Alla Chianti Classico Collection alla Leopolda abbiamo concentrato l’attenzione sulla tipologia annata, spesso oscurata da Riserve e Gran Selezione, ma ancora oggi la via più diretta per interpretare il territorio. Nel bicchiere due millesimi molto diversi tra loro, 2023 e 2024. Ce ne parla Riccardo Viscardi.
Il Chianti Classico “punto”
Anche quest’anno, in occasione della Chianti Classico Collection alla Leopolda, mi sono concentrato sulla versione annata. È probabilmente la tipologia più divertente, flessibile e, per certi aspetti, anche la più contemporanea per leggere il territorio.
È anche quella storicamente più importante: il Gallo Nero è diventato famoso nel mondo proprio grazie a questi vini. Negli ultimi anni questa versione è stata un po’ trascurata a favore di Riserve, Gran Selezione e Igt a base Sangiovese, ma continuo ad apprezzare molto il Chianti Classico “punto”.
Due annate molto diverse
Alla Collection erano presenti due millesimi, 2023 e 2024. Questo dipende sia dal calendario della manifestazione – febbraio è piuttosto presto – sia dal fatto che alcuni produttori preferiscono uscire sul mercato dopo un affinamento in bottiglia più lungo.
Le due vendemmie risultano piuttosto diverse tra loro.
2024: freschezza e bevibilità
Dopo gli assaggi, la 2024 appare un’annata che si presta molto bene alla tipologia annata: vini freschi, profumati, di piacevole bevibilità, con una bella presenza di quella sapidità (acidità? freschezza?) che è l’anima del Chianti Classico e lo distingue da molte altre denominazioni toscane.
Le zone più alte mostrano talvolta caratteri leggermente più verdeggianti, mentre quelle più basse risultano più succulente. È parte della varietà del territorio, che nel bicchiere diventa particolarmente leggibile.
2023: annata più complessa
Più complicata la vendemmia 2023, che ha sofferto maggiormente alcune avversità meteorologiche e non solo. In questo caso le zone più alte hanno spesso tratto beneficio dalla situazione climatica, con profili olfattivi meno segnati da note di sottobosco autunnale e una bocca meno “seduta”.
Le aziende meglio strutturate in cantina sono comunque riuscite a gestire bene il millesimo, presentando vini di ottimo livello.
Piccole aziende in crescita
Durante le degustazioni abbiamo assaggiato tutte le referenze presenti e abbiamo notato la crescita qualitativa di alcune aziende piccole o piccolissime, che spesso non riescono a trovare spazio nella nostra Guida Essenziale proprio per via delle quantità limitate. Questa selezione vuole essere anche un modo per valorizzarle.
Comunque viste le diversità sostanziali tra le due annate sarà il consumatore a scegliere il Chianti Classico che più gli piace.
Chianti Classico 2024
95/100
- Chianti Classico Capaccioli 2024 Capaccioli-Poggio Niccolini
94/100
- Chianti Classico Tenuta de Carlini 2024 Belvedere1
- Chianti Classico Sonocosì 2024 Jurij Fiore & Figlie
93/100
- Chianti Classico 2024 Calcamura (vino biologico)
- Chianti Classico Coste di Felice 2024 Castellaccio
- Chianti Classico Morino 2024 Mori Concetta
92/100
- Chianti Classico Tornus 2024 Castello di Tornano
Chianti Classico 2023
94/100
- Chianti Classico 2023 Istine
- Chianti Classico Forcole 2023 Tenuta degli Dei
93/100
- Chianti Classico Curva del Vescovo 2023 Cantina Poggio Borgoni
- Chianti Classico 2023 L’Acero
- Chianti Classico 2023 Le Fonti
- Chianti Classico 2023 Podere Campriano
92/100
- Chianti Classico 2023 Castello di Radda
- Chianti Classico 2023 Tenuta San Vincenti






