Bariano – Alla Ricerca dei Cibi Perduti

Alla Ricerca dei Cibi Perduti: Una cena ai vertici della cucina e dei vini d’Italia, nel segno di Luigi Veronelli
Il 18 novembre al Convento dei Neveri cinque grandi interpreti della gastronomia italiana si incontrano per celebrare il centenario della nascita di Veronelli. Una serata di eccellenza, cultura e sensibilità, il cui ricavato sosterrà due progetti dedicati ai giovani e alla solidarietà.
Le idee di Veronelli, cinque cuochi all’opera, grandi vini d’Italia e un luogo di ricercata e storica bellezza. Sono gli ingredienti di una cena che riunisce, per una sola sera, storie, talenti e sensibilità tra le più significative della gastronomia italiana.
Mercoledì 18 novembre 2026, il Convento dei Neveri di Bariano (BG) riunirà Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri, Ugo Alciati di Guido Ristorante, Salvatore Morello di Inkiostro, Ezio Gritti, cuoco veronelliano, e Roberto “Bobo” Cerea di Da Vittorio. Una cornice speciale, sede di IL VERONELLI, lo spazio espositivo permanente che custodisce e racconta la vita e l’opera del fondatore della critica gastronomica ed enologica in Italia.
Si riuniscono nel segno di Luigi Veronelli, nel centenario della nascita, attraverso ciò che più profondamente ha attraversato la sua opera: la cultura della terra e della tavola, la ricerca della qualità, il piacere della scoperta.
Alla ricerca dei cibi perduti
L’appuntamento è promosso dal Seminario Permanente Luigi Veronelli, l’associazione senza scopo di lucro fondata da Veronelli stesso nel 1986, che quest’anno celebra quarant’anni di attività.
Il filo conduttore è racchiuso in un titolo: “Alla ricerca dei cibi perduti”, il celebre libro che Veronelli pubblicò nel 1968. Nell’Italia del boom economico, mentre l’uniformità dei sapori sembrava una promessa di progresso, lui percorreva il Paese alla ricerca di prodotti, ricette e saperi che rischiavano di scomparire. Cercava e raccontava quei “giacimenti gastronomici” nei quali riconosceva la ricchezza dei territori e la dignità del lavoro contadino.
Da quell’intuizione nasce il percorso della serata. Il “cibo perduto” diventa anche ciò di cui rischiamo di smarrire il significato: la complessità di un ingrediente quotidiano, la memoria custodita in una preparazione, il ritmo delle stagioni, il valore del lavoro necessario per portare un sapore a tavola. Ogni piatto aprirà un dialogo con il pensiero di Veronelli. Le radici incontrano le idee, la memoria alimenta nuove possibilità e l’alta cucina restituisce attenzione a ciò che l’abitudine, talvolta, ci impedisce di riconoscere.
Cinque cuochi, cinque storie, un incontro irripetibile: La serata inizierà con un sontuoso terzetto di entreè di benvenuto, a cura di Alessandro Salsano, chef del ristorante Convento dei Neveri.
Riccardo Monco, Chef dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze
Il mirabolante viaggio gastronomico entrerà nel vivo del menu con Riccardo Monco, Chef dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze che ha fatto della ricerca, della qualità delle materie prime e dell’equilibrio tra tradizione e innovazione la propria cifra.
Il suo poliedrico 100% Zucca – spicchio di zucca gialla in carpione, fonduta di zucca al miso di ceci, croccante di polenta e semi di zucca fritti — ritrova la grandezza di un ingrediente umile. Protagonista di orti, dispense e cucine contadine, la zucca conquista il centro della scena, rivelando consistenze e possibilità inattese. Il richiamo a Veronelli è nello sguardo: riconoscere il valore di un prodotto dell’orto, povero ma nobile di cui va custodita la vitalità espressiva.
Ugo Alciati, di Guido Ristorante a Serralunga d’Alba
Seguiranno i celebri Agnolotti del plin al sugo d’arrosto di Ugo Alciati, di Guido Ristorante a Serralunga d’Alba. Un piatto classico e contemporaneo che porta con sé la storia di una famiglia e di un luogo. Figlio di Guido Alciati e Lidia Vanzino, protagonisti di una stagione fondamentale dell’alta cucina italiana, Ugo ne rinnova l’eredità con una sensibilità che tiene insieme precisione, stagionalità e rispetto della materia prima. Nei suoi plin, il cibo perduto è un sapere che vive di una grande manualità: il gesto minuto della chiusura, la preparazione del ripieno, la misura della sfoglia. Una conoscenza che attraversa le generazioni e incontra una convinzione profondamente veronelliana: la cucina di un territorio continua a vivere quando qualcuno se ne prende cura e la consegna al futuro.
Salvatore Morello, chef di Inkiostro a Parma
Salvatore Morello, chef di Inkiostro a Parma, porterà la propria interpretazione di un iconico crostaceo: Astice grigliato, curry emiliano, broccolo Bimi e bergamotto. È un esplicito invito a ritrovare il prodotto, oltre la sua fama: la sua natura, il suo sapore, le conoscenze necessarie per comprenderlo e cucinarlo. Un richiamo a quella ricerca della qualità che, per Veronelli, cominciava dalla conoscenza e dalla capacità di riconoscere l’identità materiale di una materia prima.
Ezio Gritti, un grande cuoco caro a Veronelli
Sarà poi Ezio Gritti, un grande cuoco che fu caro a Veronelli e con lui condivise percorsi e serate gastronomiche in Bergamo, a dare voce ai richiami del bosco e alla profondità dell’autunno, con il Controfiletto di cervo In leggera salsa alla liquirizia e menta, scalogno brasato al miele di castagno. Selvaggina, dolcezza e note aromatiche comporranno un piatto di carattere, capace di evocare un paesaggio. Il cibo perduto è qui anche una familiarità che si è affievolita: quella con la cultura della selvaggina, con il suo legame con le stagioni e con gusti intensi, meno consueti, che chiedono attenzione e curiosità.
Una selezione di formaggi Luigi Guffanti
Una selezione di formaggi Luigi Guffanti restituirà, poi, valore al tempo: quello della maturazione, dell’attesa, della cura. In ogni assaggio, un patrimonio di conoscenze artigiane e la sensibilità di chi accompagna la trasformazione della materia. Un omaggio al mondo dei produttori e degli artigiani ai quali Veronelli ha dato voce e riconoscimento. Dalle cantine di stagionatura di Arona giungeranno al desco veronelliano varie interpretazione dell’arte casearia del nostro Paese.
Roberto “Bobo” Cerea di Da Vittorio
Il finale sarà firmato da Roberto “Bobo” Cerea di Da Vittorio, con il suo Monte Bianco che porterà a tavola lo spirito della famiglia Cerea: il gusto dell’ospitalità, la generosità del gesto, la gioia di sorprendere e la memoria di stagionalità e gioia della festa.
A questa tavola, il bene da ritrovare sarà anche un rito: concedere tempo alla tavola condivisa e prolungare il piacere dello stare insieme. Festeggiare la vita, secondo una sensibilità che attraversa l’opera di Veronelli e incontra la storia della famiglia Cerea.
Nei calici, il vino come racconto
Ad accompagnare i piatti, una selezione di grandi vini italiani, espressioni di territori e di visioni.
Il vino sarà racconto, scoperta, emozione. Come nell’opera di Veronelli, che ha saputo riconoscere e far conoscere la grandezza di un vigneto, la personalità di un vignaiolo, la bellezza e il valore delle grandi vigne d’Italia. Arriveranno nei calici vini d’eccellenza, tra i più amati da Luigi Veronelli che, con quei vignaioli, ebbe sodalizi sinceri e duraturi.
Tra una portata e l’altra, suggestioni veronelliane intrecceranno parole e sapori, pensiero e convivialità.
Un luogo di storia, bellezza e viva memoria
Testimonianze romane, affreschi e architetture conventuali attraversano i secoli e fanno del Convento dei Neveri un luogo di rara suggestione. Un accurato lavoro di recupero ha riportato alla luce la ricchezza di questo complesso, oggi spazio di ospitalità e incontro. In questa cornice, che custodisce la memoria di Veronelli, la cena assume un significato speciale: la sua opera diventa occasione di incontro, il suo pensiero torna a vivere nella pratica della tavola.
Il piacere di esserci, il valore nel contribuire
Il ricavato della serata sarà devoluto al sostegno di due progetti dedicati ai giovani, al futuro, alla solidarietà, in chiave totalmente veronelliana.
- La costituzione, all’interno del Progetto Sensoriale Guida Oro Veronelli, di un vivaio di giovani degustatori, formati dal Seminario Veronelli secondo i principi veronelliani, guardando alla massima valorizzazione e diffusione dell’eccellenza delle produzioni enoiche italiane.
- La realizzazione di laboratori di educazione ambientale e alimentare rivolti a ragazze e ragazzi in Italia e il sostegno a un progetto di donne contadine ad Agadez, in Niger, con formazione in tecniche di produzione sostenibili di ortaggi finalizzata a dare alle famiglie locali una maggiore sicurezza alimentare. Due percorsi di educazione e cooperazione gestiti da Fondazione Acra.
Sarà, dunque, una tavola speciale, alla quale accomodarsi per condividere l’eccellenza e contribuire all’impegno per un futuro comune. Nel segno di quella relazione tra piacere, cultura e responsabilità che ha attraversato tutta la vita di Veronelli.
Informazioni utili
- Cena in omaggio a Luigi Veronelli nel centenario della nascita
- Mercoledì 18 novembre 2026, ore 20.00
- Convento dei Neveri – Via per Romano 17, Bariano (BG)
- Informazioni e prenotazioni: seminarioveronelli.com tel. 035 0740293
- https://www.seminarioveronelli.com/prodotto/cena-100-veronelli/
Dettagli
- Data: Novembre 18
- Categorie Evento: Degustazione, Eventi Lombardia
- Tag Evento:centenario, Cibi Perduti, Ezio Gritti, Luigi Veronelli, Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri, Roberto “Bobo” Cerea di Da Vittorio, Salvatore Morello di Inkiostro, solidarietà, Ugo Alciati di Guido Ristorante
- Sito web: https://www.seminarioveronelli.com/prodotto/cena-100-veronelli/
Organizzatore
- Seminario Permanente Luigi Veronelli
- Visualizza il sito dell'Organizzatore
Luogo
- Convento dei Neveri
-
Via per Romano 17
Bariano (BG), Italy + Google Maps


