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La nuova stagione enogastronomica del Palace di Saint Moritz

Il Badrutt’s Palace di Saint Moritz ha inaugurato la nuova stagione invernale. Un albergo da sogno dove tutto diventa possibile ma, soprattutto, dove vivere un'esperienza enogastronomica unica per qualità e offerta.

Un castello da sogno, affacciato sul lago, simbolo di quel turismo invernale internazionale che a Saint Moritz nasce 150 anni fa per la scommessa, vinta, di Caspar Badrutt. Da allora, il Badrutt’s Palace è sempre stato più di un albergo: è un luogo iconico della cittadina di Saint Moritz. Le sue camere sono state abitate, e lo sono tuttora, da star e personaggi celebri di tutti i tempi. Persino Alfred Hitchcock ne è stato un assiduo frequentatore e, proprio osservando dei corvi dal terrazzo della sua solita suite, la 501, avrebbe tratto l’ispirazione per il film The Birds, uscito nel 1963. 

La sua hall, nota come “il salotto di Saint Moritz”, è la piazza dove la borghesia in vacanza si mette in vetrina; i suoi ristoranti sono ambiti da avventori, e chef, di tutto il mondo e la sua discoteca è il place to be della movida notturna engadina, al cospetto dei più famosi dj internazionali. Aperto sia in inverno che in estate, l’hotel scandisce il flusso di visitatori della cittadina, con eventi quali l’accensione del grande albero di Natale il 6 dicembre, l’asta degli alberi griffati il 21 dicembre o il veglione di Capodanno, happening su cui si investe 1 milione di franchi svizzeri e che convoglia artisti da tutto il mondo. 

La sua offerta di soggiorno è di lusso (il Palace è nella classifica dei The World’s 50 Best Hotels 2023) e annovera 155 alloggi, tra camere e suite, una grande area wellness e spa con suite di servizio, 13 outlet tra ristoranti e bar, più un rifugio ad alta quota, il Paradiso Mountain Club & Restaurant. Anche la sua cantina è nota per essere tra le più grandi al mondo e conta oltre 30mila bottiglie, per 1.800 etichette, con referenze di prestigio, per la maggior parte francesi e italiane.

Il cuore gentile del Palace

Una struttura enorme, quindi, ma dal cuore gentile, dove vivere un’esperienza di lusso totale, che non incappa nell’elitario. Il Badrutt’s Palace rimane, infatti, un albergo dal volto familiare, dove sentirsi accolti e coccolati come in famiglia. Un’attenzione che interessa, ovviamente, la clientela, ma che si estende, aspetto meno scontato, anche allo staff che vi opera e che costituisce una vera e propria comunità a sé: quest’anno i collaboratori raggiungeranno un totale di 630, in un rapporto davvero impressionante rispetto alla clientela. A loro sono dedicate alcune strutture adiacenti dove soggiornare e un ristorante, il Bellavista, dove potersi rigenerare e consumare piatti espressi preparati dalla cucina centrale. 

La serenità del personale – non a caso composto da numerosi collaboratori storici, fedeli al posto di lavoro da oltre vent’anni – si trasferisce a tutti gli avventori dell’hotel attraverso un’accoglienza affettuosa e familiare, grazie alla quale il Badrutt’s ha saputo conservare negli anni una clientela storica e affezionata, che qui torna proprio perché si sente a casa. Un legame che si rinnova di generazione in generazione, offrendo garanzia di continuità a una realtà alberghiera capace di mantenere la propria unicità e stare al passo dei tempi senza rincorrere mode effimere. 

Noi abbiamo avuto la fortuna di visitarla ed esserne ospiti per tre giorni. Un periodo intenso e rigenerante, che ci ha permesso di esplorare tutto il visibile e l’invisibile della struttura, addentrandoci fin dentro al suo cuore operativo, cabina di pilotaggio di questa gigantesca nave ormeggiata sulle sponde del lago Saint Moritz.

Un albergo per gourmet

Tra le diverse esperienze che l’albergo propone, quella più distintiva ed entusiasmante è senz’altro quella enogastronomica. Un’offerta che supera qualsiasi aspettativa in quanto a varietà di scelte possibili, perché permette, letteralmente, di viaggiare per le cucine, e le cantine, del mondo restando accomodati negli splendidi locali dell’albergo. 

L’offerta culinaria è affidata, nel suo complesso, all’executive chef francese Jeremy Degras, ma si rinnova e si arricchisce di collaborazioni con grandi cuochi del mondo. È ormai consolidata la presenza dello chef Nobuyuki Matsuhisa “Nobu”, con la sua cucina giapponese-peruviana espressa nei suggestivi spazi del ristorante La Coupole, precedentemente occupati da quello che fu il primo campo da tennis coperto d’Europa. 

La stagione dei pop-up, invece, è stata inaugurata dal progetto due stelle Michelin dello chef danese Eric Vildgaard e di sua moglie Tina Kragh, il Jordnær di Copenaghen, che saranno resident dell’albergo dal 1 dicembre al 4 febbraio. Dopo di loro, sarà la volta della chef vegana Zineb Hattab, titolare del ristorante una stella Michelin KLE di Zurigo, di stanza al Palace fino al 17 marzo.

… e per appassionati di vino

L’intera proposta enologica fa riferimento all’unica, gigantesca, carta dei vini alimentata dalla sopracitata cantina, dalla quale partono una serie di antichi (ma pur sempre efficaci) ascensori porta vivande che trasportano la bottiglia direttamente al ristorante che ne ha fatto richiesta.

Il labirinto di cunicoli, popolato da casse e bottiglie, si dipana nei sotterranei dell’albergo, custodendo tesori enologici davvero unici, come una bottiglia di Château Lafite-Rothschild del 1900 in perfette condizioni. 

A dare ulteriore fascino all’ambiente troneggiano antiche botti di legno che un tempo venivano acquistate dall’albergo direttamente in Valtellina, culla del vino della Svizzera fino all’unità d’Italia, quando la provincia di Sondrio viene annessa alla Lombardia. L’altro tesoro nascosto in questi locali è la Krug Stübli, casetta da giardino in legno appartenuta alla famiglia Badrutt, oggi adibita a ospitare romantiche cene private a base di fonduta al tartufo e Champagne Krug, maison di cui il Palace è Ambassador. 

Da quest’anno, a guidare questa incredibile macchina è stata chiamata per la prima volta la sommelier italiana Cristina Iuculano, giovane ma forte di esperienze in diversi ristoranti stellati e grande appassionata di vini francesi, oltre che viticoltrice in Valtellina, la quale, in qualità di head sommelier, coordinerà lo staff di cantina e di sala degli outlet dell’albergo. Siamo stati tra i primi a intervistarla e a farci raccontare i segreti della “sua” nuova cantina, leggi domani l’intervista qui su doctorwine.wine. 

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