L’Oltrepò Pavese ritrova compattezza e guarda al futuro con Classese. Il nome storico del suo metodo classico torna in etichetta grazie all’approvazione del nuovo regolamento. Un passaggio chiave in un percorso di rinnovamento che coinvolge disciplinari, strategie di qualità e identità territoriale, con l’obiettivo di restituire forza e coerenza alla vocazione spumantistica dell’area.
Un voto storico: il nuovo marchio Classese debutta in etichetta
L’Assemblea del Consorzio Classese Oltrepò Pavese ha approvato, con oltre il 99% dei voti favorevoli, il Regolamento d’uso del marchio Classese, passo decisivo che consente ai produttori di utilizzare il nuovo nome del metodo classico oltrepadano in etichetta.
La presentazione ufficiale è attesa per Vinitaly 2026 e segna una svolta nel percorso di rilancio del territorio e della sua identità spumantistica.

«Siamo orgogliosi dell’unità che il territorio ha saputo ritrovare – afferma la presidente Francesca Seralvo –. Questo regolamento è lo strumento che ci permetterà di raccontare al meglio la storia e la qualità del nostro metodo classico. Da oggi possiamo iniziare a scrivere Classese in etichetta».
Un progetto che unisce: qualità, identità e promozione
Il nuovo regolamento rappresenta la continuità di un percorso iniziato a marzo 2024 con il rinnovo del CdA e proseguito con il voto quasi unanime di febbraio 2025 che ha approvato il nuovo disciplinare del metodo classico DOCG.
norme qualitative più stringenti e ha recuperato il nome storico Classese — unione di Classico e Pavese — già utilizzato negli anni Ottanta.
Classese: un nome che torna alle origini
La storia del metodo classico in Oltrepò è antica e prestigiosa.
160 anni fa, a Rocca de’ Giorgi, il Conte Vistarino e Carlo Gancia spumantizzavano il primo blanc de noirs oltrepadano, pietra miliare della vocazione del territorio.
Nel 1984, dodici produttori decisero di valorizzare il metodo classico da Pinot Nero creando un’associazione e una menzione specifica: Classese.
Oggi, dopo decenni, quel nome torna finalmente sulle bottiglie, pronto a diventare la bandiera dell’unico grande territorio internazionale vocato al blanc de noirs e al rosé de noirs.
Modifiche ai disciplinari: un passo avanti per tutto il territorio
L’Assemblea ha approvato all’unanimità anche alcune modifiche ai disciplinari delle principali DOC. L’obiettivo è accompagnare il rilancio del Classese con una crescita complessiva dell’offerta territoriale.
Le variazioni principali riguardano la riduzione delle rese:
- Pinot Grigio Oltrepò Pavese DOC: da 150 a 125 q/ha (90% di favorevoli)
- Pinot Nero Oltrepò Pavese DOC: da 120 a 100 q/ha (unanimità)
«Il focus sul Classese deve trascinare tutto il territorio – sottolinea Seralvo -. Per questo stiamo lavorando anche sulle altre DOC, con l’obiettivo di costruire una piramide qualitativa chiara e condivisa».
Verso l’approvazione finale: attesa per il 2026
Le modifiche al disciplinare della DOCG sono già state pubblicate sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia e ora sono all’esame del Ministero. Il Consorzio auspica un esito positivo entro la fine del 2026, così da completare il quadro normativo del nuovo progetto Classese.
Un territorio che cambia: il nuovo Statuto del 2025
Il rilancio dell’Oltrepò Pavese passa anche da un’importante riforma interna: il nuovo Statuto del 2025, accolto con favore dalle istituzioni e dalle associazioni di categoria.
>Il documento ha introdotto un sistema più equilibrato, garantendo maggiore rappresentatività ai piccoli produttori e premiando le aziende che seguono l’intera filiera, dalla vigna alla bottiglia.

Conclusione: l’Oltrepò ritrova una voce comune
Con l’approvazione del regolamento d’uso del marchio Classese e le modifiche ai disciplinari, l’Oltrepò Pavese compie un passo decisivo verso una nuova fase di riconoscibilità, qualità e coesione.
Il nome Classese — storico, identitario e profondamente legato al Pinot Nero — torna protagonista e si prepara a rappresentare l’essenza del metodo classico oltrepadano sui mercati nazionali e internazionali.




