Alle Cantine Iannella, nel Beneventano, è nato un nuovo vino. Si chiama Intus ed è una Falanghina che affina in anfora. Ce ne parla la nostra veneta in trasferta Sissi Baratella.
Per poter parlare di questa novità dobbiamo prima parlare di Sannio, perché qui uva e territorio sono intimamente connessi e meritano qualche considerazione in più.
Sono stata ospite di Cantine Iannella per 24h e – con la benedizione della nostra Regina del Sud, aka Antonella Amodio – ho vissuto, respirato, mangiato, dormito in Sannio.
Lasciate che, da veneta, vi racconti com’è andata.
Il Sannio forse non è la prima zona di produzione che ci viene in mente pensando alla Campania, eppure è la zona maggiormente produttiva. Parliamo di quantità e di varietà ma soprattutto di identità. Che si tratti di Falanghina o Aglianico, Coda di Volpe o Piedirosso.
Sannio

Siamo in provincia di Benevento, basta uno sguardo per capire che le colline qui sono naturalmente vocate alla viticoltura. Le altitudini sanno essere interessanti, Torrecuso (sottozona Taburno), dove si trova Iannella, sale fino a 500 metri. E poi pendenze ed esposizioni.
L’orizzonte è sempre vicino, perché un rilievo segue l’altro animando lo scenario, scongiurando la banalità. Sulle creste si innalzano le pale eoliche, mai ferme. Il sole sorge, scalda nelle ore centrali e poi presto si nasconde dietro una collina o un’altra, garantendo escursioni termiche. I suoli sono pensati, umidi, ricchi. Talvolta però l’argilla lascia spazio al calcare, qualche a matrice vulcanica di riporto.
Qui, da tempi non sospetti, la Falanghina su tutte ha trovato casa. Abbandonata, a favore di altre varietà a maturazione precoce, oggi torna protagonista assoluta.
Falanghina
Varietà non autoctona, la sua origine certa è greca. Essendo però immigrata migliaia di anni fa, possiamo permetterci di considerarla tale. A maturazione mediamente tardiva, spicca per acidità naturale. Elemento interessante soprattutto in termini di contemporaneità.
Una sapiente gestione in vigna fa sì che non ecceda mai la resa massima da disciplinare. A livello enologico si presta a diverse interpretazioni. Quella sua apparentemente indomabile acidità diventa risorsa preziosa, in termini di versatilità e piacevolezza.
Intus
Dal neologismo dantesco intuarsi (IX canto del Paradiso), immergersi nelle cose. Così Nietta Iannella, l’enologo Ernesto Buono e tutto il team si sono immersi nel mondo della Falanghina fino a comprenderla intimamente. Intus è un 100% Falanghina, IGT Beneventano, che riposa per 24 mesi in Anfore Tava e 24 mesi in bottiglia.
Prodotta per la prima volta con la 2021, il risultato è tanto rispettoso quanto unico. Armonico e vibrante, questo vino non manca in profondità. Sa raccontare sia la Falanghina, nella sua versione più gentile, che il Sannio, generoso, sapido, sfaccettato. L’anfora svolge egregiamente il suo lavoro, in quanto strumento enologico a disposizione del produttore non prevarica, ma accompagna il vino in un’evoluzione tutta in ascesa. Un vino che ho bevuto e riberrei.
Solo un primo step di un processo di conoscenza e riscoperta dei vitigni tanto amati anche da Antonio Iannella, papà di Nietta. Lui fu un vero e proprio custode dell’Aglianico. Proprio l’Aglianico riposa in questo momento in anfora, in attesa di scoprire il suo destino che solo il tempo ci saprà svelare.
Pizza e Piedirosso
Se Antonio Iannella fu il riferimento per l’Aglianico del Sannio, Ernesto Buono può andare orgoglioso del lavoro che lui e Nietta Iannella stanno facendo con il Piedirosso. Decisamente il vino rivelazione del mio soggiorno. Concorde anche Antonella Amodio, che nel suo libro Calici e Spicchi, presentato nel corso dell’evento (un must have davvero!) lo abbina alla pizza “Napoletana Schettino”. Pomodoro San Marzano DOP, Filetti di alici di Cetara, aglio orsino, datterino giallo e rosso, origano nostrano, olive nere caiatine, cucunci, basilico fresco e olio evo.
Un’esplosione di colore e di mediterraneità… come il Piedirosso!
A Torrecuso, che fa poco già di 3000 abitanti e ben 30 cantine, la vite e il vino ci sono da sempre. Oggi Cantine Iannella ci ha dato un motivo in più per tornarci!
Beneventano Falanghina Intus 2021
Punteggio: 94/100
Prezzo medio a scaffale: € 50,00
100% Falanghina. Termina la fermentazione in anfora e ci riposa per 24 mesi. 24 mesi minimo di bottiglia. Giallo oro con riflessi vivaci. Naso morbido, addomesticato. Profuma di frutta gialla matura, cremosa. Di rosmarino, lavanda. Il palato è caldo e piccante. Dall’acidità presente ma gentile. Torna qualche nota mediterranea. Ottima persistenza.
Sannio Piedirosso 2023
Punteggio: 91/100
Prezzo medio a scaffale: € 8,50
100% Piedirosso. Acciaio. Rubino con riflessi rosa intenso. Al naso arrivano profumi puliti e precisi di violetta, mora, fragolina. Note dolci di stevia e liquirizia. Palato vibrante e goloso. Note dolci a ricordare carcadè, cocco per concludere con verticalità e freschezza del mirtillo nero. Tannino accogliente, morbido e maturo.






