona davvero: come chiave di lettura, non come slogan.

La bottiglia simbolo come sintesi

Solo alla fine arriva la bottiglia simbolo. Serve a rendere concreta la visione condivisa: una Bonarda rotonda, centrata sul frutto, con struttura misurata e vocazione gastronomica.

Bonarda La Mossa PerfettaNon è in vendita e non porta il nome di una cantina. Porta quello del progetto #lamossaperfetta, proprio perché funziona come simbolo del messaggio che i produttori vogliono trasmettere.

L’abbiamo assaggiata: il vino nel calice risponde coerentemente all’idea dei produttori: una Bonarda Frizzante estremamente piacevole e tipica, dal frutto esplosivo, golosa al palato titillato dalla leggera carbonica, con una lieve rusticità che ne caratterizza l’autenticità. Allo stesso momento un vino antico ed estremamente moderno.

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