A One Belvedere Tuscany, vicino a Castellina in Chianti, la cucina è interamente vegetariana, dalla colazione alla cena. Lo chef Federico Viti firma piatti fantasiosi, con qualche influenza orientale, valorizzando anche i prodotti della tenuta. Una scoperta capace di convincere un carnivoro dichiarato, fra orto, vigneti e panorami sulle colline.
Ho vissuto e lavorato in Toscana per tre anni e ci sono tornato innumerevoli volte. E posso affermare con certezza che è una regione a fortissima vocazione carnivora: fra carni pregiate e salumi ricercati, non si ha che l’imbarazzo della scelta.
Per questo, quando siamo andati a soggiornare vicino a Castellina in Chianti, presso One Belvedere Tuscany, elegantissimo agriturismo con piscina a sfioro, sono rimasto sorpreso nello scoprire che l’intera proposta gastronomica, dalla colazione ai pasti principali, è sempre e solo vegetariana, con uova e formaggi. Mai carne o pesce, neppure su richiesta. Casomai si possono chiedere piatti vegani.
Dall’orto al vigneto

Le uova vengono dal pollaio aziendale, così come il miele dalle loro arnie e le verdure dal loro orto. Anche i vini sono aziendali: i dieci ettari di vigneto, tutti in conversione al biologico, danno origine a due Chianti Classico e ad altri cinque vini Igt, fra bianchi, rosati e rossi. Secondo me sono tutti ben fatti, frutto del lavoro di persone serie. Vedremo come andranno nei prossimi anni.
Quindi eccomi a voi con la mia prima recensione di un ristorante vegetariano! Oh, sia chiaro, non sono un troglodita che, se non ha carne nel piatto, incomincia a criticare. Però sono un carnivoro felice.
Federico Viti in cucina, Antonietta Iengo in sala
La proprietà è straniera. Lo chef Federico Viti è invece nato a poche centinaia di metri da qui, mentre Antonietta Iengo, sua compagna nella vita e vera regina della sala, è nata poco più lontano. Insieme formano una coppia appassionata, affiatata, simpatica e preparata.
Per la nostra cena abbiamo lasciato mano libera allo chef, che ha ripagato la nostra fiducia con una cucina molto fantasiosa, con alcune influenze orientali, colorata, saporita, stuzzicante e soprattutto molto buona.
Una cena fra brace, spezie e ortaggi

Abbiamo iniziato con due antipasti: peperoni cotti alla brace e marinati con miso fatto in casa, crescenza, olive, capperi fritti e peperoni in agrodolce; falafel di ceci e babaganoush di melanzana, con menta e basilico, salsa allo yogurt e prezzemolo.
Abbiamo continuato con un tortello al blu di Camporbiano, variazione di rapa rossa, pesto di rucola e mandorle salate. Come secondo piatto, un uovo del pollaio aziendale cotto a bassa temperatura, con pomodori arrostiti, spuma di pecorino, basilico e pane croccante.
Abbiamo concluso con un bis di dolci. Il primo, Ricordo di caffè arabo, riunisce mousse di cioccolato al latte, cremoso di cioccolato fondente, gelato al caffè, spezie e nocciole caramellate. Il secondo è una panna cotta alle foglie di fico, con gelato alla crema di limone, fichi cotti nel vino, marmellata e crumble al pepe di Sichuan.
Ho volutamente indugiato in queste lunghe descrizioni dei piatti per far capire la varietà e l’accuratezza di ogni singola preparazione. Un’attenzione che si ritrova anche nelle cotture degli ortaggi, spesso lasciati al dente per conservarne una piacevole croccantezza.
I vini della tenuta in un ambiente incantevole
Abbiamo accompagnato il pasto con tre vini aziendali, tutti da Sangiovese in purezza:
- Toscana Rosato N 2024;
- Chianti Classico 2024;
- Chianti Classico Tenuta de’ Carfini 2024.
Ricordatevi però che in carta ci sono anche vini di altre aziende del circondario.
Si mangia in una bella sala dalle ampie vetrate e, quando il bel tempo lo permette, anche all’aperto. L’intera struttura è stata ristrutturata di recente, gli ambienti sono curati nei minimi dettagli e il panorama sulle colline, che si apre a 360 gradi, è incantevole. Che dire, proprio una bella scoperta!





