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Osare Roma, cucina creativa vicino Porta Pia

Osare Roma Sala

A pochi passi da Porta Pia, Osare è uno dei nuovi indirizzi della ristorazione romana da tenere d’occhio. Il ristorante di Davide Nasso e Omar Staniscia punta su una cucina tecnica e creativa affidata allo chef Michele Giovannini, tra mare e terra, ingredienti di alta qualità e abbinamenti mai banali. Bella sala, servizio curato e carta vini in crescita.

Pochi giorni prima di Pasqua siamo stati a cena da “Osare” ristorante romano di recente apertura.

A Roma, complice l’enorme flusso turistico, anche di qualità, la ristorazione vive una fase particolarmente vivace, fatta di rilanci, aggiornamenti stilistici, vorticosi giri di personale di cucina e di sala e, naturalmente, nuove aperture (di cui vi diamo conto nella relativa rubrica). Ed è proprio di una di queste che vi voglio parlare.

Un nuovo indirizzo gastronomico a Roma

Osare nasce dall’iniziativa di due soci piuttosto giovani, Davide Nasso e Omar Staniscia, entrambi con esperienze anche internazionali alle spalle. Hanno adocchiato un locale chiuso da un paio d’anni e hanno deciso di tentare l’avventura romana. Per guidare la cucina hanno chiamato Michele Giovannini, chef quarantasettenne di grande solidità professionale.

La cucina di Michele Giovannini

Ristorante Osare Roma
Le idee dello chef sono molto chiare: materia prima di altissima qualità, sia di terra che di mare, e una cucina capace di far
convivere elementi diversi nello stesso piatto, con abbinamenti talvolta audaci ma sempre ragionati, facendo divertire il cliente anche con mirati azzardi interpretativi. Quando siamo andati noi era ancora in carta il menu invernale; oggi è disponibile quello primaverile. 

Un menù degustazione ricco di sorprese, tra tecnica e creatività

La nostra cena si è sviluppata attraverso un percorso degustazione, anche se è possibile ordinare alla carta. Siamo partiti con un antipasto fatto di tre differenti portate: Salumi misti di terra e di mare; Coniglio ripieno con scampo, parmentier di patate ed erba cipollina; Animelle, gambero rosso, carciofi ed aglio nero.

A seguire due primi di pasta fatta in casa: Agnolotti di manzo e pollo, con ristretto di pesce e olio di prezzemolo; Plin di astice, parmigiano, barbabietola e aneto.

Come secondo, Faraona ripiena di mazzancolle, cavolo nero e limone fermentato, per chiudere poi con un rinfrescante dessert: Cipolla, miele, gianduia e gelato al parmigiano.

Piatti convincenti e identità precisa

Ristorante Osare Roma
Sono tutti piatti molto belli, e dotati di una personalità ben definita. Colpiscono la precisione tecnica e alcune intuizioni davvero brillanti. 

Solo in un caso il risultato ci è sembrato meno centrato, penalizzato da un eccesso di morbidezza gustativa poco compensato dalla freschezza. Un dettaglio, comunque, che non cambia il giudizio complessivamente molto positivo sull’esperienza., 

Una carta dei vini in crescita

La carta dei vini è già ben impostata, con tante bolle italiane e francesi. In costante aumento la disponibilità di vini fermi, con belle proposte da tutta Italia e anche straniere. Noi abbiamo optato per un percorso al bicchiere con il Brut Millesimato Kius 2022 di Marco Carpineti; l’Etna Bianco Sul Vulcano 2022 di Donnafugata; il bianco Bellone del Lazio Monsignore 2020 de I Lori; il Poggio ai Ginepri 2022 di Argentiera, taglio bordolese di Bolgheri; e il Barolo Chinato di Ceretto.

Ambiente elegante e servizio curato

Geograficamente il ristorante è a due passi dalla celeberrima Porta Pia, in una zona dominata soprattutto da tanta ristorazione turistica di fascia medio-bassa, con poche eccezioni di qualità. Il progetto Osare, invece, per precisa volontà dei proprietari si rivolge a una clientela più borghese e disposta a spendere, senza però inseguire gli eccessi di certo fine dining fine a sé stesso. 

Le sale sono eleganti, con soffitti alti, arredi ben calibrati e illuminazione corretta. Il servizio è cordiale e ben organizzato.

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