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I nuovi “Vini Fini” di Fontanafredda

Fontanafredda collezione vini fini

La cantina di Barolo Fontanafredda lancia una nuova collezione di 8 etichette, che intende raccontare la diversità del paesaggio vitivinicolo delle Langhe, dando la parola anche alle uve più pop dell’areale. Per vini buoni e inclusivi, sotto tutti gli aspetti, come racconta Flavia Rendina.

Continua il processo di evoluzione messo in atto dal giovane Andrea Farinetti a Fontanafredda, storica azienda delle Langhe, con 120 ettari di vigneti certificati biologici. Dopo il manifesto del “Bosco vigna” lanciato lo scorso anno allo scopo di preservare la biodiversità del patrimonio Unesco delle Langhe, il produttore ne ha pensata un’altra: una collezione di vini democratici, inclusivi e identitari.

Vini Fini”, questo il nome della collection di 8 etichette che intende essere un modo per raccontare la ricchezza e la diversità del paesaggio vitivinicolo delle Langhe, dando la parola anche alle uve meno inflazionate dell’areale, ormai dominato da re Nebbiolo. «Con i Vini Fini siamo in cerca della sfumatura che può dare il singolo terroir – ha affermato Farinetti – quindi non un’idea di perfezione, ma di unicità: il neo di Marilyn Monroe. Spesso cerchiamo di targhetizzarci in categorie prestabilite, ma il mondo del vino è molto più complesso». 

Non c’è una regola prestabilita

Fontanafredda, Alberto Grasso, Antonio La Placa, Gabriele Gorelli, Andrea Farinetti e Giorgio Lavagna
Fontanafredda, l’agronomo Alberto Grasso, il direttore commerciale Vinventions Antonio La Placa, il Master of Wine Gabriele Gorelli, il produttore Andrea Farinetti e l’enologo Giorgio Lavagna

Un modo libero di pensare il vino, al di fuori dai preconcetti e dalle categorizzazioni cui oggi si affida l’universo enologico, da un punto di vista anche tecnico-produttivo, aperto a vinificazioni alternative e combinate tra loro per esaltare il carattere di ogni vigna. «Il bello del nostro mestiere è che non c’è una regola – ha affermato Giorgio Lavagna, enologo di Fontanafredda – per cui tutto può cambiare in funzione delle nostre scelte, dei suoli e dell’annata».

Un appello alla libertà e all’inclusività nel vino, ma anche all’attenzione, che deve essere di tutti, di fare un prodotto migliore «per noi, per chi lo beve e per il pianeta – ha sottolineato Farinetti -. Per questo abbiamo deciso di rievocare una classificazione antica, rilanciando il concetto di Vini Fini, che già in passato rappresentava i grandi vini ma più democratici».

Il “Certificate of Plastic Action” di Vinventions

Gli dà ragione Gabriele Gorelli, primo Master of Wine Italiano e Brand Ambassador Vinventions, che ha conferito a Fontanafredda il “Certificate of Plastic Action” per aver riciclato 1.069 kg di plastica con la sua scelta di tappi Nomacorc in plastica riciclata.

«Quello di “vini fini” è un concetto storico, risalente alla fine dell’Ottocento, quando si scriveva nelle carte “vini fini e di lusso” – ha raccontato Gorelli –. Una distinzione fondamentale, perché il vino “fine” non è necessariamente un vino collezionabile, dai prezzi iperbolici, ma è sicuramente un vino in cui si curano i dettagli, in cui c’è comunicatività tra territorio e calice. È un vino furbo nel senso più positivo del termine, perché, e qui quoto Andrea, è stato applicato quel trattamento che in Piemonte si riserva pressoché solo al Nebbiolo, anche a varietà meno conosciute e meno testate su questa strada. Una scelta che acquisisce ancora più senso se inserita in una gamma di otto territori e varietà, perché tante corde di una stessa arpa».

La collezione

Pura consistenza di sottile spessore” è il claim, apparentemente un ossimoro, che definisce la collezione di otto vini (per il momento, perché è già in cantiere un rosato), sintesi perfetta del Piemonte vitivinicolo: Roero Arneis Docg Val di Tana; Colli Tortonesi Doc Derthona; Gavi del Comune di Gavi Docg Cortem; Langhe Doc La Lepre; Barbera d’Alba Superiore Doc Papagena; Nebbiolo d’Alba Doc Marne Brune Grappolo Intero; Langhe Chardonnay Doc Ampelio e Moscato d’Asti Docg Moncucco.

Andrea Farinetti li ha presentati con il supporto del sopracitato enologo Giorgio Lavagna e dell’agronomo di Fontanafredda Alberto Grasso, in occasione dell’evento di presentazione che si è tenuto a giugno presso Langosteria Bistrot, a Milano, durante il quale sono state abbinate ciascuna (eccetto il Cortem, non presentato) a una portata.

Tris di tartare per l’Arneis, il Timorasso e il Dolcetto

Menù Langosteria per Fontanafredda
Ha aperto le danze un tris di tartare: ricciola con salsa jalapeño abbinata al
Roero Arneis Val di Tana 2023; dentice con giardiniera in agrodolce per il Derthona Timorasso 2023 e tonno rosso con salsa alla pantesca per il Langhe La Lepre 2024. «Vini che sono frutto di un progetto molto lungo, avviato nel 2017, che ha portato a tre versioni molto diverse da quella usuale del vitigno, a partire dalla scelta dei vigneti» ha spiegato l’agronomo Grasso. 

«Ne derivano un Arneis meno classico, vinificato a grappolo intero intervallandolo con parte di pigiato, per una fermentazione più lenta che garantisce aromi più complessi e una maggiore longevità – ha proseguito l’enologo Lavagna –. Il Timorasso, invece, è stato fermentato acciaio e passato per un 5% in anfora di terracotta, per dare una piccola apertura agli aromi che di solito sono molto lenti a manifestarsi, perché è un’uva che ha bisogno di tempo in riduzione».

Terzo protagonista, il Dolcetto, uva cara ai Piemontesi ma sempre più espiantata per fare spazio al Nebbiolo, che in questo caso proviene da una vigna di Diano d’Alba «zona di sostanza e profondità – ha spiegato Lavagna – ma che grazie a una vinificazione ripartita, per metà, ad acino intero con successivo passaggio in botte grande, e l’altra, pigia diraspata, che sosta in cemento, acquisisce un carattere di frutta croccante che normalmente non ha».

Ventresca di tonno con la Barbera e orata alla siciliana col Nebbiolo

La ventresca di tonno alla griglia con pak choi e salsa al peperoncino ha accompagnato la Barbera d’Alba Superiore Papagena 2022, seguita dall’orata del Mediterraneo alla siciliana con chips di patate e scarola strozzata in abbinamento al Nebbiolo Marne Brune 2023: entrambe una riuscita conferma dell’abbinabilità di vini rossi e pesce.

«Vitigno bistrattato, la Barbera – ha affermato Grasso – qui cresce sui suoli ricchi di calcare di Serralunga d’Alba ed è stata affinata in legno. Il Nebbiolo invece – ha proseguito – nasce in una vigna nel comune di Alba, a metà strada tra Langa e Roero, dai suoli misti di marne e sabbie. Una zona calda, in cui il Nebbiolo è vigoroso e potente, ma produce poco». È fatto vinificato per il 50% con grappolo intero alternato a strati di pigiadiraspato e affinato in grandi botti di rovere, tranne un 10% che affina in anfora di terracotta, a favore di una bevibilità incontrastata.

Calamarata con scorfano per lo Chardonnay

Come è usanza della Langosteria, il primo piatto è stato servito alla fine, così anche Andrea ha deciso di sovvertire l’ordine classico di servizio del vino, accompagnando la calamarata con scorfano, basilico e crumble al peperoncino con lo Chardonnay Ampelio 2023.

«Un rosso travestito da bianco, da sempre prodotto in azienda, ma che negli anni abbiamo deciso di sottoporre a “revisione”, cambiando il bacino di uve – spiega Farinetti –. Abbiamo acquistato una vigna detta Monsignore a 620 metri di altitudine sul “mare di Castino”. Una zona di gesso e calcare dove si fa Chardonnay per Alta Langa, ma che noi abbiamo deciso di fare fermo, vinificandolo per il 30% in legno nuovo e lasciandolo sulle proprie fecce a lungo».

Con il Moscato, mousse al passion fruit

Chiusura dolce con mousse al passion fruit e salsa ai lamponi con il Moscato Moncucco 2023, «il vino più bistratto del Piemonte – ha affermato Andrea – ma che resta comunque l’uva più piantata in regione, dove ha scontato negli anni il problema della mancanza di capitale investito nella terra. Invece, occupa una zona che ha grandi potenzialità ed esperienza artigianale, che oggi potrebbe finalmente vivere un rinascimento grazie alla richiesta di vini poco alcolici, per i quali è naturalmente vocato, riuscendo magari a contenere la concentrazione zuccherina lavorando bene su esposizioni, altitudini e maturazioni».

Ultima curiosità: le etichette – tutte in un elegante bianco panna che richiama anche la capsula – sono state pensate e disegnate in prima bozza proprio da Andrea Farinetti, esprimendo una simbolicità che richiamasse in modo semplice e immediato le peculiarità della microzona racchiusa in ogni bottiglia. 

Infine, tutti i vini hanno un prezzo di vendita al pubblico compreso tra i 15 e i 20 euro, che li rende, realmente, un bere democratico di qualità.

Roero Arneis Val di Tana 2023 FontanafreddaRoero Arneis Val di Tana 2023 Fontanafredda

Simbolo Qualità-PrezzoPunteggio: 89
Prezzo sulla “Bottega” on line del produttore: € 15,40

Arneis 100%. Acciaio, sulle fecce fini. Oro brillante con nuance verdoline. Note di frutta gialla matura corredata da nocciola fresca e mallo di noce. Bocca ricca e consistente, già bilanciata sebbene ancora percorsa da un’acidità scalpitante indizio di giovinezza. Coerenti i ritorni di frutta a guscio.

Colli Tortonesi Derthona 2023 FontanafreddaColli Tortonesi Derthona 2023 Fontanafredda

Punteggio: 92
Prezzo sulla “Bottega” on line del produttore: € 18,40

100% Timorasso. 10 mesi sulle fecce fini, acciaio e 5% in anfora di terracotta. Oro brillante. Apre al naso con un delicato fumé di pane tostato, seguito da fragranti note di fiori di ginestra, frutta bianca e pompelmo. Al sorso rivela ottima pienezza, spessore e una freschezza ancora pungente. Il finale è lungo e coerente, persino rotondo, per un vino dalle spalle larghe, che si farà.

Langhe Chardonnay Ampelio 2023 FontanafreddaLanghe Chardonnay Ampelio 2023 Fontanafredda

Punteggio: 92
Prezzo sulla “Bottega” on line del produttore: € 20,40

100% Chardonnay. Botte grande e acciaio, sulle fecce. Oro chiaro. Al naso è delicato ed evidenzia ancora giovanili sentori di agrumi gialli e fiori di acacia, tra appena più complesse nuance di nocciola e foglia di fico. La bocca, invece, è già resa godibile da una burrosità coinvolgente, che regala un sorso coerente nei ritorni e progressivo. Da attendere per apprezzarlo al massimo.

Langhe La Lepre 2024 FontanafreddaLanghe La Lepre 2024 Fontanafredda

Simbolo Qualità-PrezzoPunteggio: 87
Prezzo sulla “Bottega” on line del produttore: € 15

100% Dolcetto. 6 mesi tra botte grande e cemento. Rubino trasparente. Naso aperto e molto fruttato di ciliegia fresca, con delicate nuance di fiori e spezie. L’assaggio è coerente, molto agile e fresco, con un tannino piacevolmente burbero a dare croccantezza alla beva. Chiosa fruttata.

Barbera d’Alba Superiore Papagena 2022 FontanafreddaBarbera d’Alba Superiore Papagena 2022 Fontanafredda

Punteggio: 91
Prezzo sulla “Bottega” on line del produttore: € 19,40

100% Barbera. Botti grandi di rovere. Rubino scuro e violaceo, come il naso, che rivela profondità di frutta nera matura, china e spezie. In bocca succosità coinvolgente e goloso dinamismo fruttato, con chiosa sapida. Un vino godibile, di grande coerenza e armonia.

Nebbiolo d'Alba Marne Brune 2023 FontanafreddaNebbiolo d’Alba Marne Brune 2023 Fontanafredda

Punteggio: 93
Prezzo sulla “Bottega” on line del produttore: € 20,40

100% Nebbiolo. 8 mesi in botte grande e 10% in anfora di terracotta. Rubino chiaro. Naso fragrante e nitido, varietale nei tratti di violetta, amarena e cacao. Al palato, una freschezza coinvolgente traina la beva, regalando succosità e sapidità in direzione di un finale fruttato e disciplinato da un tannino elegante. Giovane, ma già molto piacevole.

Moscato d’Asti Moncucco 2023 FontanafreddaMoscato d’Asti Moncucco 2023 Fontanafredda

Simbolo Qualità-PrezzoPunteggio: 88
Prezzo sulla “Bottega” on line del produttore: € 15

100% Moscato. Acciaio sulle fecce per 10 mesi. Oro alla vista. Il naso è intenso e molto nitido nei toni tipici di agrumi, pesca bianca, fiori di tiglio, cedrina e salvia. Al sorso è leggiadro, snello, dolce ma vivacizzato da ottima acidità e ritorni agrumati.  

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