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Barolo 2022: maturità e resilienza di fronte al clima che cambia

Barolo 2022 Annata che verrà, i relatori

Il Barolo 2022 arriva sul mercato con un’annata segnata da caldo e siccità, che aveva fatto temere il peggio. Il lavoro in vigna e l’esperienza maturata in cantina hanno però permesso di ottenere vini energici, freschi e identitari. Un millesimo che racconta, più di altri, quanto il territorio stia imparando a convivere con il cambiamento climatico. Ce ne parla Luciano Pavesio.

Il Barolo 2022 sta arrivando sul mercato e, come spesso accade quando si parla di nuove annate e grandi denominazioni, le prime domande sono inevitabili: che volto avrà questo millesimo? Che stile racconterà? E soprattutto, come avrà reagito il Nebbiolo a un clima sempre più estremo e imprevedibile?

Un primo quadro è emerso all’Enoteca Regionale del Barolo, durante l’incontro “L’annata che verrà – Barolo 2022”, fortemente voluto dalla direttrice Cristiana Grimaldi. Un’occasione per mettere insieme tecnici e produttori e provare a leggere, senza filtri, un’annata partita sotto il segno della preoccupazione ma capace – a sorpresa – di restituire vini di carattere, figli di un territorio che sta imparando a misurarsi con la nuova normalità climatica.

Claudio Botto, presidente dell’Enoteca, ha sottolineato come questo luogo sia diventato non solo un punto vendita, ma sempre più un centro di apprendimento e divulgazione.

L’analisi dell’annata

Effetti del cambiamento climatico
Effetti del cambiamento climatico


Il 2022 è stato segnato da
siccità e caldo anomalo. Tuttavia, il lavoro in vigna ha fatto la differenza: frequenti lavorazioni del terreno per favorire l’assorbimento dell’acqua e, in alcuni casi, l’uso di reti ombreggianti per proteggere le uve.
La vendemmia è stata breve e concentrata nelle prime due decadi di settembre, con l’obiettivo di preservare i polifenoli ed evitare eccessi di maturazione zuccherina.

In cantina si è fatto tesoro dell’esperienza maturata in annate calde come 2003 e 2017, scegliendo vinificazioni e rimontaggi brevi e senza spingere troppo sull’affinamento in legno.
Il risultato? Vini che si annunciano croccanti ed energici, con una bella acidità e una netta riconoscibilità territoriale dei diversi comuni del Barolo. 

L’apice del cambiamento climatico

Indicatori Termici
Indicatori termici


Federico Spanna, agronomo della Regione Piemonte,
ha definito il 2022 un’annata atipica, sottolineando come ormai il cambiamento climatico abbia portato piogge irregolari e temperature sopra la media nel periodo 2001-2021. La vite ha dimostrato grande resistenza, ma l’urgenza è aumentare previsione, prevenzione e gestione del rischio, considerando anche la contrazione della stagione vegetativa.

Luca Rostagno, enotecnico e viticoltore, ha parlato del 2022 come dell’“annata della maturità”, finora l’apice del cambiamento climatico. Le prime avvisaglie del riscaldamento (1997, 2000 e soprattutto 2003) sono state fondamentali per imparare a gestire gradazioni più alte. Tra i problemi emersi, il “fenolico che arranca” e, soprattutto, la carenza d’acqua sulle colline.

Produttori e Consorzio: la voce del territorio

Vigna Rionda Barolo
Vigna Rionda Barolo


I produttori presenti – giovani leve di diverse cantine – hanno descritto
un’annata breve, precoce e complessa, ma al tempo stesso “semplice” grazie alla consapevolezza acquisita e alla perfetta salubrità delle uve.
Le strategie adottate si sono basate su monitoraggio costante del vigneto, poche cimature per garantire ombreggiatura e raccolta concentrata tra il 1° e il 15 settembre, riuscendo a mantenere freschezza nonostante le alte concentrazioni.

Nonostante l’alta qualità, è emerso il timore che il 2022 possa passare in secondo piano dopo tre annate eccellenti, insieme alla preoccupazione crescente per la carenza idrica.

Sergio Germano, presidente del Consorzio, ha ricordato i numeri della denominazione: 416 aziende produttrici su 2.250 ettari, ormai al 100% della produttività, per circa 14 milioni di bottiglie.
“Il 2022 è un ventaglio di interpretazioni, frutto della sinergia tra territorio e mano del produttore”, ha detto, sottolineando il valore della cultura aziendale, della sperimentazione e della necessità di fare squadra tra piccoli e grandi produttori per la tutela e la crescita della denominazione.

Barolo oltreconfine: l’interesse internazionale

A dare respiro internazionale all’incontro Ian D’Agata, in collegamento da Shanghai, autore e presidente della sua Wine Academy, che ha ribadito l’amore della Cina per il Barolo e per il Nebbiolo, apprezzati soprattutto per la loro inconfondibile riconoscibilità. Secondo D’Agata, i Barolo 2022 potranno incontrare bene i gusti internazionali, oggi spesso orientati verso uno stile più rotondo.

A chiudere l’evento, Michele Longo, Wine Writer e presidente della Commissione Tecnica Degustazione “A. Cordero” che ha riassunto così l’annata: “Solo chi ha saputo ascoltarla l’ha saputa interpretare.”

Alla luce di queste considerazioni, il Barolo 2022 si presenta come l’espressione di un’annata in cui la qualità è stata il premio della preparazione e della capacità di adattamento di un territorio che affronta con cultura e coraggio la sfida climatica. Nei prossimi mesi una più vasta platea di addetti ai lavori e consumatori potrà confermare o meno questi aspetti qualitativi degustando le prime etichette sul mercato.

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