GourmetMangiare e dormire tra i vigneti

Viaggio in Maremma con Rocca di Montemassi

Rocca di Montemassi Zonin

La Maremma che oramai… ti aspetti. Cronaca di un soggiorno tra sapori e tradizioni culinarie gelosamente custodite, vini eccelsi e un resort che da solo giustifica una fuga da sogno in Toscana. C’è stato per noi Fabio Cartei.

Maremma: storicamente terra di nessuno, luogo impervio al limite della vivibilità che va da Cecina a Corneto, abitato da fiere selvagge e da persone di dubbia moralità che poteva essere collocato tra il Purgatorio e l’Inferno, per dirla con le parole del Sommo Poeta.

Rocca di Montemassi, le vacche maremmane
Rocca di Montemassi, le vacche maremmane

Il presente, invece, è sotto gli occhi di tutti: un territorio divenuto sempre più dinamico, ricco e ambito sotto tutti i punti di vista, dalla costa alle colline dell’entroterra, spiagge lucenti strutture ricettive da sogno, enogastronomia all’avanguardia e coccole, tante coccole.

Il nostro viaggio ha inizio con la visita di Rocca di Montemassi, una winefarm situata in Alta Maremma a ridosso delle colline metallifere, in una posizione felice per terreni e microclima e che strizza l’occhio al mare.

La tenuta di Rocca di Montemassi

La Tenuta, di proprietà della famiglia Zonin, pone la prima pietra nel 1999, oggi ha una estensione di 420 ettari di cui 105 vitati. Per il resto oliveti, colture di vari tipi di cereali (in maggioranza), un allevamento di vacche maremmane oltre a strutture destinate alla ospitalità.

Rocca di Montemassi cantina

La conduzione della Tenuta ha privilegiato un rapporto rigorosamente coerente con la tradizione del territorio: interventi rispettosi degli ambienti circostanti per la realizzazione degli edifici aziendali soprattutto dal punto di vista stilistico, per la scelta delle varietà delle essenze messe a dimora e per le piante ad alto fusto che si sono perfettamente integrate paesaggisticamente e botanicamente. I vigneti di una età media intorno ai 20 anni, prediligono prevalentemente i due vitigni identitari di queste zone: il Sangiovese e il Vermentino. Risultati sorprendenti raggiungono però anche le altre varierà cosiddette internazionali che compongono i vari blend.

Rocca di Montemassi è una realtà che nel corso degli anni ha intrapreso un percorso di responsabilità ambientale: nel 2018 ha ottenuto la certificazione Equalitas, parallelamente, a partire dal 2016, ha avviato il processo di riconversione biologica delle proprie attività agricole, completato nel 2021, con la certificazione dei primi vini Bio. Vini che ci hanno accompagnato durante il brunch in giardino.

I vini assaggiati 

Questi i vini, certificati biologici dall’annata 2021, che ci hanno accompagnato durante il brunch, abbinati a pietanze tipiche del territorio, e all’elegante cena successiva al ristorante DamaDama.

  • Calasole 2024, Vermentino con al naso frutta a pasta bianca, erbe aromatiche, nespola, agrumi e bocca fresca, sapida, marina. Finale succoso e accattivante. (€ 13)
  • Syrosa 2024, Syrah dal colore rosa antico, dolce di fragolina e lampone al naso. Bocca docile e fruttata. Chiusura fresca, piacevole e armonica. (€ 13)
  • Viognier 2022, un monovarietale che fermenta in tonneau, convincente al naso con frutto giallo maturo, erbe fresche e fiori di acacia. In bocca è intenso e avvolgente, di ottima fattura con un leggero tocco di legno che dona vanità ed eleganza. Salino e con acidità ben disposta, finale “di spessore”. (€ 25)
  • Poggio alle Fate 2022 Castello di Albola, 100% Chardonnay e tonneau. Ampio di fiori gialli, pepe bianco e pesca nettarina. Sorso pieno e strutturato, solido con sensazioni sapide e cenni di rovere. Il finale è dotato di allungo e piacevolezza. (€ 30)

I rossi e il Vin Santo del Chianti Classico

  • Le Focaie 2021, un rosso al 90% Sangiovese, con profumi di frutto maturo, spezie, arancia sanguinella. La beva è ritmata e dinamica, pepe nero, amarene. Il finale è piacevole e guizza. (€ 13)
  • Sassabruna 2022, blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Petit Verdot. Naso intenso di frutto maturo e sbuffi di rovere, spezie. La bocca è concreta, buona estrazione e contrasto. Il finale è deciso e piacevole con tannini eleganti. (€ 18)
  • Rocca di Montemassi 2019, 45% Cabernet Sauvignon, 30% Petit Verdot e 25% Syrah. Rubino carico, naso prorompente di frutto nero maturo, legno ben dosato, tabacco dolce, spezie e caffè. L’ingresso è solido, di buona fattura. Morbido, denso con sentori di mora e cassis. Il finale è lungo, anche nel dopo bocca, con tannini setosi ben integrati. (€ 35)
  • Vin Santo del Chianti Classico 2011 Castello di Albola, classico blend di Trebbiano Toscano e Malvasia Toscana che riposa per ben 8 anni nei caratelli di rovere. Dorato ambrato, intenso di frutto appassito, zucchero filato, miele e frutta secca. La bocca è carica, densa e concentrata di sensazioni dolci ben sorrette da acidità. Finale complesso e piacevolmente lungo. (€ 38 la bottiglia da 0,500)

Di seguito visita della barricaia e dell’allevamento di maremmane, dove il toro Fiume, a guardia delle sue vacche, ci osserva baldo e fiero da dietro gli steccati.

L’esclusività dell’Argentario Wellness Resort a Porto Ercole

Argentario resortIl nostro viaggio prosegue in direzione sud, meta: l’Argentario Wellness Resort a Porto Ercole, un paradiso incontaminato perfetto per trascorrere una vacanza da sogno, all’insegna del relax dello sport e della buona tavola, in compagnia di famiglia e amici.

La struttura è un resort 5 stelle che ha aperto i battenti nel 2001 per volontà della famiglia Orsini di Roma, ci accoglie il titolare che con dovizia di particolari ci racconta la storia e la filosofia che ruota attorno alla loro visione del benessere del relax e del rispetto per la natura. 

La struttura si estende per 77 ettari situati in una vallata nella zona nordovest del Monte Argentario da cui si possono ammirare la spiaggia della Giannella, la laguna di Orbetello e il mar Tirreno in uno degli scorci più esclusivi della costa Toscana. È circondato da boschi di querce, lecci e olivi secolari e da arbusti tipici della macchia mediterranea, rifugio naturale di molti uccelli e di animali a 4 zampe. Un campo da golf 18 buche, campi da tennis e padel, percorsi per bici e jogging, piscine, spiaggia attrezzata e solarium fanno parte dei servizi di cui puoi usufruire nel soggiorno che sia esso in camere, suites o villas. Il viaggio continua all’interno della SPA che ti coccola a 360° a seconda delle esigenze e delle richieste del cliente. 

Il ristorante DamaDama, tradizioni e sapori

Il nostro percorso si conclude in uno dei ristoranti del resort: il DamaDama, fresco di restyling, dove Emiliano Lombardelli e il suo staff ci deliziano con un menù fatto di tradizione, di sapori convincenti e ben equilibrati. Materie prime selezionate e mani esperte che si integrano alla perfezione dando origine a un’esperienza sensoriale di altissima qualità:

  • Sottilissima di gambero rosa, gelato all’olio Evo e caviale di aringa, abbinato a: Maremma Toscana Vermentino Calasole 2024
  • Triglia e melanzane in salsa Livornese, abbinato a: Maremma Toscana Rosato Syrosa 2024
  • Spaghetti alla bottarga di Orbetello e limone bruciato, abbinato a: Maremma Toscana Viognier 2022
  • Bottoni ripieni di cacciucco dentro e fuori, abbinato a: Maremma Toscana Le Focaie 2021
  • Rombo e gambero rosso, spuma di patate al limone, spinacini e tartufo, abbinato a: Toscana Chardonnay Poggio alle fate 2022 Castello di Albola
  • Sfumature ai tre cioccolati toscani in salsa di mango, abbinato a: Vin Santo del Chianti Classico 2011 Castello di Albola

La nostra spedizione finisce qui, ci apprestiamo a varcare il cancello in uscita, si chiude una esperienza fatta di colori, sapori e di forti emozioni. Pronti a “toccare” nuove esperienze, in Maremma e oltre.

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